Chester Bennington

Chester Benningtondi Giulia Bragalone – Incredibile, quasi surreale da credere e ancor meno vedere, come purtroppo siano sempre i più grandi artisti di ogni epoca a doverci lasciare prematuramente. Inizialmente non volevo crederci, sembrava un pensiero metafisico, lontano dalla realtà ma è accaduto, il mondo del rock (della musica in generale), tutti i suoi fan, amici e familiari sono in lutto per la morte del cantante Chester Bennington, carismatico frontman dei Linkin Park. Chester si è tolto la vita il 20 luglio 2017 nella sua residenza di Palos Verdes Estates (una città della Contea di Los Angeles, in California) il giorno del compleanno del suo grande amico Chris Cornell, leader dei Soundgarden, a distanza di poche settimane dal suicidio di quest’ultimo. I due erano molto amici e, durante il funerale di Cornell, Chester cantò Hallelujahdi Leonard Cohen e scrisse una toccante lettera:
«Ho sognato i Beatles la notte scorsa. Mi sono svegliato con ‘Rocky Raccoon’ in testa e lo sguardo preoccupato di mia moglie. Mi ha detto che il mio amico era appena morto. Pensieri su di te hanno inondato la mia mente e ho pianto. Sto ancora piangendo, triste e grato per aver condiviso alcuni momenti molto speciali con te e la tua bellissima famiglia. Mi hai ispirato in modi che nemmeno puoi immaginare. Il tuo talento era puro e senza rivali. La tua voce era gioia e dolore, rabbia e perdono, amore e crepacuore, tutto insieme. Suppongo che questo è ciò che siamo tutti. E tu mi hai aiutato a capirlo. Ho appena guardato un video di te che cantavi “A day in the life” dei Beatles e ho ripensato al mio sogno. Mi piace pensare che mi stessi dicendo addio alla tua maniera. Non posso immaginare un mondo senza te dentro. Prego perchè tu possa trovare pace nella prossima vita. Mando il mio affetto a tua moglie, i tuoi figli, gli amici e la famiglia. Grazie per avermi permesso di far parte della tua vita».Chester Bennington

Chester aveva solo 41 anni, è stato trovato morto impiccato da un suo collaboratore.
“Sono sotto shock e ho il cuore spezzato. Non appena lo termineremo, pubblicheremo un comunicato ufficiale.”
– Mike Shinoda –

Chester Charles Bennington nacque a Phoenix il 20 marzo 1976. Era figlio di un poliziotto e di un’infermiera. Trascorre i suoi primi vent’anni in Arizona. Dai 7 ai 13 anni viene molestato sessualmente da un ragazzo adolescente:
«Crescere, per me, e stato molto spaventoso e molto solitario. Ho cominciato a essere molestato quando avevo circa sette o otto anni.»
– Chester Bennington –

A questi gravi traumi seguì la separazione dei genitori nel 1987, che lo lasciarono insieme a due sorelle. Costretto dalla sua situazione familiare a spostarsi in varie città dell’Arizona, Bennington inizia a fumare marijuana all’età di 11 anni. Ha sofferto di dipendenza da droghe pesanti. Chester trovò rifugio dai suoi demoni nella scrittura e nel disegno. Passò da un liceo all’altro, nel 1995 ha ottenuto il diploma alla Washington High School. Comincia a lavorare come barista nella caffetteria Bean Tree. Amò tre donne: Elka Brand, Samantha Marie Olit e la modella di Playboy Talinda Bentley, da cui ebbe 6 figli (1 adottato) .

La Storia del gruppo

Nel 1996 il rapper Mike Shinoda e il chitarrista Brad Delson si diplomarono insieme alla Agoura High School, e con l’amico batterista Rob Bourdon formarono i SuperXero. All’università Delson divenne amico del bassista Dave Farrell. All’Art Center College of Design, Shinoda incontrò Joseph Hahn. Il loro primo lead vocalist non ebbe Chester Benningtonsuccesso, così Shinoda aprì le audizioni per cercarne il sostituto. Il manager consigliò di assumere Chester Bennington. I due Xero mandarono a Bennington un nastro con le basi strumentali del gruppo, e il cantante vi registrò proprie parti vocali, il giorno del suo compleanno. Bennington entrò nel gruppo cambiandone il nome in Hybrid Theory. Per pochi mesi utilizzarono il nome Lincoln Park, ma quando decisero di registrare un proprio dominio Internet, scoprirono che “lincolnpark.com” era già esistente. Poiché non potevano permettersi di acquistarlo, ne accorciarono la grafia da “Lincoln” a “Linkin” e comprarono così il dominio “linkinpark.com“. Furono nuovamente costretti a cambiare nome. Bennington suggerì il nome “Lincoln Park”, da una zona di Santa Monica dove passava in auto durante le registrazioni del primo album. Da quel giorno iniziò il loro lungo cammino nel mondo della musica, un grande successo che non tardò ad arrivare. Gli album che ottennero maggior successo furono: Hybrid Theory, Meteora, Minutes to Midnight , Living Things, The Hunting Party…
Chester partecipò anche a diversi progetti cinematografici: Saw 3D, il documentario musicale Linkin Park: Breaking the Rabbit e il film Crank: High Voltage.

