LOTTE E MOVIMENTI
Sdegno e condanna della recente aggressione squadristica contro studenti del Liceo Michelangelo di Firenze
di Luigi Mannelli*
Firenze ha accolto, ieri, una grande manifestazione nazionale antifascista, indetta da CGIL- CISL-UIL, per esprimere sdegno e condanna della recente aggressione squadristica perpetrata contro alcuni studenti del liceo Michelangiolo; l’atto teppistico è stato sentito anche e soprattutto come un’ offesa a tutta la città Medaglia d’oro delle Resistenza, prima città in Italia liberata dai Partigiani, la città del vigliacco assassinio di Spartaco Lavagnini sindacalista e segretario della Federazione del Partito Comunista d’Italia, scenario purtroppo di tanti episodi delle squadracce tra cui la triste “notte di S. Bartolomeo”.
Condanna netta dello squadrismo di allora e condanna senza appello dello squadrismo di oggi, sia quello violento contro gli studenti come quello verbale fatto nelle aule parlamentari; episodi, questi, che rivelano una matrice intollerabile, nettamente fuori dalla nostra Costituzione fondata dalla Lotta di Liberazione dal nazifascismo. Una Costituzione che contiene una disposizione, seppure transitoria, di divieto sotto qualsiasi forma dl disciolto pnf (partito nazionale fascista, ndr) e ogni apologia di quel regime; disposizione a lungo disattesa per furbizia e complicità, per poi avere la “sorpresa” dell’assalto alla CGIL, la tolleranza verso l’occupazione abusiva di prestigiosi immobili, la dimenticanza di sgomberi e di risarcimenti, come il contravvenire allo scioglimento di quelle associazioni che pure hanno avuto una parte tragica nella nostra storia recente.
Condanna inequivocabile anche di coloro che ritengono di poter giurare sulla Carta Costituzionale, quale mera formalità, allo scopo di svolgere incarichi istituzionali senza disciplina e onore e non come prescritto dall’art. 54 della Costituzione stessa, rivelando di essere parte di una classe dirigente arrogante quanto inadeguata, con il possibile scivolo in una melma che in nome di un ipotetico “garantismo” trasformi una condanna penale in una sorta di vendetta di Stato.
Quindi Firenze e l’Italia hanno potuto vedere anche i primi approcci politici della costruzione di uno schieramento di opposizione che nel Paese manca da tropo tempo; l’esigenza di un’alleanza, la più larga possibile, per la difesa dei principi costituzionali della libertà di pensiero e d’insegnamento, della tutela del diritto alla salute; scuola e salute non sono poste di bilancio da cui prelevare risorse da destinare a guerre ed armamenti di cui occorre la conferma del ripudio.
Uno schieramento che possa aprire una pagina nuova e consentire di affrontare tornate elettorali competitive e non perdute in partenza, restituire fiducia e rappresentanza per interi strati sociali, ad un elettorato disperso ma forse ancora recuperabile, che superi la costrizione del voto utile e a cui sia restituito il diritto ad una informazione vera e completa; in altre parole il recupero di una dignità nazionale che non sia il nazionalismo d’accatto dei governi di destra che l’ hanno calpestata impunemente riducendola non a partner di una esecrabile alleanza militare ma serva delle scelte e degli interessi di altri.
Una dignità che si possa esprimere anche per mezzo di una capacità umanitaria di accoglienza di tutte le persone che vedono in noi possibilità di una vita migliore e non settarie chiusure razziste e respingimenti sociali. Non sarà certo una riunione del Governo a Cutro che restituirà risarcimento alle vittime e al nostro Paese.
Una campagna orchestrata sta cercando di sminuire la gravità di quanto accade; un vittimismo che intenderebbe pareggiare la violenza come riesumazione della teoria degli opposti estremismi, come una sorta di tolleranza dell’anti antifascismo, come una presunzione che in Italia non ci sia il fascismo; allora occorre essere chiari : appare evidente che non ci sia (ancora?) un regime conclamato, ma sicuramente un governo di destra è sotto gli occhi di tutti con rischio di snaturamento dei fondamenti democratici del nostro Paese, come del resto in altre parti del mondo, senza andare tanto lontano.
C’è, però, una presenza diffusa di persone e atteggiamenti di sopraffazione, anche da parte di Stati, tollerati e incoraggiati; in Italia e in altri paesi ci sono voluti colpi di stato, mentre in Germania i nazisti arrivarono al potere in via elettorale e con la complicità di forza politiche, militari ed economiche tuttora presenti. I mandanti di oggi sono gli eredi di quelli di ieri; penso che nessuno vorrebbe rivedere l’annata di foto 1945 sapendo, già da ora, che sarebbe anche peggio, molto peggio.
*Presidente dell’Associazione L’Affratellamento di Firenze
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