Democratizzare, umanizzare e rendere più efficienti le relazioni industriali, con centralità, la contrattazione
di Donato Galeone *

“La partecipazione è la chiave per affrontare le grandi sfide dal salario al nodo degli investimenti produttivi sui territori” lo conferma il Segretario della Cisl, Luigi Sbarra – sottolineando – che “l’obiettivo è ben preciso: democratizzare, umanizzare e rendere più efficienti le relazioni industriali, con centralità, la contrattazione”.
Ciò vuol dire che” la partecipazione, così come la concertazione e il dialogo sociale, è una scelta strutturale di metodo per affrontare in maniera condivisa i problemi e impegna tutti gli attori alla corresponsabilità”.
E tutti sappiamo che l’articolo 46 della nostra Costituzione ci dice ”ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.
Senza altri pluriennali attendismi – annuncia Sbarra – la CISL riapre la svolta sulla partecipazione e, il prossimo 20 aprile 2023, presenta alla Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare nel merito della “PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA GESTIONE DELLE AZIENDE E SULLA DEMOCRAZIA ECONOMICA”.
Personalmente posso sintetizzare e documentare i “pluriennali attendismi e confronti” partendo da circa cinquanta anni fa e ripresa da altri in varie sedi negli anni 2009/2014 – pur con intese ministeriali – non condivise, allora dalla CGIL, che si astenne, congiunte sia alla indifferenza che al contrasto di parte imprenditoriale nazionale.
Nei primi mesi del 1977 – Governo Andreotti del non sfiducia dopo le elezioni politiche del 20 giugno 1976 – fui incaricato, con lettera del 29 gennaio 1977, del Presidente del Consiglio di occuparmi in diretto contatto con il Capo di Gabinetto “delle questioni critiche del mondo del lavoro, approfondire i termini, coadiuvare a risolverle positivamente, suscitando i relativi interventi” – sulle quali – si richiedeva l’intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Dico al Presidente Andreotti che con il Sottosegretario al Ministero del Lavoro, On. Armato, abbiamo pensato di “avviare iniziative di confronto nel Paese per una ripresa economica partecipata” verso l’obbiettivo di una più chiara e possibile “partecipazione dei lavoratori alla ripresa economica”.
Scrivo un appunto ad Andreotti e una sintesi sui punti base dei contenuti sul dibattito per una prima “Tavola Rotonda” da organizzare – mediante l’ISRIL – nella sede del CNEL, Presieduta da Storti, e con la partecipazione dei Sindacati CGIL-CISL-UIL e i Gruppi parlamentari oltre a esperti del mondo del lavoro.
Andreotti condivide il mio appunto e fissa la data del 18 aprile, confermando, di ritenere che “la partecipazione dei lavoratori alla ripresa economica è tra i più importanti problemi”.
Si confrontano – dopo la introduzione di Armato e il saluto di Storti, già Segretario della CISL e Presidente del CNEL, nominato nei mesi precedenti da Andreotti – il Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Ballardini; il Segretario Generale della CGIL, Lama; il Presidente Andreotti e numerosi altri partecipanti tra cui Bianchi e Marini i cui interventi sono stati da me trascritti e pubblicati in (“lavoro contrattato e partecipato” di Donato Galeone in www.unoetre.it).
Mi limito, quindi, a richiamare – sintetizzando al massimo – quanto fu detto al CNEL sulla “partecipazione dei lavoratori nelle imprese” – oltre mezzo secolo fa – da Andreotti nelle conclusioni di quell’incontro ed a sostegno, penso e sono certo, della proposta popolare della CISL, annunciata in queste ultime settimane, da Sbarra e che sarà presentata nei prossimi giorni.
Andreotti ringrazia Storti per la presa in carico della tematica da parte del CNEL perché ha offerto il modo di dare un proseguimento autorevolissimo a ciò che noi dibattiamo – ma sentendo anche l’altra parte (le imprese) – per verificare quelle che sono le effettive posizioni rispetto a delle posizioni presuntive e, richiama, gli interventi che hanno fatto riferimento alla Germania, sottolineando, che anche in Francia – sotto diversi aspetti – e, in particolare, sotto l’aspetto di “una riserva obbligatoria” che viene data ai lavoratori dopo un determinato periodo.
Riferendosi all’intervento di Marini, Andreotti osserva che “il suo timore per l’eventuale accentuazione della partecipazione dei lavoratori sottragga spazio al conflitto, non abbia ragione di essere, in quanto, l’area del conflitto è così diffusa che ne resteranno, sempre, amplissimi margini e, credo, che veramente siano compatibili sia un concetto ampio di partecipazione dei lavoratori e sia in un concetto di legittima conflittualità attuata liberamente”.
Andreotti non tocca il tema della partecipazione come area più vasta che è quella della “programmazione economica” perché ne ha parlato sia Lama che altri e “conferma di essere convinto della partecipazione anche a questo livello che, poi, non deve essere solo a livello centralizzato nazionale, ma deve essere, anche, a livello regionale, cioè, in ambiti più decentrati”.
Ritiene di grandissimo interesse – osserva Andreotti – l’intervento di Cacace sul concetto delle multinazionali che “sono state viste dal mondo del lavoro e nei loro confronti soltanto come esigenza di garanzie del settore produttivo, ma si deve stabilire – a livello della Comunità Europea – una normativa che prima di fare dei licenziamenti o delle chiusure di attività debbano esperirsi determinate procedure. Così come è necessario conoscere il quadro generale della consistenza delle multinazionali e, credo, che sia veramente uno degli aspetti da tenere in maggiore evidenza”.
Essendo l’ultimo intervento conclusivo, Andreotti, si associa al ringraziamento rivolto dal Sottosegretario Armato a chi ha preso parola e agli organizzatori dell’incontro – ringraziandoli in modo particolare – per avere offerto questa occasione di incoraggiamento che “non deve rimanere isolata, oppure, a pensare che i problemi di oggi si risolvono cercando di vedere quello che nel passato non si è fatto, non si è riuscito a fare o non si è voluto fare”.
Tenendo presente però e in conto – aggiunge e conclude Andreotti – che ognuno di noi può vedere la cosa da diverse ottiche, ma sempre avendo una base che è una base coagulante, cioè la Costituzione, perché e in quanto, anche, la parola “collaborazione alla gestione” è stabilità dalla Costituzione e nessuno deve vedere come una piccola cosa di carattere estemporaneo o di tattica politica contingente ma è e deve essere “una delle linee su cui si deve camminare”.
Seguiranno – con un prossimo mio scritto appena conosciuta la proposta di legge di iniziativa popolare che sarà presentata dalla CISL il prossimo 20 aprile – gli anni dal 2009/2014 con il richiamo ad altri interventi politici e parlamentari – per l’attuazione dell’articolo 46 della nostra Costituzione – mediante
e anche, un testo base della Commissione Lavoro del Senato (10 articoli) del novembre 2014, dopo e preceduto da un “avviso comune” tra Ministero del Lavoro e parti sociali (astensione della CGIL) del 9 dicembre 2009 che richiedeva al Governo e al Parlamento di “astenersi per dodici mesi passati, poi, inoperosi “– da ogni iniziativa legislativa in materia di “partecipazione dei lavoratori nell’impresa”.
(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Roma, 18 aprile 2023