francescopetrarca h260di Alessandro Pompili*Dopo l’ultima apertura della tomba di Francesco Petrarca avvenuta nel novembre del 2003, qualche mese prima che ricorresse il settimo centenario della sua morte, nel cercare di ricostruire la fisionomia del volto con le più recenti tecnologie, si è venuto a scoprire che il cranio che tutti pensavano fosse il teschio di Petrarca è invece il cranio di una donna. Esatto un teschio femminile, datato grazie all’esame con il radiocarbonio 14 1134-1280ca, quasi cento anni prima la morte di Petrarca. Il corpo invece è di un uomo, apparentemente robusto, che si pensa fosse obeso nel quale è stata trovata una lesione nel costato, proprio come la descrizione che abbiamo di Petrarca.
Si ipotizza che la tomba sia stata profanata tre volte nell’arco dei secoli, la prima volta agli inizi del ‘600 dal frate Tommaso Martinelli, che tentò di prendere le ossa del poeta per rivenderle, e ci riuscì, infatti fece un foro sul fondo della cassa e prese qualche osso del braccio e la scapola, tra le ossa rubate nessuno nega anche la presenza della testa, ma gli esperti ipotizzano che il cranio sia stato sostituito successivamente al ‘600 in particolare intorno all’ottocento.
Proprio nell’ottocento la tomba fu riaperta, più precisamente il 24 maggio del 1843 per una ricognizione delle reliquie commissionata dal conte padovano Carlo Leoni, presente alla riapertura del reliquiario e testimone delle buone condizioni in cui era messo il cranio del poeta, vi dico questo perché proprio qualche anno dopo nel 1873 al professor Giovanni Canestrini, famoso anatomista di quell’epoca, venne assegnata una successiva riesaminazione e analisi delle ossa. Dopo quest’ultima analisi delle ossa leggiamo in alcuni documenti firmati dal professore che secondo lui dopo aver resistito per cinque secoli all’azione demolitrice del tempo, tra il 1855 e il 1873, il cranio si era talmente indebolito che il 6 dicembre poche ore dopo averlo cacciato dalla cassa in cu era riposto si inizò a sbriciolare, non permettendo così l’esame antropologico a lui richiesto. Quando lo venne a sapere il conte Leoni che malato ma ancora in vita, dopo trent’anni dalla prima riapertura della tomba, inizò un battibecco formale contro il professore con anche qualche colpo basso a suo favore. In una lettera indirizzata al professor Canestrini troviamo scritto “ancora si molestano le ceneri petrarchesche! E dopo averle maneggiate tanto da distruggere quel cranio che nel 1843 trovai solidissimo…poi lamentarne la mala conservazione […] Detto cranio era conservatissimo e non dava nessun indizio di sfaciamento, tanto che avendolo leggermente percosso con la nocca del mio dito indice, rispondeva col suono della più perfetta adesione delle sue parti […]”
Nulla oltre al documento firmato dal professore ci afferma la veridicità dei fatti, quindi chi ci dice che non sia stato il professor Giovanni Canestrini ad aver preso il cranio di Petrarca per rivenderlo in qualche mercato nero di teschi “famosi” che in quell’epoca andavano tanto di moda sul caminetto come soprammobile? Può essere vero come non può essere vero, non c’è niente che provi quest’idea. Anche se il professore sia il colpevole, possibile che nessuno richiuderò l’arca si accorse che il teschio era più piccolo di quello originale?
L’ultima ipotesi, si colloca durante la seconda guerra mondiale, durante la quale il corpo di Petrarca è stato spostato per sfuggire dai nazisti sotto il palazzo ducale di Venezia, si dice che un gerarca nazista sia riuscito comunque a raggiungerli e a prendere il teschio del poeta.
Qualunque ipotesi sia vera tra le tre fatte dagli studiosi una cosa è certa, se fu Giovanni a sostituire il cranio non lo sapremo mai, ma se il cranio fu sostituito prima della riapertura dell’arca da parte del professore, nel 1855 durante un’altra “profanazione” ufficiale di quell’epoca, possibile che un anatomista di quella fama non si sia accorto che il cranio sarebbe stato troppo piccolo per essere quello di un uomo? Non sapremo mai la verità…magari Canestrini nascondeva qualcosa.

*Pompili Alessandro 3 B liceo artistico Anton Giulio Bagaglia

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