Sherlock Holmes

Sherlock Holmesdi Chiara Quattrini* – Il 26 aprile era un giorno come tutti gli altri per John Mitch, che alle 06:20 si trovava alla fermata aspettando il treno delle 06:30. Lui non avrebbe mai potuto sapere che non sarebbe stato come tutti gli altri e che cosa sarebbe accaduto su quel treno. John sali sul treno e si sedette al suo solito posto n.14, prese la sua 24 ore, la aprì e prese, come suo solito,un libro per tenersi impegnato lungo il tragitto,intitolato:”Sherlock Holmes e il segno dei quattro”e iniziò a leggerlo. Il treno stava per partire quando all’ultimo minuto salì un passeggero, molto stravagante e vistoso, si tolse il Giubbino in modo molto appariscente si sedette al posto n.15 ,di fianco a John . Loro non sapevano che questo sarebbe stato l’inizio di una fortissima amicizia.

 

Come normali passeggeri iniziarono ad avere una conversazione che terminò con la passione sfegatata di entrambi per Conan Doyle e i romanzi di Sherlock Holmes. L’uomo stravagante di nome Benedict sembra avere una spiccata capacità di deduzione, confrontabile con quella del suo mito. Iniziarono a conoscersi meglio, John rivelò la sua professione attuale,cioè psichiatra, e Benedict attualmente era disoccupato, anche se collaborava spesso con la polizia per risolvere casi a loro impossibili, venendo a conoscenza entrambi del bisogno di condividere un appartamento a causa dei costi di affitto elevati e l’incapacità di affrontare le spese affittuali. Mentre loro continuavano amabilmente la chiacchierata, all’improvviso si sentì un rumore sordo provenire dal fondo del treno e subito dopo si sentì un lamento di dolore.

Tutti preoccupati accorsero a vedere cosa fosse successo e trovarono una ragazza, stesa a terra con un taglio molto profondo alla gola e ricoperta di sangue. Il treno venne fermato istantaneamente, vennero chiamati i soccorsi e si attendeva l’arrivo della polizia. Intanto i due, oramai conoscenti, John e Benedict guardarono la ragazza con aria sconvolta e uno di loro fece una cosa inaspettata, sogghignò. Benedict sembrava quasi felice dello spiacevole evento e si fiondò sul corpo per analizzarlo.

Dalla sua tasca estrasse una piccola lente di ingrandimento, oggetto alquanto inusuale da portare con sé e cominciò a guardare attentamente il corpo facendo deduzioni sull’accaduto. Tutte le persone rimasero a bocca aperta dalla sua spiccata capacità di carpire i più minimi dettagli ma anche piuttosto schifate e contrariate dalla sua non curanza di essere vicino ad un persona a cui è appena stata portata via la vita nella sua giovane età. John rimase estremamente sorpreso, benché a conoscenza delle sue capacità deduttive non si aspettava minimamente tutto questo e si lasciò scappare un’esclamazione di stupore: “Eccellente”, ed immediatamente si sentì gli occhi di tutti puntati addosso e, da parte di Benedict, un ghigno di approvazione, ma nello stesso tempo sorpreso e anche un pò lusingato, il quale quale non fece altro che gonfiare ancora di più il suo ego già smisurato e la sua sensazione di superiorità rispetto agli altri continuando in modo disinvolto a fare deduzioni.

Benedict decise di portare avanti quest’indagine per conto suo aspettando l’arrivo della polizia e della scientifica e fece chiudere tutte le porte del treno per evitare al possibile omicida di scappare e decise di raccogliere altre persone, tutti possibili sospettati dell’omicidio, in un vagone del treno per indagare su questo delitto.

In tutto sono 10 i sospettati, di cui 3 donne e 7 uomini. Benedict cominciò ad interrogare singolarmente fino a carpire informazioni sufficienti su ognuno di loro. John voleva assistere a queste interrogazioni, poiché le persone che uscivano da quella sala erano sconvolte, e sembrava che avessero appena visto un fantasma, ma gli venne negato poiché i suoi metodi erano molto rudi e poco ortodossi e non voleva che il suo giudizio fosse messo a rischio.

