di Riccardo Magnante* – I sette martiri “storia di sette anime innocenti”. Il monumento, di autore sconosciuto, dedicato ai sette martiri simboleggia tuttora la ferocia,le atrocità e gli sbagli che l’uomo ha commesso in tempo di guerra…..questa è la loro storia…
I sette martiri, furono fucilati in località Vallicella, a sentire le testimonianze degli abitanti della zona, dopo essere deceduti furono seppelliti nella “Fossa di Vallicella “,ancora in agonia si racconta che padre e figlio furono ritrovati abbracciati. Qualche “antica mamma” dice ancora con evidente dolore “Giuvann’ ì Dumenc gl’ r’ truvann abbracciati”- (tradotto dal dialetto -“Giovanni e Domenico li ritrovarono abbracciati”.
I nomi dei sette martiri ricordati tutt’oggi sono: Cervini Antonio (di anni 60), Cervini Pietro (di anni 28), Imperioli Giovanni (di anni 38), Imperioli Domenico (di anni 19), Imperioli Arcangelo (di anni 24), Recine Angelo (di anni 37) e Paselli Angelo (di anni 42). Tutto iniziò dal fatto che un soldato tedesco si recò a casa di uno dei sette per rubargli del bestiame, questi si ribellò a tale sopruso, anche perché a quei tempi il bestiame voleva significare sopravvivenza. Il soldato, dapprima si allontanò, poi torno con altri soldati. furono presi, oltre a chi aveva osato ribellarsi, altre sei persone nelle case vicine. I sette verranno condotti in località Vallicella e costretti a scavare la fossa dove poi sarebbero stati gettati e fucilati.
I familiari non seppero niente per diverso tempo, tanto che continuarono a cercarli ovunque; si racconta che fu grazie all’indizio di un contadino che riuscirono a ritrovare i corpi senza vita dei loro cari. Il contadino aveva osservato l’eccidio ma non aveva osato parlare per paura delle rappresaglie. Altri dicono invece che fu un soldato austriaco a parlare. A loro e a tutte le Vittime civili e non, va il nostro più commosso ricordo .
P.S: Sotto il monumento dedicato ai sette martiri è dedicata questa incisione: “Ripi, nell’attesa fiduciosa di riprendere la marcia accanto agli altri paesi d’Italia verso un migliore domani al ritmo dei rulli che diffonderà il Tamburino di Villa Corsini (il riferimento è a Domenico Subiaco), scrive a caratteri indelebili i nomi dei caduti: in cielo, in mare e in terra e sul luogo del martirio sparge i fiori più grandi, più profumati e colorati di questa terra Ciociara, madre fervida di eroi”. Ripi 26 Febbraio 1944 . Autore attualmente sconosciuto.
*Riccardo Magnante Classe 1B Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia
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