CRONACHE&COMMENTI
I cosiddetti “criteri di Copenaghen”, dettano le condizioni di adesione
di Aldo Pirone
“L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea”, dice Draghi. Premette, però, che “il processo d’ingresso nell’Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante”. Non si discosta sostanzialmente dai paesi dell’Unione, quelli occidentali, che pur sostenendo l’ingresso dell’Ucraina non intendono fare sconti o favorire “accelerazioni” come invece chiedono quelli orientali: Polonia, Bulgaria, Cechia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovenia e Slovacchia.
Zelenskj aveva chiesto l’immediata adesione all’Ue il 28 febbraio scorso, il giorno dopo il parlamento europeo ha votato una risoluzione per concedere all’Ucraina lo status di membro candidato all’ingresso nell’Ue: 637 voti a favore, 13 contrari e 26 astenuti. Un atto di grande rilevanza politica e un sostegno agli ucraini all’inizio dell’aggressione di Putin.
I cosiddetti “criteri di Copenaghen”, dettano le condizioni di adesione: economia di mercato funzionante, la stabilità della democrazia e lo Stato di diritto, nonché l’adozione di tutta la legislazione europea e dell’euro. Sul sito dell’Unione europea è succintamente spiegato il percorso. “Il paese che intenda aderire all’UE – è scritto – sottopone la sua candidatura al Consiglio, che chiede alla Commissione di valutare la capacità del paese candidato di soddisfare i criteri di Copenaghen. Se la Commissione dà parere positivo, il Consiglio adotta un mandato di negoziazione. Sono allora avviati ufficialmente i negoziati, che procedono settore per settore. I negoziati richiedono molto tempo, perché la mole della legislazione europea che i paesi candidati devono recepire nel loro ordinamento nazionale è considerevole. Durante il periodo di preadesione i paesi candidati beneficiano di aiuti a livello finanziario, amministrativo e tecnico”.
Ora, la democrazia in Ucraina è parecchio zoppa, anch’essa dominata dagli oligarchi e da una corruzione endemica, scaturisce dal tracollo sovietico, ed è incistata da una presenza nazionalista di antica data che si riallaccia a personaggi storici del nazionalismo antirusso, che è stato anche antisovietico e anticomunista, come Petljura e Bandera. Anche se le elezioni del 2019 con la vittoria di Zelenskj sono state più vicine agli standard europei, a differenza di quelle russe lontane mille miglia da questi medesimi standard. Nel 2015 in Ucraina furono proibiti tre partiti comunisti e votata dal Parlamento una legge che equiparava nazismo e comunismo. Il direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme Efraim Zuroff la definì “oltraggiosa”, una “grande bugia che trasforma i carnefici in vittime”. Anche perché l’antisemitismo non fu e non è per niente estraneo al nazionalismo ucraino. È evidente che la voglia di aderire all’Ue, che fu alla base dei moti antirussi del 2014 cui Putin rispose con l’annessione della Crimea e il conflitto nel Donbass russofono, impone all’Ucraina di uscire sia da una democrazia zoppa sia da un’economia dominata dagli “oligarchi”.
Le democrazie, anche quelle vigenti nell’Ue, non sono tutte eguali. La loro qualità progressista dipende dallo svolgersi delle vicende politiche interne e dagli esiti, pressappoco, del confronto fra le destre conservatrici e le sinistre progressiste. La condizione imprescindibile perché si possa parlare di democrazia è l’esistenza dello Stato di diritto con tutto ciò che esso comporta: divisione e indipendenza dei poteri, libertà di pensiero, di stampa, di manifestazione, libere elezioni, leggi non discriminatorie verso le donne, gli immigrati, gli orientamenti sessuali, il credo religioso ecc.. Anche se pure queste condizioni generali, per dirsi piene ed effettive, devono superare, eliminandoli, gli scogli della diseguaglianza sociale, come, per esempio, prescrive la Costituzione italiana.
Sta di fatto che nell’Ue non tutti gli Stati, vedi Ungheria, Polonia e altri, rispettano lo Stato di diritto e, ultimamente, sono stati sottoposti a procedure d’infrazione fino alla minaccia da parte della Commissione europea di non assegnargli la quota loro spettante del Recovery fund.
L’aggressione di Putin all’Ucraina deve spingere l’Ue a una politica più solidale e comunitaria su tanti terreni: energia, Difesa comune, politica economica ecc. e a un salto di sovra nazionalità democratica nella governance e nelle Istituzioni, a cominciare dal superamento del principio di unanimità e dall’elezione di un parlamento su base sovranazionale e una commissione europea responsabile solo nei suoi confronti. Questo salto è indissolubile dal consolidamento di un impianto democratico più netto e stringente di quanto non prevedano i Trattati dell’Unione. È arrivato il momento che l’Ue si doti di una Costituzione che chiuda le porte al nazionalismo, allo sciovinismo, al revanchismo risorgente negli Stati membri.
A chi vuole stare nella Comunità europea, come l’Ucraina ma non solo – sono diversi gli Stati che hanno fatto domanda di ammissione, soprattutto i balcanici appartenenti all’ex Jugoslavia -, è bene far sapere che l’Ue intende essere una Comunità solidamente democratica, pacifica e antifascista.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
| Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it |
Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
![]()