John però alla fine venne interrogato come tutti gli altri, poiché per quello che poteva saperne anche lui sarebbe potuto essere il colpevole, creatosi un alibi con la testimonianza di Benedict, e quindi fu interrogato. Entrò anche lui in quella sala, con le luci spente, se non per quella fioca luce proveniente da una lampada, che appena si sedette gli puntò in faccia, cominciando a fare domande incoerenti l’una dall’altra e guardandolo con occhi in tono inquisitorio. Alla fine John uscì da quella stanza con la stessa espressione di tutti gli altri,sconvolta, come se non riuscisse a spiegarsi cosa fosse appena successo.

Benedict, uscendo dalla sala pronunciò queste parole: “abbiamo finito,tutti gli uomini possono andarsene, mentre le donne devono rimanere”. I sospettati si guardarono tra di loro con aria molto sorpresa , domandandosi secondo quali criteri lui avesse deciso di scagionare tutti gli uomini e invece lasciare tutte le donne, e lui rispose: “non è ovvio? Ah, già, dimenticavo che voi avete il quoziente intellettivo pari a quella di un normale primato” e cominciò così a spiegare il motivo delle sue affermazioni. Cominciò dicendo che la ragazza aveva un taglio profondo sul collo, provocato da un oggetto appuntito simile a un rompi ghiaccio, provocandole l’incapacità di respirare e la fuoriuscita di molto sangue.

Data la sua altezza, la ferita sarebbe potuta essere stata provocata sia da un uomo che da una donna, ma gli uomini sembrebbero non avere nessun rapporto con la vittima, anche presumendo che sia stato un serial killer, gli uomini che erano stati perquisiti e interrogati sembravano non avere le caratteristiche fisiche e mentali per poter essere dei serial killer e inoltre non avevano addosso nessun oggetto che potesse averle provocato quel taglio, anche assumendo che se ne possano essere sbarazzati, non avevano tracce di sangue né sui vestiti né addosso. Perciò rimanevano solo le donne, poiché tutte e tre erano in rapporti con la vittima e erano sedute accanto a lei. Tutti erano completamente sbalorditi poiché lui fece queste deduzioni nell’arco di un minuto, quasi non respirando.

Gli uomini si guardarono tra loro e uscirono dal treno senza aver capito bene cosa fosse appena successo, ma felici di essere stati scagionati. John in questo periodo di tempo delle deduzioni di Benedict sembrava quasi in trans. Non poteva credere a quanto stava accadendo. In questo frangente arrivò la polizia e videro che oramai era tutto nelle mani di Benedict, fedele collaboratore nelle indagini della polizia e proseguirono solo analizzando il corpo e perquisendo le 3 donne sospettate dell’omicidio.

Nessuna delle 3 però venne trovata con l’arma del delitto né con del sangue addosso, ma Benedict non era ancora convinto della loro innocenza, quindi continuò ad indagare aiutato dalla polizia, gli venne un lampo di genio e decise di dire alla polizia di non lasciare andare ancora le 3 sospettate ma di controllare in modo più meticoloso in particolare una parte del corpo. Lui si ricordò di uno dei tanti romanzi che aveva letto, nella quale un uomo veniva ucciso con un oggetto inimmaginabile, un oggetto di uso comune per le donne: il reggiseno. Una donna aveva ucciso un uomo con il ferretto del reggiseno.

Le ragazze vennero perquisite di nuovo e in una di queste ragazze, sul ferretto, anche se pulito, vennero ritrovate tracce di sangue con il luminol e si scoprì dalle altre ragazze che che lei era in pessimi rapporti con la vittima, poiché era stata tradita dal suo ragazzo e c’era rancore tra di loro e spinta dall’odio e dal dolore che provava, quel momento si rivelò essere perfetto per vendicarsi e sfogare la sua sofferenza compiendo un gesto a dire poco ignobile.

La ragazza si guardò intorno e si ritrovò gli sguardi di tutti puntati addosso in tono disprezzante e inquisitorio e scoppiò in lacrime per il dolore e il rimorso del gesto orribile che aveva appena compiuto e cadde in ginocchio in un pianto struggente confessando ciò che aveva fatto lasciandosi prendere dalla polizia. In tutto questo tempo John era rimasto ammaliato dalle capacità di Benedict e dalla sua scioltezza nelle deduzioni tanto che decise di condividere l’appartamento con Benedict, sapendo che questa sarebbe stata l’inizio di una fantastica avventura a risolvere casi al fianco del suo “amico ” Benedict e che sarebbe stato l’Inizio di una lunga e forte amicizia.

*Chiara Quattrini liceo artistico Anton Giulio Bragaglia 3B

Di Chiara Quattrini

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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