«Quel che davvero spero è che le persone capiscano riguardo la band che non abbiamo paura di raccogliere una sfida. Non abbiamo paura di spingere noi stessi. Non abbiamo paura di sfidare i nostri fans facendo qualcosa di diverso. Sai, vogliamo davvero metterci in riga e cercare di realizzare arte, e, non fare semplicemente hit radiofoniche che siano orecchiabili o suonino come delle cantilene che entrano in testa. Quel tipo di canzoni sono grandi, ma non vogliamo ripeterci e non vogliamo continuare semplicemente a fare musica soltanto per per avere successo con essa. Vogliamo realizzare musica che suoni importante ed è artistica e consistente. Che ci riusciamo o no sta a chi ascolta decidere.»
«La cosa di cui scriviamo sempre è dove trovi la forza di volontà per dire: non ho intenzione di lasciarmi portar giù.»
– Chester Bennington –

Curiosità su Chester Bennington
Chester Bennington

Chester, un mix di carisma, creatività e fragilità, veniva denominato con diversi soprannomi:Chazy, Chaz, Chester The Molester, The Chemist… dovuto alla sua particolare personalità. Il suo numero fortunato era il 17. Da giovane doveva riempirsi di cuscini sotto i vestiti perché era troppo magro. Ha vissuto nella sua macchina per un mese, aveva solo una cesta piena di roba e un materasso. Non poteva nemmeno permettersi una bici, andava a lavorare con lo skateboard. Un giorno, ha picchiato violentemente la testa contro un muro di mattoni e gli hanno dato 47 punti. Nel 1993 ha fatto un graffito sul muro della scuola firmato Chester Bennington ’93. Chester credeva in Dio, ma non in qualcosa che andasse contro i propri ideali. Era mancino e amava cucinare:
«Mi piace. È questo il motivo per cui mia moglie continua a stare con me. Posso fare una bistecca con sale e pepe e sarà la migliore che avrete mai assaggiato. Penso che l’ingrediente speciale sia l’amore.» Chester
Da ragazzino girava intorno alla propria abitazione cantando e fingendo di essere il 5° membro dei Depeche Mode. Perse degli amici che si sono suicidati: «Ho anche perso un amico in un incidente sullo skateboard. Stava scendendo da una piccola collina, ha beccato un sasso, cadendo ha battuto la testa ed è morto. Quando si è piccoli capita mille volte di cadere e battere la testa, lui ha solo battuto la parte sbagliata.» Chester
Tra i 10 e i 14 anni era appassionato di hip hop. La sua più grande ossessione era la sua musica, che ha iniziato a praticare a 13 anni. La cosa che più amava nei Linkin Park era la loro inesauribile creatività.
Era un grande fan di Madonna. Ha collaborato con una radio chiamata CAPP per aiutare i ragazzi abusati sessualmente. Chester e Samantha hanno disegnato vestiti per Replicant Clothing: «Quando Ryan mi ha chiesto se ero interessato a disegnare vestiti, non avevo mai avuto esperienze e ho accettato. Ho iniziato per provare e ora mi piace tantissimo farlo!» Chester
Aveva costantemente bisogno degli occhiali perché altrimenti non vedeva nemmeno ad un palmo dal suo naso. Il più bel momento della sua carriera era stato realizzare il video di “One Step Closer”. Chester era un appassionato di tatuaggi attraverso cui raccontava la sua vita. Il suo primo tatuaggio, sulla spalla sinistra, erano dei pesci. Lo fece a 18 anni. Le sue braccia erano ricoperte di disegni, le fiamme sui polsi, i pesci, una ragnatela, un teschio e una rosa. Sulla schiena aveva un enorme disegno e sulla zona lombare la scritta Linkin Park (scritta disegnata da un suo amico con cui aveva fatto una scommessa: gli avrebbe disegnato Linkin Park se mai avessero vinto un disco di platino). Recentem

Chester Bennington

ente Chester aveva in qualche modo lanciato segnali di instabilità attraverso i suoi dischi. In particolare con il singolo Heavy, nelle ultime settimane era stato impegnato in studio con la band e il rapper Watsky. Era arrivato a consumare 11 acidi al giorno nei suoi periodi di crisi acuta: «Ne ho presi così tanti che sono sorpreso di essere ancora in grado di parlare».
In un’intervista di Luca Dini al cantante, uscita su Vanity Fair nel maggio 2007, il giornalista interroga il Frontman dei Linkin Park: Da dove nasce tutta questa la rabbia?
Per cantare come lei bisogna aver vissuto come lei?
«Se vuoi tirare fuori la rabbia, devi averla dentro. In questo senso, avere avuto una vita difficile aiuta. Preferirei non aver provato certe esperienze, glielo assicuro, ma il passato non si può cambiare, tanto vale usarlo per comunicare qualcosa. Prima di realizzare i miei sogni, ho vissuto cose che non augurerei al mio peggior nemico, e sono quelle cose il “carburante” che mi permette di trasmettere certe emozioni in modo convincente».
Meno di un mese prima della terribile notizia dell’uscita di scena di Chester Bennington, uno dei suoi 6 figli, Tayler (11 anni) ha scritto tramite un post-it un toccante messaggio al padre: «Papà, goditi le prove o qualsiasi cosa tu stia facendo oggi. Ama la vita, perché è un “Castello di vetro”.» Il piccolo si riferisce a una canzone dei Linkin Park, Castel of Glass. Il messaggio era stato pubblicato su Twitter dalla mamma Talinda, proprio per distoglierlo dal pensiero della morte che ormai da tempo lo perseguitava. Chester soffriva di depressione.
Dopo il tragico evento i Linkin Park hanno cancellato il tour americano. Un’ora prima della notizia della morte di Chester Bennington, i fan dei Linkin Park hanno trovato sul canale YouTube del gruppo il nuovo videoclip del singolo Talking To Myself. A Santa Monica è stata lanciata una petizione per rinominare Lincoln Park con il nome del gruppo.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

Di Giulia Bragalone

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.