di Veronica Herian* – Tutti siamo a conoscenza di cosa finisce nel piatto, ma nessuno ne parla, nessuno vorrebbe migliorare questa zuppa e quindi si crede che tutto vada bene. I problemi invece sono molti: gli agenti atmosferici che hanno iniziato ad essere violenti, non rispettano le stagioni. Sono tutti problemi dovuti all’inquinamento, come a qualcuno non importa, una piccola percentuale vuole migliorare cercando di diminuire e migliorare il problema (sembra che falliscono ogni volta) con soluzioni a dir poco stupide. Non basta cambiare le macchine o migliorare il petrolio o diminuire il fumo delle sigarette. Bisognerebbe migliorare fabbriche, aerei, il surriscaldamento globale che scioglie gli iceberg e le persone che per divertirsi danno fuoco ai boschi o a plastiche che rilasciano tossine tossiche. Nessuno ne parla? o nelle terre dei fuochi dove seppelliscono le immondizie che non so cosa rilasciano, dopo ci piantano sopra o bruciano le grosse montagne di immondizia. Però sono i primi a criticare. Seguono anche altri problemi come l’agricoltura: l’acqua che cade dal cielo intasato di polveri ecc. diventa non potabile e con quest’acqua noi beviamo e mangiamo, facciamo crescere piante, inquiniamo l’erba da dove i nostri animali si cibano. Oppure i disboscamenti per i palazzi, strade, carta. (in altri Stati mandano squadre di scuole per piantare piantine nuove) Tutto prende origini dalla storia ormai.
Tutto porta all’aumentare i morti, le malattie, bambini che nascono con delle deformazioni, prendere pasticche o vaccini. Sempre meno alberi portano a meno aria pulita, sempre più palazzi alti causa sempre meno cielo azzurro, sempre più strade portano ad avere meno verde. Invece di migliorare il mondo pensano di spostarci su un altro pianeta per viverci, ma se abbiamo distrutto un pianeta che ci sta dando molto, da sotto terra fino al cielo, cosa pensiamo di fare nell’altro pianeta? Forse la “Futura Terra?” Forse sbagliando si impara, ma stiamo danneggiando noi stessi, sempre più gente a cui non importa nulla delle parole di chi ci tiene e vuole migliorare. Non credo ci siano più pesci sani, senza plastiche all’interno o acqua naturale potabile, non ci sono più quelle carni fresche perché modificate chimicamente. Non ci sono più mari puliti dove andare in estate e farsi un bel bagno o boschi dove rilassarsi o andare a farsi una camminata (e se ci sono sporchi per tutte le immondizie). 
La Terra, la nostra Terra, va vista come una Bambina premurosa che si è presa e prende cura di noi, dandoci tutto il suo amore, vita, ossigeno, acqua, cibo. Allora ecco dove NOI abbiamo iniziato a scavare in lei per diamanti, oro, argento, ecco dove abbiamo iniziato a chiedere molto e a rovinarla sempre più. Questa Bambina sarà sicuramente stufa e ha iniziato a ribellarsi facendoci del male come noi ad essa e allora dopo nei telegiornali ammettono le crude verità. I terremoti, le piogge inesistenti in inverno, la grandine o neve in estate. E’ come mangiare una zuppa ”schifosa” ma continuare a dire che è buona, invece di avvicinarci alla pentola e migliorarla. Ecco cosa abbiamo nel piatto, un piatto dove forse c’è scritto il futuro più triste e doloroso, un futuro dove forse non ci sarà. Ci sono parchi e zone protette dove proteggono animali e vegetazione per evitare di estinguerli, ma il problema è che il vento, l’acqua portano tutto ovunque.
MA NON TUTTO SI TROVA NELLA SUPERFICIE: i tubi di discarica delle industrie nel mare, sostanze radioattive, rovinano anche una vita nuova in un grembo materno. Da quando hanno scoperto la plastica si sono scordati del rispetto ed educazione. Non hanno quel male interiore nel mentre buttano un fazzoletto su un prato dove forse si può fare un pic-nic, o distendersi o dove forse possono nascere dei nuovi fiori o mangiare un animale innocente, forse anche raro ormai o in via d’estinzione. Tutto ha un ciclo vitale che noi stiamo distruggendo, tutto serve ad altro. Quando l’uomo ha solo in testa i soldi, si renderà conto degli errori solo quando l’ultimo pesce non sarà buono, l’ultima goccia d’acqua non potabile, l’ultimo albero abbattuto o marcio dentro, quando il cibo non ci sarà più e dal cielo non vedremo più stelle. Solo quando vedrà che la moneta d’oro tra i denti non prendono sapore, forse sarà troppo tardi per migliorare la zuppa nella pentola per i nostri piatti.
* studentessa del 3B del Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia
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