Giulio AndreottiFurono dimostrate non credibili e inaffidabili tutte le scelte politiche della Dc provinciale di Frosinone

di Donato Galeone – Dimostrato il disimpegno – voltafaccia – consumato fuori dalle sedi DC e rilevata, ormai, la conferma – perdendo voti – di voler preservare l’immagine distorta dagli scopi autentici della DC di De Gasperi, Moro e Zaccagnini ogni corrente continuava ad auto etichettarsi: “Iniziativa Popolare” (prevalente gruppo ex Bonomi); “Impegno Sociale”; “Forze Nuove” e “Base” (pur divise si autodefinivano “sinistra democristiana”) che volta a volta – personalizzate – blateravano contraddittorie finalità di solidarietà sociale – ancora il 20 giugno 1976 – declamate agli elettori anche nei trenta giorni di campagna elettorale, con risultato peggiore di quello nazionale. Infatti – gli elettori della Provincia di Frosinone – riducevano la fiducia alla lista DC nella misura dell’ 8,5% rispetto alle precedenti elezioni politiche de

I commenti della stampa del 25 giugno 1976 evidenziavano due vittorie nazionali: “la DC che recupera ed il PCI che si rafforza in Italia” ma nella Provincia di Frosinone la DC non solo non recuperava i voti del 1972 ma “inviava alla Camera due Deputati comunisti e nessun democristiano; perdeva il Collegio del Senato (Avvocato Emanuele Lisi) e lo conquistava il PCI (Generale dell’Esercito Nino Pasti). Il candidato “unico”(così era stato presentato dal Comitato per la Camera, Donato Galeone) raccoglieva soltanto poco più di tredicimila voti in Ciociaria. Mancavano, forse, i voti alla DC per eleggere questo suo candidato unico ? Gli mancavano per difendere il Collegio senatoriale di Frosinone ? Le cifre dimostrano che questi voti esistevano!! (da Paese Sera del 25 giugno 1976).

Fu anche immediata la mia personale riflessione sui risultati di un confronto politico tra cittadini e lavoratori – sviluppato non nelle sedi disimpegnate della DC e dalla dirigenza provinciale – ma organizzato ogni sera sulle piazze, nelle campagne, davanti ai luoghi di lavoro della Provincia di Frosinone. Cosciente e orgoglioso per avere condotto la campagna elettorale, pur nei soli limiti dei risparmi e mezzi personali, ma soddisfatto – quale cattolico democratico – di avere avviato un confronto democratico a sostegno della DC che si intendeva rinnovare. Era e fu mio obbligo morale e civico affrontare quel confronto elettorale italiano e locale con la DC, che mi aveva chiamato a rappresentarla nel Parlamento italiano, pur constatando, in quei 30 giorni, un Partito condotto, ormai, verso la deriva politica e morale.

Una bella e impegnata battaglia democratica – limitata a soli 30 giorni di calendario – quale semplice iscritto alla DC – ma sufficientemente vissuta nel tempo più lungo tra i lavoratori italiani, grazie alla cultura sociale di un sindacalismo democratico da me praticata nei luoghi di lavoro e anche nel territorio della Provincia di Frosinone.

Un buon risultato, quindi, che aveva prodotto – ripeto – una raccolta non tecnicamente sufficiente per essere eletto alla Camera dei Deputati – con le liste DC – ma più che soddisfacente verso “un’adesione politica alla DC che si intendeva rinnovare” e con una media di 400-500 voti DC preferenziali giornalieri, appunto, in soli 30 giorni di attività politica da me praticata nella DC.
Se ero e fui soddisfatto per i voti raccolti oltre che cosciente per aver contribuito, con forte impegno nell’avvio di un confronto democratico e a bloccare il “non sorpasso elettorale del PCI sulla DC italiana” non poteva esserci alcuna giustificazione – ma un sofferto sdegno politico – per la verifica oltre che cinica di una avversione praticata e condotta sulla mia candidatura deliberata, peraltro con favore unanime, ma permeata di una falsata unanimità a me sconosciuta.

Se fu da me accettata la Candidatura – rinunciando all’impegno pieno sindacale – perché richiesta, presentata e proposta con voto unanime – reso pubblico .- da un organismo collegiale di Partito e da tutti gli organismi deliberanti, presenti nella DC Provinciale, confermata a livello regionale e nazionale della Democrazia Cristiana.

Il Segretario Provinciale della DC, con disinvolta faccia politica bronzea, dichiarava alla stampa che “la campagna elettorale ha visto in molti centri attorno alla DC il rinnovato impegno dei giovani e dei lavoratori” E aggiungeva che “nonostante la violenta campagna intesa a dimensionare la Democrazia Cristiana, svolta nella nostra Provincia in modo particolare da parte del PCI, il nostro Partito ha recuperato alla Camera il tre per cento dei voti rispetto al 1975”.

Il Segretario riconosceva e volutamente ignorava che quel recupero alla Camera – rispetto alle elezioni regionali del 1975 – del 3-4% circa – era dovuto in grande parte, ai 13-14.000 voti preferenziali dati al n. 37 Candidato alla Camera dei Deputati col nome di Donato Galeone.

Tuttavia dichiarava che “si imponeva un approfondito esame delle cause che hanno impedito un maggiore successo e che sono di natura politica, sociale, ed anche organizzativa”.
(DG)

 

continua parte 3, parte 4  Le parti  3 e 4 saranno disponibili nellordine dal 20/6 e 22/6

 

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.