CRONACHE&COMMENTI
Il gas come il cacao meravigliao dell’arboriano “Indietro tutta!”
di Aldo Pirone

“Indietro tutta!” era il titolo di una esilarante e corrosiva trasmissione televisiva di Enzo Arbore anni ’87-’88 del novecento. Potrebbe essere il marchio del governo Meloni sotto tutti gli aspetti, anche quello dell’energia da gas fossile.
Due settimane fa a “Piazza pulita” su La7, talk show diretto da Formigli, è andata in onda una storia istruttiva. Marco Alverà – curriculum di tutto rispetto passato per Goldman Sachs e poi dirigente in Eni ed Enel – faceva l’amministratore delegato alla Snam dal quale si è dimesso lo scorso anno con un addio assai polemico: “Il futuro non è solo di chi se lo sa immaginare ma anche di chi ha le competenze e le qualità per andarselo a costruire”. Si riferiva probabilmente ai suoi tentativi di incrementare la produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili. “Le energie alternative soppianteranno gas e petrolio prima del previsto. – asseriva – Si può produrre energia solare a 10 euro a MWh. Il gas oggi lo compriamo a 300, l’energia elettrica a 700. Dobbiamo correre a riempire tutti i pezzi di deserto di pannelli solari”. Non se lo sono filato. Allora ha cofondato l’impresa Zhero per “colmare – dicono dall’azienda – il crescente divario tra ambizione climatica e azione climatica” ed è divenuto Ad di Tree Energy Solutions (Tes) che ha lo scopo di decarbonizzare la filiera energetica attraverso l’idrogeno ‘verde’.
Per farla breve, oggi collabora con la Germania per produrre metano sintetico o “verde” da fonti rinnovabili attraverso l’idrogeno. I tedeschi stanno pensando di fare un Hub di questo prodotto nel porto di Williamshaven nel mare del Nord. Nella trasmissione di Formigli è stato interessante vedere un auto a metano verde dal cui tubo di scappamento esce acqua invece di gas. Nell’ambito della transizione ecologica la Commissione europea ha dato il suo ok ai motori elettrici a metano verde tedeschi con batterie elettriche piccole che coesisteranno con quelli elettrici la cui produzione di batterie è essenzialmente in mano cinese mentre lo ha negato all’Italia meloniana per i biocarburanti su cui ha tanto investito Eni perché consumano suolo. Cioè i tedeschi guardano al futuro visto che l’Europa ha deciso di ridurre del 30% entro il 2030 l’inquinamento da combustibili fossili.
Invece il governo di destra di Giorgia Meloni ha la testa rivolta all’indietro. La presidente del consiglio, infatti, ha proposto di fare in Italia un grande hub del gas prodotto e trasportato dai paesi del nord Africa. Per lei la necessità transitoria di emanciparsi dal gas russo diventa proposta strategica per il gas forever. In barba alle decisioni europee e anche alle previsioni sulla diminuzione della produzione di questa energia fossile nei prossimi anni.
Il gas come il cacao meravigliao dell’arboriano “Indietro tutta!”.
Appunto.
Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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