REGIONALI LAZIO 2023
Tale disperazione non è equamente redistribuita tra gli astenuti
di Porretta-Alteri*
Viene eufemisticamente chiamata “disaffezione degli elettori”. In realtà, è un vero e proprio disastro democratico.
Ovviamente, il pur massiccio astensionismo elettorale registrato nel Lazio nulla toglie alla legalità dei risultati. Ma alla legittimità democratica, sì: gli eletti al Consiglio Regionale, di maggioranza e di opposizione, rappresentano solo una piccola minoranza dei cittadini laziali. In nome di chi decideranno e cosa? Sentire i commenti dei politici sui risultati fa venire i brividi, vederne i sorrisi fa venire la nausea. Da quanto dicono e fanno è fin troppo chiaro che non hanno alcuna volontà e interesse, né alcuna capacità, di affrontare il problema. Della cui gravità, per altro, molti di loro non hanno neppure una lontana cognizione. Anziché “disaffezione”, dunque, sarebbe molto più corretto chiamarla “disperazione politica degli elettori”.
Tale disperazione non è equamente redistribuita tra gli astenuti. Di essi è possibile ipotizzare sommariamente tre diverse fasce, a cui corrisponde un diverso grado di disperazione.
La fascia più bassa è costituita dagli Indifferenti. Questi possono a loro volta essere distinti tra chi ha i propri interessi e privilegi garantiti, a prescindere dai risultati elettorali, e chi non ha alcuna consapevolezza della propria funzione politica nella società ed è solo vivo. I primi parassitano la società, i secondi ne sono parassitati. I primi non sono neanche sfiorati dalla disperazione e non hanno alcun bisogno di sperare; i secondi, di speranza ci vivono, dovendola sostituire, spesso, al pranzo e alla cena.
La fascia media è quella più affollata, dei Disperati propriamente detti. Questi sono consapevoli della loro funzione democratica di elettori, ma anche dello svuotamento sostanziale e progressivo di quella funzione. Essi sono stati più e più volte traditi proprio da coloro di cui si fidavano e che avevano perciò votato per essere rappresentati nelle sedi istituzionali. Ma ora sono costretti a rinunciare a quel diritto per evitare, per lo meno, di continuare ad essere accoltellati alle spalle.
Evidentemente, per loro il tradimento fa più male della disperazione.
Nella fascia più alta, più dolorosa ma meno numerosa, si trovano i Frustrati. Questi hanno oltrepassato abbondantemente il confine della disperazione e si sono addentrati in un territorio ancora senza nome, dove le afflizioni della disperazione toccano gradi terrificanti non rilevabili dalle statistiche, il senso di impotenza rischia di bloccare ogni muscolo, e dove essi iniziano persino a odiare la propria capacità di pensiero critico come fosse l’acerrima nemica della propria serenità, dopo esserne andati fieri per un’intera vita. In questa fascia si trovano coloro che hanno concepito la politica come partecipazione diretta, delegata solo in parte ad altri e sempre per necessità pratiche. Essi hanno vivificato per anni quei partiti che hanno fatto grande l’Italia della prima repubblica, ma da cui sono stati progressivamente scacciati ad opera delle terze e quarte file, le stesse che oggi ne agitano le membra cadaveriche e putrescenti. Gli zombi dei partiti, perciò, non suscitano disperazione, ma vero e proprio terrore, poiché la loro mortifera presenza impedisce ogni altra flebile speranza di vita.
Per completezza d’indagine, e per rispetto nei confronti loro, in questa schiera dovrebbero essere annoverati anche coloro che, pur essendo andati al seggio, hanno annullato la scheda o l’hanno riconsegnata in bianco, ché sono quelli che soffrono di più.
Nel putridume che ha causato tutto questo, sguazzano coloro che, lucrando sul disastro, sorridono sguaiatamente dei loro sciacalleschi bottini personali, come quei loschi figuri che brindavano al telefono alla notizia del terremoto in Abruzzo.
Resterebbe da indagare su quell’enorme deficit di autostima che tentano di colmare, cercando fuori di sé ciò che dentro, evidentemente, non riescono a trovare. Ma questo è un compito che spetta e va lasciato alle cure dei medici della psiche.
Frosinone 14 febbraio 2023
*Floriana Porretta
Presidente del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio
Ivano Alteri
Segretario del Movimento Civico Pro Ospedale e Territori
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