CRONACHE&COMMENTI
Purtroppo la nostra stampa non ne coglie l’importanza
di Aldo Pirone
La notizia di ieri riguardante la guerra in Ucraina non sono le comunicazioni di Draghi al Parlamento, è il piano di pace presentato dall’Italia, per voce del ministro degli esteri Di Maio, al segretario generale dell’Onu Gutierres. Il provincialismo della nostra stampa e la diffusa cialtroneria giornalistica che vi alligna, oggi non ne coglie l’importanza. I giornali, da quelli pacifisti a quelli con l’elmetto atlantico sempre bel calzato in testa, salvo rare eccezioni, stamane preferiscono concentrarsi sulle beghe di casa, sui balneari, sull’ultimatum di Draghi ai partiti di destra ecc.
Eppure molti, soprattutto nel fronte pacifista europeista e anti oltranzista pro Nato, hanno auspicato e sollecitato nelle settimane scorse che l’Europa e l’Italia tirassero fuori una qualche proposta in grado di fornire un contributo diplomatico per la cessazione del fuoco e per l’avvio a breve e a più lungo termine di un processo di pace. Un contributo che si distinguesse dall’atlantismo anglo americano orientato non tanto alla salvaguardia dell’Ucraina dall’aggressione di Putin ma, più che altro, ad approfittarne sul piano geopolitico per mettere giudizio all’autocrate russo fino a farlo sloggiare dal Cremlino.
Anche chi ha aborrito l’invio di armi italiane ai resistenti ucraini con le più diverse motivazioni – alcune francamente strampalate – ma tutte con l’intenzione di avvicinare la pace e di non travalicare la Costituzione rendendoci cobelligeranti, dovrebbe essere contento del piano dell’Italia.
In che consiste la proposta Draghi-Di Maio?
Per quel che se ne sa, esso poggia su quattro punti: 1) il cessate il fuoco e “congelamento” provvisorio della situazione militare sul campo. 2) La convocazione di una conferenza di pace cui sarebbe affidato il compito di sancire e garantire per l’Ucraina uno status di neutralità che verrebbe dichiarata “pienamente compatibile” con una futura adesione all’Unione europea. 3) Un accordo bilaterale Mosca-Kiev sulle questioni territoriali che dovrebbe tendere al riconoscimento della sovranità ucraina sulle aree contese (Crimea e Donbass), ma con una loro totale autonomia garantita internazionalmente. 4) Nuova Conferenza europea sulla sicurezza modello Helsinki del 1975 per garantire la sicurezza reciproca di tutti i partecipanti, il disarmo dell’area europea, il controllo degli armamenti, la mediazione delle controversie, la prevenzione dei conflitti e le misure di rafforzamento della fiducia reciproca.
Oggetto di trattativa anche il ritiro delle truppe russe dai territori occupati, con l’obiettivo di riportare la situazione al 24 febbraio 2022 prima dell’aggressione di Putin. Questo ritiro sarebbe progressivo, così come progressiva sarebbe la revoca graduale delle sanzioni occidentali alla Russia. A garantire questo impegno diplomatico sarebbe il Gruppo Internazionale di Facilitazione. L’Italia propone che ne facciano parte Paesi e organizzazioni internazionali, in particolare Onu e Ue. Non c’è una lista completa delle capitali che sarebbero coinvolte, ma si parte dagli Stati che già alcune settimane fa erano considerati adatti allo scopo: Francia, Germania, Italia, Turchia, Stati Uniti, Cina, Canada, Regno Unito, Polonia, Israele.
È evidente che il piano italiano contrasta con l’attuale linea di Zelensky che, smentendo affermazioni precedenti, sembra oggi dire che ogni trattativa con i russi può iniziare solo dopo il loro ritiro sulle posizioni precedenti al 24 febbraio. Probabilmente della proposta non saranno contenti gli inglesi e gli oltranzisti atlantici. Staremo a vedere che sviluppi avrà, ma oggi chi si batte per la pace subito in Ucraina e per fermare l’aggressione di Putin ha almeno qualcosa di serio cui riferirsi se non altro come elemento di discussione e di azione.
Gutierres ha manifestato “molto interesse” soprattutto per il primo punto del piano Draghi-Di Maio. Da Francia e Germania, che probabilmente già sapevano della cosa in fieri perché ne erano state informate al G7, dovrebbe arrivare un esplicito sostegno viste le loro posizioni fin qui manifestate. Interesse è stato espresso dalla Turchia ma, quel che più conta, il portavoce di Putin, Peskov, ha detto che pur non conoscendo i dettagli del piano italiano, tuttavia “La partecipazione di tutti coloro che possono contribuire alla soluzione della situazione in Ucraina è accolta favorevolmente. Nessuno rifiuta tali sforzi sinceri”. Non è molto, ma, vista la situazione, non è neanche una chiusura.
Quella c’è solo da parte dei giornali italiani tramite l’oscuramento.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
| Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it |
Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
![]()
