CRONACHE&COMMENTI
Ora l’«ambiente» è dentro la nostra Carta fondamentale
di Aldo Pirone
Da martedì scorso nella nostra Costituzione c’è scritto all’art.9 che la Repubblica “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. E all’art. 41, che l’iniziativa economica, pur rimanendo libera, non può svolgersi, oltre che “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, anche “alla salute, all’ambiente”. E, infine, che la legge “determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”. Insomma, l’ambiente è dentro la nostra Carta fondamentale che per questo è stata modificata per la prima volta nei suoi primi dodici articoli basilari.
È una buona notizia ovviamente, che segna una nuova conquista democratica e progressista perseguita da anni. Un’arma in più, di rango costituzionale, per le battaglie ecologiste e ambientaliste le quali, però, come per tutti gli altri grandi precetti costituzionali, avranno bisogno di lotte politiche, sociali e culturali per essere inverate nei fatti.
L’unanimità con cui queste modifiche sono state introdotte e votate – un solo voto contrario e sei astenuti (Fd’I) – ci dice due cose. Da una parte, che il tema ambientale è talmente entrato nella consapevolezza pubblica, soprattutto giovanile, che non lo si può contrastare a viso aperto, dall’altra, però, che si cercherà di aggirarlo, di stemperarlo nelle pratiche politiche quotidiane da parte delle destre conservatrici come è sempre stato per altri grandi precetti costituzionali.
In particolare, bisognerà stare attenti ai “travestimenti” ambientalisti di forze economiche e politiche. Ridurre il tema ambientale a una “moda” priva di incidenza economica, politica e sociale è uno degli accorgimenti preferiti da lorsignori per aggirare la questione e devitalizzarla. Anche la sinistra “storica” in questi ultimi decenni si è fatta avvolgere spesso in queste spire originate dal neoliberismo trionfante. È stato uno dei motivi della sua crisi e decadenza.
Speriamo per il meglio in futuro.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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