CharlieHebdo 350 260

CharlieHebdo 350 260di Alessandro Pompili* – Ah credici… Così voglio iniziare questo tema, proprio come se lo stesse scrivendo la mia prof. di italiano. Ci crede che l’attentato al giornale satirico francese Charlie Ebdo è avvenuto solamente quattro mesi fa? Sembra che sia passato quasi un anno dall’accaduto, questo proprio perché dice Walter Veltroni, per ogni fatto accaduto dal più importante al più futile, i media “alzano il tono della voce e la notizia ha eco”.
Infatti ci tartassano di notizie dalla mattina alla sera, dalla meno importante, che magari mettono in prima pagina, ai fatti davvero importanti che, a meno che non riguardino un italiano e l’Italia direttamente, vengono calcolate poco e niente.
Proprio per questo motivo le notizie dateci qualche mese fa, sembrano fatti accaduti almeno da un anno, è la contemporaneità che si consuma velocemente no? Diciamo che è anche un po’colpa nostra, un po tanto colpa nostra. Infatti almeno secondo me se passassimo meno ora sugli smartphone o cose simili, a postare la foto dell’ultimo paio di scarpe appena uscito e che abbiamo acquistato tutto ci sembrerà più reale. Anche per questo motivo la televisione o qualsiasi altro mezzo di comunicazione di massa, sono costretti a creare un ‘affare di stato’ per qualsiasi avvenimento, da Belen e Stefano che si che si stanno per lasciare, alla strage di studenti avvenuta in Kenya dandogli quasi lo stesso peso, per attirare l’attenzione dell’italiano medio che è a tavola e utilizza il telegiornale solo come sottofondo e avere più notizie con le quali farlo indignare e non fargli capire che l’Italia cade a pezzi.
È il veloce che mangia il vento, secondo me ognuno può interpretare questa frase come meglio crede, e a parer mio sempre ricollegandosi all’era moderna accuso essenzialmente la velocità con la quale riceviamo le novità come causa della ‘lontananza delle notizie’. Infatti proprio per questa velocità le notizie che vogliono enfatizzarci i media di grande portata come la televisione e i giornali sono state precedute e a noi magari sono già arrivate proprio grazie alla velocità di internet.
Quindi la rapidità con la quale le notizie giungono a noi insieme all’enfatizzazione che i media danno a quest’ultime portano a far percepire a noi persone comuni, poco acculturati, i fatti come se accedessero a distanza di mesi, ma che in realtà sono accadute magari soltanto una o due settimane fa.
Dunque La contemporaneità che si consuma velocemente siamo noi, che affamati di notizie sulle quali lamentarci seduti sul divano, senza agire consumiamo notizie dando sempre più corda ai media.

*Pompili Alessandro 3 B Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia

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