
CRONACHE&COMMENTI
Dicevano di voler esportare la “democrazia”, hanno esportato solo guerra
di Aldo Pirone
Se ci fosse un’Olimpiade dei mentecatti la medaglia d’oro andrebbe senza dubbio a Salvini. Non conoscendo nulla delle forze islamiste che agitano l’Afghanistan e, più in generale, tutto il Medio oriente, s’è subito gettato come uno sciacallo sui morti giovedì scorso a Kabul provocati dagli atroci attentati dell’Isis K contro gli occidentali, contro gli Afghani e anche contro gli stessi Talebani, per fare la solita polemica interna. “C’è gente di Pd e 5 Stelle che vuole dialogare con questa gente, roba da matti”.
Non risulta che ci sia qualcuno in Italia che voglia dialogare con l’Isis che Salvini confonde con i talebani con cui, invece, tutti, in primis gli americani, stanno trattando e provando (Merkel e Macron) a dialogare. Compreso il governo italiano di cui Salvini fa parte. Mentre sarebbe opportuno ricordare che il governo di centrodestra di Berlusconi (FI), Fini (AN) (con Fini, allora, c’era anche la Meloni) Casini (UDC) e la Lega di Bossi, di cui il “Bauscia” era giovane e veemente esponente, sostennero entusiasticamente sia l’intervento americano in Afghanistan, malamente coperto dall’Onu, che quello successivo in Irak senza l’approvazione dell’Onu. Il pretesto dell’intervento in Irak come si ricorderà fu quello delle armi chimiche in mano a Saddam Hussein che non c’erano, mentre c’era, e tanto, il petrolio. La banda europea dei cosiddetti “volenterosi” che si accodò a Bush junior era composta da Blair, Aznar e, in Italia, Berlusconi, Casini, Fini, Bossi e da una corte mediatica avvolta nella bandiera a stelle e strisce. Dicevano di voler esportare la “democrazia”, hanno esportato solo guerra, morte e distruzione dalle cui macerie è sorto l’Isis in giro per il mondo: Medio Oriente, Africa, Asia. Quell’Isis che poi ha attuato in Europa, in Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Belgio e Austria nefandi attentati.
In Afghanistan, sull’onda dell’emozione per gli atroci attentati di Al Qaeda alle torri gemelle di New York e delle malefatte integraliste dei Talebani (trattamento delle donne, distruzione iconoclasta dei Buddha di Bamiyan, proibizione della musica, della Tv, del cinema e perfino degli aquiloni ecc.) gli interventisti di enduring freedom sono riusciti, dopo vent’anni di occupazione e governo, a far tornare i Talebani più forti di prima.
Oggi, costoro, da Berlusconi a Casini, da Meloni a Salvini, per tacere degli opinion maker in Tv, nei grandi giornali borghesi e in quelli illeggibili della destra, fanno le verginelle straziandosi per la sorte degli afghani, soprattutto delle donne. Però tacciono di quelle saudite che godono del “rinascimento” gestito dal despota sanguinario Bin Salman, che solo Renzi ha veduto in quel paese. Gli affari sono affari, e quelli con l‘Arabia Saudita sono ingenti.
Non ricordano quel che dissero, scrissero e sostennero vent’anni fa. Alle Olimpiadi dei mentecatti servirebbero innumerevoli medaglie d’argento e di bronzo da consegnare ex aequo a tutti costoro.
Quelle di bronzo sarebbero le più appropriate. Da appendere in faccia.
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