evelyn beatrice hall 350 260

evelyn beatrice hall 350 260di Alessandro Pompili – Chi ha detto “Io non condivido le tue idee, ma mi batterò perché tu possa dirle”. Voltaire? NO
Una frase decisamente d’effetto, usata sempre più negli ultimi anni come esempio, modello degno di essere imitato e preso come punto di riferimento. In effetti riflettendoci sopra è una frase con un grande impatto morale se fosse stata scritta realmente da Voltaire nell’epoca in cui è vissuto, ma è erroneamente attribuita a quest’ultimo.
In realtà scritta dall’inglese Evelyn Beatrice Hall per cercare di descrivere, a mio parere non in modo del tutto corretto, il pensiero del filosofo illuminista. Infatti Voltaire non fu un uomo da cui trarre esempio come la maggior parte delle persone pensa, amava il gioco d’azzardo, alcuni dicono anche usuraio, investì anche nella compagnia delle indie e quindi nella compravendita di schiavi e come possiamo leggere nel Trattato di Metafisica disprezzava gli zingari e li considerava “un ammasso disprezzabile di gente sconosciuta” gli ebrei “non credemmo che un popolo tanto abominevole abbia potuto esistere sulla terra” e gli uomini di colore, considerati come delle bestie “l’uomo nero è un animale che ha la lana sulla testa, cammina su due zampe è quasi pratico come una scimmia, è meno forte di un animale della sua taglia, possiede un poco di idee ed è dotato di maggior facilità d’espressione”.
Quindi anche se fosse stato Voltaire a scrivere questa frase che noi ragazzi di oggi definiremmo molto ‘tumblr’, in un epoca dove a malapena si ascoltava la voce dei borghesi e la maggior part le della popolazione era nella miseria e sottomessa ad un regime assolutista che virava sempre più verso il lume della ragione, dove se non eri un nobile praticamente non avevi diritto di esistere, sembra una frase un po’ falsa no? Come se volesse conquistare l’approvazione de popolo.Evelyn Beatrice Hall
È stata erroneamente attribuita a Voltaire proprio a causa della vera autrice della, che in due libri dedicati al filosofo “The Friends of Voltaire” e “Voltaire in letters” mette la frase tra virgolette non specificando che non è Voltaire l’autore della frase, confondendo i lettori. Ma quando Charles Wirz conservatore di L’institut e Musèe di Ginevra riconobbe che la citazione non era Voltaire e scrisse una lettera sulla rivista “Moder Language Note” del 1943 era ormai troppo tardi, i media oltre oceano l’aveva o già fatta rimbalzare ovunque e le possibilità di una smentita erano praticamente nulle.
Secondo me quindi leggendola a primo impatto, senza conoscere tutti is suoi retroscena, potrebbe anche sembrare una frase moralmente etica, ma una volta scoperto quello che c’è dietro capisci che è solo un altra frase fatta, di quelle che potresti utilizzare in un concorso di bellezza al posto del “vorrei la pace nel mondo” ormai troppo sentito.

4B Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia

 

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