di Donato Galeone – La Federazione Italiana Metalmeccanici (FIM-CISL) osserva che la FIAT “conferma il completamento del piano di investimenti e che in tempi brevi seguiranno anche per lo stabilimento di Cassino mentre inizia, immediatamente, il piano di investimenti necessario ad orientare il futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento Mirafiori di Torino”.
E’ una buona notizia per l’industria dell’auto italiana!
Ho sempre pensato, da ottimista, che le buone notizie sono utili perché tendono a chiarire e favorire la pluriennale questione lavoro anche della multinazionale FIAT per lo stabilimento del Lazio meridionale, quale questione aperta che sembra persistere, tuttora, nel “limbo” da almeno cinque anni, con le casse integrazioni richieste dal 2007. Personalmente ho visto le richieste, fino a maggio 2010, quale Presidente del Comitato Provinciale dell’INPS di Frosinone.
Sono continuate dopo rientri di poche giornate di lavoro produttivo e continuano ad essere richieste sostegni al reddito all’INPS anche per il mese di ottobre 2013.
Se conveniamo che il lavoro deve essere “contrattato e partecipato” e se sosteniamo che il reddito corrisposto dalla cassa integrazione deve essere motivato e limitato nei tempi predeterminati, osserviamo anche che la questione aperta da FIAT o il “caso FIAT” è del tutto anomalo.
Fu rilevata la “anomalia FIAT” esaminando all’INPS di Frosinone le prime richieste di cassa integrazione nel 2007. Lo abbiamo sottolineato negli anni e parlandone anche con il mio caro amico Pierre Carniti che ho incontrato a Roma il 24 giugno scorso.
Il fatto è che – a nostro comune avviso – chi ha sostituito gli Agnelli di Torino e amministra anche la fabbrica di Via Umberto Agnelli, insediata negli anni settanta del secolo scorso in Ciociaria, procede con un unico metro – pur importante ma non esclusivo – quali sono le “incertezze di mercato” che coinvolge tutto il comparto mondiale dell’automobile ai “ritardi decisionali della FIAT” e si legano, strategicamente, al tornaconto profittevole multinazionale FIAT-CHRYSLER nel mondo.
Tant’è che l’Amministratore Delegato, Sergio Marchionne, sembra gradire – come spesso lo dimostra chiaramente – il volere sostituire al “lavoro contrattato e partecipato” gli “ordini di servizio Fiat internazionale Chrysler” – pur legato ai ripetuti investimenti annunciati per l’Italia.
Ecco, allora, se è on sarà una “buona notizia” la osservazione della FIM-Cisl” sugli investimenti pubblicizzati il 4 settembre per Mirafiori ed a breve anche per Cassino, ciò significa che le produzioni dell’auto Fiat, in Italia, non debbano subire ridimensionamenti e con la introduzione e definizione dei “piani industriali” appare anche possibile la previsione di tipologie innovative di prodotto nel comparto auto, con interessanti riflessi occupazionali stabili e rientri dei lavoratori dalle casse integrazioni.
Con questa notizia – pubblicizzata nella prima quindicina del mese di settembre e con le previsioni prossime quantificabili tra investimenti e occupazione – appare possibile prevedere anche una chiusura dell’aspra conflittualità scatenatasi tra Marchionne e la Fiom-Cgil. Si dovrebbe tendere verso relazioni più intensive sostenute dalla unità di azione sindacale.
Perché, con la ripresa della pratica unitaria dell’azione sindacale, viene riattivato il rapporto relazionale corretto di politica industriale aziendale e non solo in quanto viene accettato dalla Fiat la nomina dei rappresentanti Fiom consentiti dall’art.19 dello Statuto dei lavoratori ma – a mio avviso – per superare quel rapporto antagonista rilevatosi funzionale, non per patti personali segreti, ma per posizioni forzate e tendenti a bloccare, volutamente e inconsapevolmente, il dovuto rappresentativo confronto sindacale, mentre gli interessi della multinazionale avanzavano ed entro i quali – riconosciamolo – il Marchionne, comodamente, continuava a sostenere e giustificare, universalmente, che la “riduzione produttiva automobilistica”in Italia veniva motivata dalla “conflittualità sindacale”.
Sempre a mio avviso, la parte sindacale esclusa o autoesclusa dalle contrattazioni e non partecipante, per sue autonome decisioni, al tavolo delle trattative tendeva – riemergendo dal pluralismo sindacale e dalla divisione sindacale – a riconoscersi “egemone” di tutta l’area conflittuale sindacale italiana e non, invece, uno degli interlocutori “ alla pari” nella promozione e gestione unitaria delle relazioni industriali anche con FIAT multinazionale.
Personalmente ritengo – non solo io – che le egemonie singole o di gruppo “contrastano il bene comune” e riducono, per poi annullarlo, l’esercizio partecipato della democrazia politica, oltre ad essere scarsamente solidali, non alimentando coesioni sociali e neppure l’unità di azione sindacale.
Noi che viviamo in una provincia laziale, in grave declino socio-economico persistente, siamo anche l’area industriale dell’automobile a sud di Roma e abbiamo cumulato potenzialità produttive, con imprese piccole e medie, disponibili nell’indotto dell’auto
Queste nostre potenzialità e referenze tipologiche del comparto metalmeccanico vogliamo esprimerle compiutamente e non solo interfacciandoci con gli attesi “piani industriali” di FIAT CHRYSLER. Ecco perché riproponiamo alla Regione Lazio e al Governo l’attivazione di un “Accordo di Programma” che miri al rilancio e potenziamento produttivo del comparto metalmeccanico dell’automobile e il suo indotto nel Lazio meridionale.
Necessario, quindi, consolidare sia il confronto sindacale verso azioni unitarie che la ripresa e la estensione della partecipazione non delegata a tutti i livelli, orizzontali e verticali, tra le comunità cittadine, congiunte, alle loro organizzazioni politiche democratiche, per sostenere la “proposta di sviluppo comparto Lazio sud” così come abbiamo manifestato a Roma il 22 giugno 2013 con CGIL-CISL-UIL per il “Lavoro che è Democrazia”.
14 settembre 2013
Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo – 6 righe
{loadposition monetizzo}
| Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it |
Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.