di Beatrice Fedeli* – Per Bonaviri le parole non espresse delle fate, diventano ombre: per me non è così. Le ombre penso siano qualcosa di più intimo e personale: ogni ombra ha una storia dietro, o perché no, una persona. Spesso penso alla mia cara bisnonna, Gennarina (chiamata così perché nata a Gennaio), portata via da me all’età di 99 anni, quando io appena riuscivo a capire la differenza tra destra e sinistra, all’età di 4 anni; dalla sua perdita sono convinta che le ombre, quelle scure e presenti, siano ricongiungibili a lei. Momenti in cui riesco persino a percepire il tocco di una sua carezza, leggera e rassicurante. Qualsiasi ombra, di qualsiasi persona, mi riconduce a lei, alla sua gentilezza, al suo buon animo.
Quindi per me, al contrario di Bonaviri, le ombre mi riconducono alla memoria della cara bisnonna, affettuosa, di cui sento ogni istante la sua mancanza: più presente di tutte.
*Beatrice Fedeli IVB Liceo Artistico Anton Giulio Bagaglia
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