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CRONACHE&COMMENTI

Tutte le guerre d’aggressione da chiunque e ovunque condotte peggiorano il mondo

di Aldo Pirone
anpi BANDIERA 350 260 minGiovedì scorso il Presidente dell’Anpi Pagliarulo ha svolto la sua relazione al Congresso, molto atteso, della più grande Associazione dei partigiani italiani. Il documento mi è parso equilibrato e complessivamente condivisibile. Soprattutto per ciò che riguarda il tema dell’Ucraina e le proposte avanzate riguardo alla risoluzione della guerra d’aggressione di Putin. Con tutti i pericoli, ha spiegato Pagliarulo, che questo conflitto nel cuore dell’Europa comporta (rischio atomico), con tutti i difetti nazionalistici, anche gravi, della democrazia degli aggrediti e con tutti i precedenti, interni ed esterni, che hanno incoraggiato e provocato la guerra anche da parte della Nato.

Nella posizione dell’Anpi non c’è alcuna equidistanza fra aggredito e aggressore, come certi commentatori atlantisti con l’elmetto vanno dicendo sui mass media, c’è preoccupazione per un invio dissennato e senza misura di armi che ci faccia diventare indirettamente “cobelligeranti” e coinvolgerci nel superamento di quella “linea rossa” oltre la quale può scoppiare un conflitto nucleare anche solo per un incidente non voluto.

La perdurante assenza da parte dell’Europa di un’iniziativa e proposta politica di pace nella salvaguardia del diritto alla libertà e all’indipendenza dell’aggredito, continua a mancare drammaticamente. Il vertice Ue dell’altro giorno ne è solare testimonianza. Qui è il punto su cui battere e che deve unificare tutti coloro che si battono per la pace con le più diverse motivazioni e posizioni.

Ho trovato pienamente condivisibile quanto ha detto Pagliarulo su questo tema: “L’ANPI lancia l’idea perciò che l’UE si faccia portatrice di una proposta rivolta a tutti i Paesi europei non UE che a) aggiorni e ribadisca i dieci principi fondamentali degli accordi di Helsinki del 1975 a cominciare dal riconoscimento dell’inviolabilità dei confini nazionali; b) stabilisca un’ampia zona smilitarizzata e denuclearizzata lungo tutta la fascia di confine fra la Russia e gli altri Paesi c) avvii un processo di diminuzione controllata di tutti gli armamenti nucleari in Europa e nel mondo. Per questo l’Unione Europea deve essere rappresentata con una sola voce, con un suo seggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e farsi promotrice di una più generale riforma dell’ONU restituendo all’organismo sovranazionale la sua funzione, oggi drammaticamente assente, di mantenere la pace, la sicurezza internazionale e la composizione dei conflitti”.

Così come condivido la riflessione sulla Difesa comune europea. “Si è avviata una discussione – ha detto – su di un sistema di difesa europeo. Occorre che ne siano esplicitati e chiariti gli obiettivi, che dovranno essere mirati alla esclusiva difesa interna del territorio dell’Unione e dei suoi Stati membri ed esternamente solo al mantenimento della pace ed esclusivamente su mandato dell’ONU nella consapevolezza che troppe volte, ormai da più decenni, missioni militari di guerra sono state presentate come interventi a difesa dei diritti umani o di interposizione. Ma va contrastata la tendenza, oggi prevalente, a considerare il futuro sistema di difesa come aggiuntivo alla NATO avviando una riflessione sul suo ruolo. Le ragioni originarie della NATO sono venute meno essendone caduti i presupposti storico-politici col crollo del Muro di Berlino. Nel nuovo mondo multipolare e nella prospettiva di un sistema di difesa europeo è perciò ragionevole una progressiva dismissione delle strutture NATO”.

Ritengo meno convincenti, invece, non le comprensibili perplessità e i dubbi sull’invio di armi ai resistenti ucraini, derivanti da tante considerazioni, alcune già accennate, ma l’esclusione secca di questa necessità, giustificata con argomenti, a mio giudizio, piuttosto deboli. Ma il Presidente sa benissimo che su questo tema estremamente delicato, dentro l’Anpi, “che non è una caserma” come ci ha tenuto a sottolineare, vi sono opinioni diverse a cominciare dal suo Presidente onorario Carlo Smuraglia. Va senz’altro apprezzato il modo pacato e unitario con cui Pagliarulo ha trattato il problema durante queste settimane di pena e di paura.

Nei momenti di guerra è facile a ognuno lasciarsi andare a considerazioni comprensibilmente un po’ retoriche. Ma debbo dire che trovo discutibile la citazione di Pagliarulo di Papa Francesco, che per altro sul tema della guerra ha posizioni condivisibili non da oggi, a cominciare dalla netta condanna dell’aumento della spesa per gli armamenti. “Ogni guerra – ha detto Bergoglio – lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato”. La storia dell’umanità, purtroppo, è fatta anche di guerre orribili. I conflitti di tutti i tipi e in ogni tempo hanno scandito, disgraziatamente, la storia del genere umano. Certamente non bisogna rassegnarsi a questa logica perversa. Ma bisogna partire dalla realtà. Non tutte le guerre sono state eguali. In particolar modo non lo sono state e non lo sono quelle in cui un aggredito o popolo oppresso ha risposto a una aggressore e ha lottato per liberarsi dall’oppressione, dall’occupazione e dal servaggio. La seconda guerra mondiale, vittoriosa sul nazifascismo aggressore spietato e male assoluto, non lasciò il mondo perfetto e non tutte le speranze di pace e giustizia che quella lotta aveva in sé furono realizzate, ma certo quel conflitto spietato lasciò il mondo migliore di prima, grazie al sacrificio di milioni di persone, compresi i partigiani italiani. E non furono peggiorative del mondo tutte le lotte per l’indipendenza e la libertà che vennero dopo anche se non tutte dettero origine a democrazie pluraliste all’occidentale.

Lo peggiorarono parecchio, invece, le guerre d’aggressione da chiunque e ovunque condotte.

Compresa quella in corso in Ucraina.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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Aldo Pirone. Vive a Roma

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