di Donato Galeone – La holding FCA tra Fiat e Chrysler – nata a fine gennaio 2014 – è il frutto conclusivo di un lungo iter combinato e poi disposto di un assetto societario finanziario trans nazionale. Ed è anche un assetto societario nuovo rispetto alle società imprenditoriali multinazionali.
Perché, rispetto alla imprese multinazionali, non ha uno Stato di riferimento ma avrà una pluralità di attività produttive e di filiali in vari Stati per competere, con profitti prevalenti, in un mercato mondiale.
La FCA di Fiat e Chrysler è stata definita una holding globale di “capitalismo itinerante” e, conseguentemente, dovrebbe dare sia al mercato mondiale dell’automobile che agli azionisti di riferimento una duplice risposta – pur graduale – tanto alle attese dei consumatori europei con una offerta innovativa nella “sostituzione di automobili” quanto, per il resto del mondo, potrebbe superare l’attuale “posizione marginale” tra i sei produttori mondiali del comparto, non escludendo ogni possibile rimbocco tra tutte quelle attente e già avviate pluriennali strategie mercantili.
E con la costituita holding FCA – nel mercato finanziario mondiale – potrebbe avviare nuovi accordi societari con altri produttori di automobili sia di livello europeo che nella dimensione intercontinentale.
Sull’attesa novità finanziaria imprenditoriale Fiat-Chrysler, tanto sufficientemente declamata e ampiamente conosciuta quanto per le quantità degli autorevoli commenti che abbiano letto in queste ultime settimane, assumono fondamentale rilevanza – a mio avviso – sia i contenuti della “lettera augurale per Natale”sia ai lavoratori Fiat, sottoscritta da Elkan e da Marchionne e sia la seconda lettera scritta “ con la emozione di chi negli ultimi quattro anni e mezzo ha lavorato per coltivare un grande sogno di integrazione industriale e culturale che oggi vede realizzato”.
Lo Chairman di Fiat S.p.A John Elkan, lo Chairman Ceo di Chrysler Group I.L.C. e Ceo di Fiat S.p.A. con lo stesso Marchionne – aggiungono nella lettera – che “ è la stessa emozione che accomuna trecentomila persone nel mondo, protagoniste di questa giornata storica per la Fiat e per la Chrysler e che con le proprie identità condividono tutto: competenze industriali e risorse, progetti e traguardi, sfide e ambizioni”.
Con la trasmissione della lettera e le emozioni ai “colleghi e persone nel mondo” – compresa la stragrande maggioranza dei lavoratori – da Fiat e Chrysler viene assicurato di sviluppare ovunque “un modello di velocità ed efficienza”congiunto al “garantito impegno di offrire un futuro sicuro e stimolante”.
Questa avviata ricostruzione imprenditoriale epocale mondiale – in probabile crescita quale “impresa globale” tanto per convenienze che in luoghi diversi – dovrà, necessariamente, condurre verso una pluralità di modelli e di processi nella riorganizzazione mondiale dei cicli produttivi.
Ma questa pluralità di modelli potrebbero essere sempre più slegati dai territori anche se, nel contempo, tendono a comportare una redistribuzione nelle varie fasi di ideazione, progettazione, produzione e vendita del prodotto, in luoghi diversi e seguendo ogni opportuna convenienza.
Ed è proprio questa complessa realtà economica produttiva che – coinvolgendo anche il territorio del basso Lazio con le annunciate innovazioni di processo e di prodotto automobile nel mondo – dovrebbe altrettanto coinvolgerci, giorno dopo giorno, nell’attenta e preminente gestione sociale locale del cambiamento societario e produttivo della FIAT. E non solo per le quantità di prodotto e nel modo nuovo di produrli ma, contestualmente, nelle attese di vita comunitaria e nella domanda di servizi territoriali, in dignità sociale e umana di valori civili, con partenza dai luoghi di lavoro dell’area di Cassino, quale “punto produttivo” della rete locale della transnazionale FCA.
Esigenze conoscitive varie richiedono la partecipazione dei lavoratori, tanto nella nuova organizzazione del lavoro e ricomposizione nella fornitura dei servizi quanto per la ricostruzione di un legame fortissimo alle produzioni indotte metalmeccaniche del territorio e nel conoscere i tempi della ripresa del lavoro con il rientro dei cassaintegrati e la ricollocazione nel posto di lavoro, correlato agli investimenti di sostegno del “modulo di piano industriale italiano” – tra i siti produttivi del nostro Paese – nel contesto della pianificazione produttiva globale di prodotto programmato da FCA costituita nel gennaio 2014.
Con la richiesta all’INPS di Frosinone della cassa integrazione straordinaria per il sostegno al reddito dei lavoratori occupati nell’unità produttiva ed operativa FCA di Fiat e Chrysler di Piedimonte San Germano, si conosceranno i tempi ed i contenuti degli interventi di ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione del sito produttivo cassinate.
Abbiamo auspicato – scritto e ripetuto in questi anni e ancora negli ultimi mesi – che si attendeva conoscere le scelte di investimenti certi della Fiat-Chrysler, oggi FCA transnazionale, da programmare in Italia e nel basso Lazio, pur leggendo i ripetuti impegni dichiarati e le garanzie generiche universalmente annunciate.
In parte le ho voluto richiamare all’inizio di queste mie riflessioni rilevando, ancora, che le istituzioni del nostro Paese – Governo e Regione Lazio – hanno dimostrato e continuano a esercitare scarso ruolo mirato verso una “politica industriale nel contesto sia nazionale che europeo”. Anche le ultime sollecitazioni comunicate dalla Commissione Europea il 22 gennaio 2014 ai 28 Paesi e mirate alla creazione di posti di lavoro restano solo “parole e comunicati”.
Parole e comunicati rafforzate anche dalle dichiarazioni rituali del Vice Presidente e Commissario responsabile per l’industria e l’imprenditoria On. Antonio Tajani – essendo già reduce di un ventennio di indifferenza quanto di assenza di politica industriale italiana – afferma che “ i nuovi posti di lavoro si creano, oggi, con la re industrializzazione e la modernizzazione dell’economia entro cui la strategia industriale di livello nazionale e non solo europea deve includere una serie di altri settori per il successo dell’industria”.
Penso, non solo personalmente, che si possono condividere queste parole – pur in ritardo – dell’Onorevole Tajani, che potrebbero rilevarsi attualissimi nei prossimi mesi sia con l’avvio della “reindustrializzazione” a nord della nostra Provincia in attuazione dell’Accordo di Programma MISE-Regione Lazio di agosto 2013 e sia a sud con gli “investimenti Fiat” a seguito della ristrutturazione e riorganizzazione aziendale dell’unità produttiva del comparto dell’automobile e dell’indotto metalmeccanico.
Sono certo che il giornale on line www.unoetre.it – con il suo Direttore – accoglieranno iniziative di approfondimento e proposte condivise tra forze politiche e sindacali democratiche, d’intesa con le istituzioni, nel merito delle tematiche di riavvio di un moderno nuovo sviluppo della nostra Provincia, nel contesto regionale, nazionale e transnazionale.
17 febbraio 2014
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