Zaccagnini-Moro

Zaccagnini-Moro Tutti uniti per sottrarsi al giudizio del Comitato provinciale Dc – La prova provata “dell’impegno pilatesco e dello scarica barile”, vero disastro per la DC ciociara!

di Donato Galeone – “Si è avuta la riunione dei gruppi di Iniziativa Popolare, Coltivatori Diretti, Impegno Sociale e Forze Nuove che hanno esaminato la situazione politica ed amministrativa della provincia di Frosinone dopo i risultati elettorali. Preso atto dei risultati medesimi, conseguiti nella assoluta carenza di guida politica ed alla disastrosa gestione politica, organizzativa ed amministrativa della campagna elettorale, hanno chiesto la convocazione del Comitato Provinciale con all’ordine del giorno le dimissioni del Segretario politico e del Segretario amministrativo
Ma il Comitato Provinciale che doveva riunirsi il 16 luglio 1976 fu rinviato a data da destinarsi – era scritto – “per consentire un più approfondito dibattito interno”.
La decisione veniva presa in una riunione dell’Esecutivo e da tutti i membri presenti, mentre alla Direzione (nella quale sono rappresentate proporzionalmente tutte le componenti interne del Partito) aveva preso parte anche il Vice Segretario Lido Lucci (ma non era dimissionario ?) come rappresentante di una componente ed erano assenti tutti i membri degli altri gruppi che si riconoscevano in: Iniziativa Popolare; Base; Forze Nuove e Impegno Sociale.
Ecco la dichiarazione del Segretario Provinciale, Carlo Costantini che dà “la motivazione accomodante” del rinvio del Comitato Provinciale a data da destinarsi.

(da “Il Tempo” del 16 luglio 1976).
“Non si tratta di un rinvio tattico o dilatorio(sic!). Esso è motivato dalla necessità – compresa del resto dalle altre componenti – di mettere in grado tutti i componenti del Comitato Provinciale, compreso i parlamentari, di prendere parte attiva all’importante seduta dell’organismo. Mi auguro – continuava Costantini – che un breve periodo di riflessione possa giovare ad attenuare le polemiche personalistiche ed a riaprire certe strade verso soluzioni politiche come quella della gestione unitaria da tutti più volte auspicata e sostanzialmente messa in atto durante il periodo elettorale(bugia provata da una pratica disimpegnata e contraddetta rispetto alle decisioni condivise) che è sembrata allontanarsi con l’ordine del giorno di richiesta delle dimissioni del Segretario Provinciale e del Segretario Amministrativo”.

GALEONE PER UNA DC SOLIDALE
(da il Tempo del 14 luglio 1976)

In previsione del Comitato Provinciale della DC, Donato Galeone rilasciava alla stampa una dichiarazione politica, nella quale affermava tra l’altro che “l’unità vera, la più autentica che poggia sul consenso diretto non è quella che può essere raggiunta tra raggruppamenti dirigenziali comunque denominati, per componenti o per correnti, ma è quella che si raggiunge su una linea politica costruita sul confronto di tesi politiche di quanti hanno sostenuto e sostengono la DC nella prospettiva di un suo radicale rinnovamento al servizio del Paese. Non credo che il Comitato Provinciale della DC – aggiungeva Galeone – voglia sottrarsi ad un confronto di base dopo i risultati del 15 giugno 1975 e del 20 giugno 1976, considerato l’impegno che attende ed ha assunto il Partito nella responsabilità di Governo presieduto dall’Onorevole Andreotti e la pecularietà del confronto in atto, sempre più incalzante, con le forze politiche e sociali. Escludere questi livelli di dibattito politico – terminava Galeone – significherebbe per la DC di imboccare la strada del disimpegno popolare che il Partito non ha mai percorso e non intende percorrere neppure oggi, forte della domanda politica proveniente dai giovani, dai luoghi di lavoro, dalle scuole e dal mondo della cultura, dalle forze produttive del Paese e della nostra Provincia”.
Donato Galeone
14 giugno 2014

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