Panico: episodio di ansia acuta che si sviluppa in breve
di Dr. Antonio Colasanti
Con l’avvento del covid sono esplose due patologie alquanto noiose ed invalidanti denominate “dap” e “gad”.
La prima è sinonimo di attacco di panico, il secondo indica un disturbo di ansia generalizzato. Gli attacchi di panico sono stati definiti con grande difficoltà in quanto ad esso sono collegati disturbi fisici e sintomi emotivi.
Il termine panico deriva dal dio pan che nella leggenda rappresenta la divinità di pescatori, cacciatori, pastori che in modo improvviso li spaventa. Ippocrate identificò la patologia con il quadro isterico, con difficolta respiratorie e senso di soffocamento. Il celebre charles darwin soffri tutta la vita di attacchi di panico a causa del lungo viaggio sul veliero all’interno di una piccola cabina angusta. Presentava paura irrazionale accompagnata da vertigini e tremori.
Freud padre della psicoanalisi suggeri come causa scatenante del ‘dap’ la separazione del bambino dalla madre. Secondo Jung, grande psicologo l’uomo annulla la propria istintualità a favore della razionalità. L’attacco di panico non è un fatto negativo, ma il tentativo di far emergere la parte negata.
Ssecondo le teorie moderne la persona con il ‘dap’ tende ad interpretare in misura distorta alcune sensazioni insolite, con atteggiamenti di ipervigilanza e di allerta. Per questo rimettersi alla guida di un veicolo dopo un attacco di panico provoca il timore di averne di nuovi per cui si eviterà di viaggiare da soli.
Che cosa è l’attacco di panico? Un episodio di ansia acuta che si sviluppa in breve e raggiunge il picco in 10 minuti.
Sintomi: palpitazioni, sudorazione, tremori, agitazione, mancanza di respiro, dolore al petto, disturbi addominali e nausea; timore di perdere il controllo, paura di morire, brividi, vampate di calore.
Il tutto dura pochi minuti e per qualche ora rimane la testa confusa, vertigini, sbandamenti.
Si puo verificare passeggiando per strada, in auto, al cinema, nei negozi. Il suo meccanismo una volta innescato sfugge ad ogni controllo, quindi bisogna prevenirlo.
La pandemia del covid 19 per la sua pericolosità innescata dalla paura del contagio e dalla malattia stessa che puo provocare malessere, ma anche la morte nei casi piu gravi è un agente patogeno che attacca le funzioni cerebrali, generando insicurezza e disordini ormonali endocrini con aumento del parasimpatico che si difende con una produzione eccessiva di adrenalina e conseguente aumento della frequenza cardiaca associata ad ansieta del tipo “scappa e fuga”, che prepara l’organismo ad eventi spiacevoli. Tale condizione è l’anticamera del ‘dap’.
Oltre alle terapie farmacologiche e psicologiche ci soccorre anche la fitoterapia con piante che possono alleviare tale patologia:
– valeriana, impiegata da greci e romani, ha effetto sedativo sul sistema nervoso centrale. Il meccanismo è simile alle benzodiazepine: effetto sul gaba, questo estratto riduce il tempo di induzione al sonno senza riduzione di vigilanza, pertanto le indicazioni sono contro l’insonnia e stati ansiosi;
– passiflora, contiene flavonoidi con attività ansiolitica e sedativa indotta da stati di agitazione e nei disturbi gastrici. Gli estratti si legano agli stessi recettori delle benzodiazepine e ciò spiega l’azione sedativa ed ansiolitica;
– melissa, le foglie contengono acido rosmarinico, triterpeni, flavonoidi. Ha effetto ansiolitico sedativo contro le palpitazioni cardiache che si verificano la notte;
– escoltia, può essere usata nel trattamento ansiogeno per indurre il sonno. Non dà dipendenza ed è un riequilibratore generale sedativo, non narcotico;
– biancospino, sedativo cardiotonico, antiaritmico, antipertensivo. Ottimo negli attacchi di panico per i sintomi cardiaci, palpitazioni, extrasistole, associati ad effetti ansiosi;
Pertanto possiamo usare o in tisana o in tintura madre: valeriana-passiflora-escoltia-biancospino, 25 cc di ognuno.
Posologia: 20 gocce in poca acqua mattina e sera come consiglia il medico.
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