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CRONACHE&COMMENTI

Chi in occidente vuole la via della trattativa, del cessate il fuoco, del compromesso e della pace dovrebbe afferrare l’opportunità che offre il piano cinese

di Aldo Pirone
collage cina russia ucraina SkyTG24.it minTra i commenti propagandistici, involontariamente esilaranti, nei paraggi di Nato, Ue e Usa al piano di pace cinese c’è quello che lo rigetta senza appello perché non condannerebbe esplicitamente l’aggressione di Putin all’Ucraina. La Cina, dicono costoro, non è neutrale.

Vero. Ma proprio per questo è significativo e da non liquidare.

La posizione della Cina sulla guerra in Ucraina è “cinesemente” piena di sfumature significative. Sulle mozioni di condanna dell’invasione putiniana all’Onu si è astenuta con un’altra trentina di Sati e più che però rappresentano il 60% della popolazione mondiale, e non ha votato contro come hanno fatto pochi altri stati, insieme ovviamente alla Russia. D’altra parte ha sempre sostenuto la sua alleanza strategica con Putin e la contestazione della politica unilateralistica ed egemonica americana su scala mondiale chiedendo una revisione degli equilibri internazionali, anche sulle regole economiche, con gli Stati Uniti. Parla di cooperazione mondiale per affrontare le sfide che sono di fronte all’umanità. Con gli Usa i cinesi hanno in corso un contenzioso su Taiwan e anche problemi economici non indifferenti. Il mondo, dicono, è multilaterale. Riguardo all’Europa non hanno smesso di invitare la Ue a distinguersi in qualche modo dalle impostazioni angloamericane e Nato. Ma la risposta per ora è stata pressoché nulla.

È tutt’oro quel che riluce nella politica internazionale della Cina? Evidentemente no. Son tutti sinceri i suoi propositi? Forse no, ma perché quelli americani, della Nato e di alcuni paesi dell’Ue lo sono? Ma non è questo il punto. Il punto è che proprio partendo da questa sua collocazione internazionale non neutrale la Cina presenta un piano oggi, dopo un anno di guerra in Ucraina, e scende apertamente in campo presentando 12 punti sui quali si può certo discutere ma che non possono essere sviliti o rigettati in toto se si vuole arrivare a un compromesso di pace.

Per esempio il primo che afferma l’intangibilità della sovranità di ogni paese; il secondo che invita ad “aderire a un concetto di sicurezza comune, globale, cooperativo e sostenibile, concentrarci sulla stabilità a lungo termine del mondo, promuovere la costruzione di un’architettura di sicurezza europea equilibrata, efficace e sostenibile”; l’ottavo per “Ridurre i rischi strategici. Le armi nucleari non possono essere usate e la guerra nucleare non può essere combattuta. L’uso o la minaccia di uso di armi nucleari dovrebbe essere contrastato” nonché l’invito ad opporsi “allo sviluppo e all’uso di armi biologiche e chimiche da parte di qualsiasi paese e in qualsiasi circostanza”.

Ne ho citati per brevità solo alcuni ma anche negli altri punti ci sono affermazioni assai interessanti come quelli che chiedono di salvaguardare i civili dagli attacchi bellici indiscriminati e trattative per la pace.

Al di là della valutazione dei singoli punti una cosa appare indubbia: chi in occidente vuole che prevalga la via della trattativa, del cessate il fuoco, del compromesso e della pace dovrebbe afferrare l’opportunità che offre il piano cinese. In primis il movimento della pace italiano e poi il Pd, il M5s e SI-Verdi che in parlamento dovrebbero proporre una qualche mozione o ordine del giorno che inviti a valorizzarlo e a non disprezzarlo propagandisticamente. La neosegretaria del Pd Schlein dovrebbe buttarcisi a capofitto per dare un primo segnale concreto di cambiamento di strada. Altrimenti l’alternativa sono solo le armi e con esse il prolungamento della guerra con tutte le conseguenze orribili che sta subendo la popolazione abitante l’Ucraina.

Perché la pace nella giustizia e nella sicurezza reciproca si fa fra nemici ed avversari, anche se hanno il colbacco, gli occhi a mandorla o masticano chewing gum.

O no?

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

 

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Di Aldo Pirone

Aldo Pirone. Vive a Roma

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