CRONACHE&COMMENTI
...“il troppo stroppia” e può diventare un boomerang
di Aldo Pirone
Ricordate nel “Giulio Cesare” di Shakespeare la tecnica usata da Marco Antonio nell’orazione sulla morte di Cesare? Un capolavoro. Cominciava col dare credibilità e rispetto alle buone intenzioni dei cesaricidi – “e Bruto è uomo d’onore” – e finì col rivoltargli contro il popolo che all’inizio era incerto fra l’amore per Cesare e le ragioni di Bruto e Cassio. Certo il nostro Marco, intendo Travaglio, non ha di quelle altezze ma la tecnica, per la verità molto più grossolana, che usa per accattivarsi i lettori e demolire gli avversari è su per giù la stessa.
Il suo nemico giurato è Draghi, considerato usurpatore di Conte. Più di quanto Conte stesso non dica. All’inizio era solito concedergli l’aureola di esperto e probo uomo prestato alla politica, per poi demolirlo, non senza qualche ragione, via via che il suo governo procedeva. Solo che l’ossessione anti draghiana può portare a esagerare e a non scalfire il personaggio. Come dice il proverbio: “il troppo stroppia” e può diventare un boomerang.
La tecnica antoniana-shakespeariana Travaglio l’ha usata nella faccenda dei vaccini. Ha sempre premesso che lui il vaccino se l’era fatto, poi, però, sollevava tutta una serie di dubbi, – “ai figli manco con la pistola puntata alla tempia” disse – perplessità e contrarietà sui provvedimenti del governo in materia, sbeffeggiando in continuazione il povero generale Figliuolo, che alla fine le ragioni dei no vax erano più che giustificate, quasi condivisibili. Tutto ciò pur di dare addosso a Draghi. La professoressa Viola lo ammutolì, smontandolo, in Tv. “Marco Travaglio ha una dialettica eccezionale, – disse – sarebbe in grado di vendermi un’auto che cade in pezzi e io la comprerei sicuramente”.
Con Putin e la sua aggressione all’Ucraina pressappoco è lo stesso. Per carità, dice il nostro, lui è contro l’aggressione (e Bruto è uomo d’onore) ma poi usa tante perplessità, dubbi e contrarietà – alcune più che giustificate compresi i precedenti espansionistici della Nato a est – che alla fine la verità si rovescia. Non è più l’aggressione la causa della guerra ma gli ucraini che resistono e se lo fanno è perché vengono riforniti di armi da “Usa e Uk e ora pure dall’Ue”.
Ieri, per esempio, nella sua foga che è antiamericana occasionalmente perché serve a dare addosso a Draghi che è il suo vero obiettivo, prende per buone le teorie militari di alcuni suoi esperti. Non è vero che Putin ha trovato una resistenza che non si aspettava, dicono, quella su Kiev è stata solo una finta, non è vero che voleva disarcionare Zelensky, voleva solo il Donbass e il corridoio sud sul Mar nero che prenderà, per l’autocrate del Cremlino è solo una guerra regionale ecc., perciò le cose militari per Putin vanno, se non a gonfie vele, certamente secondo i programmi. Quindi, niente illusioni, la trattativa non dipende da lui ma dagli altri, in particolare dagli europei che latitano. E qui ha ragione, ma a metà perché Putin al tavolo non si siede se non vi è costretto non solo dall’iniziativa diplomatica che è assente ma anche da eventuali insuccessi militari sul terreno.
Certamente la trattativa vera non si aprirà con l’umiliazione di Putin. Bisognerà almeno concedergli diplomaticamente che non è caduto da cavallo ma solo che voleva scendere. Marco Travaglio si è già predisposto. Il resto seguirà.
Speriamo.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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