Strumentale esame del voto fuori dalle sedi della Dc frusinate
di Donato Galeone – Ma nella prima quindicina di luglio, in assenza dell’annunciato “approfondito esame” sulle cause dell’insuccesso elettorale (su quel meno 8,5% di voti rispetto alle politiche del 1972) le tracce dei primi esami – preliminari – propedeutici all’esame formale e di rito-balletto nell’annunciato Comitato Provinciale DC, venivano rese pubbliche dagli stessi fuggitivi gruppi, tutti responsabili, dell’insuccesso della DC.
Fu Angelo Picano ad aprire la danza, con una lettera, a nome delle correnti di Base, Impegno Sociale e Forze Nuove il 4 luglio e con altro documento, approvato l’11 luglio, dai rappresentanti di Iniziativa Popolare, Base, Impegno Sociale e Forze Nuove, tra i promotori di attacco – complice – delle responsabilità, nello scadente “balletto rituale” che si compone e scompone, nella DC perdente, della Provincia di Frosinone e alla fine di ogni risultato elettorale
Erano e sono quegli stessi gruppi che nati con intenzionali finalità di elaborazione e presentazione di proposte politiche all’interno della DC plurale, di fatto – metamorfizzatosi dai tempi – miravano verso altri interessi, non escludendo, anzi, ricercando possibili affarismi personali che nel tempo avevano deturpato e dequalificato il vero volto popolare della DC di Sturzo, De Gasperi, La Pira, Dossetti, Moro e Zaccagnini.
Queste liquefacenti “correnti DC” – ormai – si componevano e si intorbidivano, auto costruendo volta a volta previsionali e squallide rendite – politiche e pratiche – prevalentemente personali, anziché, attivarsi come prevede la nostra Costituzione, per favorire aggregazioni di cittadini e lavoratori e per elaborare, unificare e divulgare – domande e proposte – socioeconomiche, condivise e socializzanti, che devono caratterizzare, sempre, un Partito Nazionale, peraltro, di ispirazione cristiana, aperto a tutti i cittadini democratici, partendo dai più deboli, verso l’inclusione sociale universale.
Una lettera aperta, quindi, auto provocatoria, gattopardesca e grondante di infantilismo politico di un Angelo Picano, leader dei basisti ciociari – così qualificato dal “Il Tempo del 4 luglio 1976” – inviata al Segretario Provinciale della DC, Carlo Costantini, anche a nome delle correnti di Impegno Sociale e di Forze Nuove.
“Caro Costantini, abbiamo atteso invano, parecchi giorni, la convocazione del Comitato Provinciale della DC per procedere ad un esame sereno e spassionato dei risultati elettorali, ma probabilmente stai ancora riposando delle troppe fatiche per cui non riesci proprio a trovare il tempo per farlo. Eppure i motivi per un approfondito dibattito non mancano. La DC ha recuperato poco nel Frusinate, rispetto all’anno scorso e, comunque, meno di qualsiasi altra provincia del Lazio. Inoltre il nostro Partito si è ancora di più impoverito nella sua rappresentanza parlamentare perdendo un Senatore senza riuscire ad esprimere un Deputato, nonostante la tua garanzia data a Galeone, nel proporgli la candidatura, che avrebbe avuto l’appoggio di tutto il Partito ed abbandonato,invece, a se stesso con freddo cinismo. Non vi siete certamente chiesti, nel porre la candidatura Galeone che avreste privato il movimento sindacale di un uomo di prim’ordine, senza aprirgli nessuna prospettiva seria ed, anzi, facendogli provare con mano quanto poco credibili siano le promesse degli andreottiani. Sarebbe, invece, opportuno chiedersi perchè il PCI ci ha sopapassato in alcuni importantissimi Comuni. Per questi ed altri motivi crediamo sia indilazionabile convocare il Comitato Provinciale nel più breve tempo possibile, presentandovi dimissionari per cominciare a costituire una guida diversa del Partito che instauri un diverso tipo di rapporto con il mondo dei giovani, dei lavoratori, degli imprenditori, in una relatà socio-economica provinciale in continuo e dinamico cambiamento. E’ necessario che il Partito, strutturandosi diversamente ed aprendosi completamente alla società civile, riprenda l’iniziativa politica che sta sempre di più perdendo e riacquisti quella forza di idee, di programmi, di attività che lo facciano diventare di nuovo protagonista della vita politica provinciale e lo mettano nella condizione di affrontare il confronto con le altre forze con ben altra credibilità”.
Appare chiaro il “fuggifuggi”dalle responsabilità sulla riduzione dei voti alla DC e su una equivoca e solo formale scelta di candidatura, proposta dalla DC e confermata con voto unanime di tutto il Partito che, tra persone per bene e veri democratici, comportava un adeguato impegno politico e pratico tanto del Segretario quanto di tutto il Comitato Provinciale del Partito democratico cristiano.
Dovevano esserci responsabilità da spendere – dalla A alla Z – nel confronto elettorale con il PCI ma, di fatto, prevalse una voluta e mirata desertificazione territoriale pubblica, devastante, tanto nella indifferenza quanto con un forbito linguaggio anche denigratorio verso le persone dei Candidati locali, non favorendo la loro elezione ma operando oltre che cinicamente – ripeto – in attesa di altra tornata elettorale lucrante per loro stessi interessi – privando la rappresentanza parlamentare della DC – nelle persone di Galeone e Lisi – chiamate, volute e deliberate dalla DC tanto alla Camera che al Senato, per la Provincia di Frosinone.
Lo dimostrava, inequivocabilmente, anche l’arroccamento, liquefacente, di Iniziativa Popolare (Gerardo Gaibisso e Vice Segretario Provinciale DC Lido Lucci) – formalmente anche disimpegnati dalla stessa coalizione di maggioranza vigente e perdente il turno elettorale – che chiedevano le dimissioni di se stessi con il documento pubblicato da” Il Tempo del’11 luglio 1976″ e inoltrato alla Segreteria Provinciale DC, con questa lapidaria dichiarazione – dilatoria – di un responsabile confronto politico nel massimo organismo deliberante della DC Provinciale.
(DG)
continua parte 4 La parte 4 sarà disponibile dal 22/6
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