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paninoxxl 350-260di Ivano Alteri – Cosa c’entra il “cibo di strada” con la Ciociaria? E ancor più, cosa c’entra Veroli con gli “Oscar del cibo di strada italiano”? Ma ancor prima, cos’è il cibo di strada? In un sabato pomeriggio di metà ottobre dalle temperature ferragostane, abbiamo incontrato Emanuela Crescenzi, che ne sa qualcosa; anzi, ne sa molto. E ce lo siamo fatto spiegare.

Emanuela è una giovane signora, ma tanto eclettica che per le cose fatte finora dovrebbe avere almeno novant’anni. Diplomata geometra, fotomodella già in giovanissima età, oggi gestisce una fabbrica di vernici nel Capoluogo e una pagina di moda su Flash Magazine; è madrina di scuderia nei rally, oltre che moglie, madre e instancabile creatrice di cibi. In quest’ultima veste ha contribuito in modo determinante al rilancio del locale Equinox Pub di Veroli, col suo panino (si fa per dire) XXL. E ci avviciniamo così all’oggetto della nostra curiosità. Ma procediamo con lei.

Emanuela, sentir parlare di cibo di strada fa arricciare il naso ai buongustai, peggio ancora se ciociari; viene subito in mente l’equazione cibo-di-strada-uguale-cibo-spazzatura. É così?
No, al contrario. Abbiamo una gran cura nella scelta degli ingredienti e degli abbinamenti, le salse le produco io stessa con prodotti del mio orto, come i peperoncini trinitad; il pane che utilizziamo è prodotto appositamente per noi da un forno di Paliano. Molti dei prodotti sono locali, come le salsicce, acquistate presso la Macelleria Cironi, del centro storico di Frosinone.

Tu hai creato un particolare cibo di strada, che sta avendo un gran successo, non solo presso l’Equinox. Di cosa si tratta?
É un panino di notevoli dimensioni e ricca farcitura. Quello record è di tre metri, il massimo consentito dalla capacità del forno; l’impasto del pane è un incrocio tra quello della baquette e dei panini all’olio. Lo abbiamo farcito, volta per volta, con salsicce, braciole, funghi porcini, pancetta, rosbeef, wurstel, broccoletti, gulash … Tra i clienti ha avuto un gran successo, forse anche per il suo nome, particolarmente appropriato: XXL.

É una di quelle idee che possono venire a tutti, tanto è semplice, e tutti poi dicono: questo potevo farlo anch’io. In realtà non viene a tutti, ma solo a qualcuno. A te come è venuta?
Per una scommessa, con Emilio Perna, il proprietario dell’Equinox Pub, che cercava l’idea per rilanciare il locale. Ho pensato che un locale dedicato al rock e alle moto dovesse avere qualcosa di speciale per i suoi particolari frequentatori, in gran parte giovani. E così gli ho proposto di fare un gran panino, facile da realizzare e confacente ai gusti dei clienti. La prima volta lo abbiamo offerto gratuitamente; poi è diventato una richiesta consueta. Tanto che la società Pigliacelli di Veroli ha organizzato una cena con i propri dipendenti a base di XXL farciti di tutto. Allo streetfood frusinate è stato distribuito ad oltre 200 persone… Inoltre, molti vip hanno espresso il desiderio di venirlo a degustare, tra qui Vittorio Sgarbi e Ghigo Renzulli.

Ma tu non sei una parvenue della creazione culinaria?
No, la mia cucina, in generale, è come un mondo incantato, dove solo creando riesci a trovare la strada giusta…

… Che, bisogna dire, per un cibo di strada come XXL, è il motto perfetto. Non è quindi un caso che il panino extra large abbia avuto successo tra i frequentatori dell’Equinox Pub, di ogni età, ma anche fuori dalla provincia, fino a livello nazionale?
Infatti, stiamo partecipando ad un concorso nazionale, l’Oscar del Cibo di Strada, che dura fino al 20 gennaio 2015, indetto dal sito web cibodistrada.it, di Mauro Rosati. Partecipiamo come locale e come street chef con l’XXL. A decidere saranno le persone che gustano e condividono le nostre produzioni; il voto si può esprimere sul sito di Rosati. Noi abbiamo creato un apposito gruppo su facebook, che abbiamo chiamato Portiamo l’Oscar del Cibo di Strada in Ciociaria. Lì si possono trovare le varie notizie e indicazioni per il voto.

Sembra che stia andando bene?
Sì, molto bene. Per adesso siamo primi nel Lazio e secondi in Italia. Ma bisogna dire che il primo è un locale che si trova nel centro di Firenze, con un evidente vantaggio di frequentatori potenziali. Ma, nonostante ciò, come dicevo siamo già secondi; ci separano dal primo solo un centinaio di voti. Abbiamo tempo a sufficienza per recuperare, e contiamo molto sui nostri conterranei.

Avete pensato qualche iniziativa, per coinvolgerli?
Sì, organizziamo serate specifiche all’Equinox, col rock dal vivo e il nostro panino non proprio “ino”; poi settimanalmente presso il locale si svolge la gara The King of Food dove si sfidano vari tavoli a chi riesce a finirlo… Venite a trovarci e votateci sul web.

Noi lo abbiamo già fatto, avendo conosciuto l’impegno e l’inventiva di Emanuela Crescenzi e Emilio Perna, nonché l’ottima accoglienza dell’Equinox Pub, di cui abbiamo già scritto in precedenza su questo stesso giornale. E lo abbiamo fatto con vero piacere, perché questa è la Ciociaria che ci gusta: creativa e cittadina del mondo; che sa fare le cose in “grande” e sa uscire alla grande fuori dai confini angusti della provincia. Con quella creatività che qui da noi è spesso bistrattata e poco valutata, ma che in altri luoghi fa la fortuna delle persone e delle popolazioni. Merita, senz’altro, almeno il voto dei ciociari.

Frosinone 19 ottobre 2014

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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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