
CRONACHE&COMMENTI
Bisogna “continuare a trattare nonostante l’orrore”…
di Aldo Pirone
Bisognava saperlo. Quando c’è una guerra d’aggressione come quella di Putin contro l’Ucraina, l’orrore non ha limiti. Quei poveri corpi con le mani legate dietro la schiena, assassinati con un colpo alla testa e lasciati marcire lungo la strada e quelli che emergono dalla fossa comune di Bucha, testimoniano di una bestialità già conosciuta in altre epoche e in tante altre parti del mondo. È la reazione dell’aggressore alla resistenza della popolazione aggredita che non accetta di essere occupata e invasa. È la stizza di chi non capisce perché gli ucraini non l’hanno accolto con rose e fiori e allora si sfoga contro i civili. Non è solo una rappresaglia è un crimine contro l’umanità.
È una violenza cieca che abbiamo già conosciuto durante la seconda guerra mondiale per mano dei nazifascisti a Marzabotto, a Oradour, a Lidice, alle Fosse Ardeatine. Che abbiamo visto in Vietnam a Mỹ Lay e in Irak per opera di americani e inglesi, a Sabra e Shatila in Libano per opera dei cristiano-falangisti lasciati gentilmente passare dagli israeliani di Sharon, in Siria per opera di Assad e dei suoi sostenitori, in Kurdistan per opera di Saddam Hussein e dell’Isis e in ogni luogo dove un popolo si è battuto contro un’aggressione o contro una dittatura.
In questo momento prevale giustamente e comprensibilmente l’indignazione contro l’aggressore che è Putin e la voglia di ribattere colpo su colpo. La risposta va data, ma bisogna rimanere lucidi. Non devono affievolirsi i tentativi di arrivare a una soluzione ragionevole e a un compromesso che faccia cessare una guerra insensata che da oltre un mese insanguina l’Ucraina sconvolgendo l’Europa e il mondo. Il presidente dell’Ucraina Zelenskj ha detto che bisogna “continuare a trattare nonostante l’orrore” di Bucha per arrivare ad un accordo di pace con i russi.
L’orso russo è inferocito ma ha la bomba atomica. Da una parte c’è lui e dall’altra l’Ucraina. Il sentiero stretto del compromesso è stretto, deve prevedere da una parte la salvaguardia della sovranità ucraina e dall’altra le garanzie per la Russia in ordine alla sua sicurezza e a quella degli ucraini.
Altra strada non c’è, se non un’escalation di orrore e di morte che può portare alla guerra mondiale termonucleare.