Ceccanoasinistra 350 min

GIOVANI E POLITICA

“Free Parties”, è un modo di fare comunità

di Ceccano a Sinistra
Ceccanoasinistra 350 minChi aveva speranze o aspettative che la Destra italiana nel corso degli anni fosse cambiata, avesse finalmente accettato i principi liberali sulla convivenza nelle società complesse come quelle odierne, convivendo finalmente con le aspettative della multiculturalità sono chiaramente andate deluse.

I primi atti dell’attuale Governo italiano non fanno altro che confermare una matrice culturale e un atteggiamento repressivo che fa parte del DNA della Destra italiana; illuminante a tal riguardo il titolo de “La Repubblica” sul decreto “antirave” denominato “decreto manganello”, come si suol dire “a buon intenditore poche parole”

Soffermiamoci su questa questione, che potremmo definire “giovanile” e tralasciamo l’altra, quella relativa ai migranti, su cui torneremo prossimamente e non perché sia meno importante, ma perché questa ci appare paradigmatica della cultura della Destra italiana.

Abbiamo ben presente l’immagine di questo Governo nelle foto ufficiali, esso appare come un gruppo quasi esclusivamente maschile con una età media molto alta, ben oltre i 60 anni; al centro di questo gruppo di chiome grigie (quando va bene…) si trova una donna ormai di mezza età, la Presidente del Consiglio, che ironia della sorte 14 anni fa fu nominata Ministro per la Gioventù nell’ennesimo Governo Berlusconi.

Quindi una persona che nel suo percorso politico e di formazione presumiamo abbia avuto a che fare con le tematiche del mondo giovanile, ma evidentemente sembra che di questo percorso non ci sia traccia se il primo atto del suo Governo è stato l’introduzione di un nuovo articolo del Codice Penale per criminalizzare una forma di aggregazione giovanile, spregiativamente chiamata “Rave party”.
Cosa gravissima e sproporzionata, questo nuovo articolo del CP paragona i colpevoli di questi raduni come se fossero pericolosi affiliati a organizzazioni criminali, come la mafia e la ndragheta e commina pene detentive fino a 6 anni, un’assurdità legislativa che fa inorridire; si rischia di incarcerare per anni e anni ragazzi anche minorenni colpevoli di organizzare in modo libero ed autorganizzato raduni musicali al di fuori del circuito commerciale.

Un’immagine terribile nell’affrontare le questioni giovanili del nostro Paese.
Concordiamo con “La Repubblica” a richiamare l’uso del manganello per un “obbrobrio” del genere, a cui aggiungeremo anche l’olio di ricino, memori di un passato che non vorremmo riaffiorasse.
Paradosso per paradosso, ricordiamo che le prime dichiarazioni del neo Ministro della Giustizia Nordio andavano verso la riduzione dell’uso della Legislazione penale, proprio per limitare l’impatto repressivo nella società italiana… dichiarazioni durate lo spazio di un mattino…

Pensare ed attuare una legge del genere, ci indica quale idea di società si ha in mente, quali rapporti tra le diverse generazioni e le diverse classi sociali si intendono costruire; da ciò si evince una volontà di comando e di irreggimentare la convivenza civile quasi fossimo in una caserma.

Affrontare il mondo dei “Free Party”, perché cosi si chiamano in tutto il mondo, attraverso il Codice Penale, non solo è sbagliato ma anche pericoloso, perché allontana fasce giovanili importanti dalla politica vista cosi come un nemico.
Il Free party è un fenomeno culturale e sociale presente non solo nel mondo occidentale, ma in tutto il pianeta (chiedete ai ragazzi iraniani per esempio…), in alcuni casi come in Germania, smuove un considerevole mercato economico ed esprime un importante concetto culturale e politico anticapitalista e di contropotere, minando proprio il fondamento del capitalismo cioè rifiutando il ruolo della moneta.

La letteratura su questo argomento è sterminata, dai sociologi ai filosofi, dai letterati agli intellettuali cinematografici e ai videoartisti, in tanti hanno studiato ed affrontato questo mondo che potremmo sicuramente ascrivere ad una nuova forma di cultura giovanile, come negli anni 50 e 60 del secolo scorso fu il rock and roll, da Elvis Presley ai Sex Pistols, guarda caso anche allora criminalizzato dalle classi dominanti.

Il fatto nuovo e dirompente dei “Free Parties”, è il modo di fare comunità: si occupano temporaneamente luoghi dimenticati dal mercato capitalistico come fabbriche abbandonate o campi incolti e gratuitamente si balla e si ascolta la musica, quasi sempre accompagnata da videoperformance; e cosa da non sottovalutare è obbligatorio ripulire il tutto quando si abbandona il luogo.

Ci sono quindi più aspetti che si sommano, dalla controcultura giovanile, alla critica sul modo di fruizione del consumo artistico, rifuggendo totalmente l’aspetto commerciale e innestandoci sopra una critica feroce allo sfruttamento capitalistico verso ogni aspetto della vita sociale e culturale.
Definirli un luogo dove si consuma droga ed alcol al di fuori di ogni regola, è estremamente riduttivo e colpevolizzante, in un mondo e in una epoca storica che legittima il consumo di droga addirittura per migliorare le proprie prestazioni lavorative, appare paradossale prendere i free parties come esempi negativi di comportamento sociale.
In realtà il consumo di droga e alcol non è ne più ne meno di quello che potremmo verificare nelle attività ricreative di massa come concerti , feste, incontri sportivi ecc.

E’ chiaro che gli eccessi ci sono e vanno combattuti, come in ogni attività umana, ma da questo a criminalizzare totalmente i free parties ce ne passa; infatti la quasi totalità dei paesi affronta l’eventuale controllo e repressione attraverso provvedimenti amministrativi e non penali, proprio perché la punizione collettiva dei comportamenti di massa è estremamente negativa nelle società complesse moderne, ne mina la coesione ed alla fine crea più problemi di quelli che vorrebbe risolvere.

A meno che non si voglia proprio colpire la complessità sociale e ridurre forzatamente le diversità ad una presunta unità culturale e morale, come nei paesi dittatoriali.
Ecco, proprio questo è il dubbio.

Ceccano a Sinistra

 

 

 

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