papaFrancesco Mattarella 350 min

 MESSAGGI AUTOREVOLI

 Papa e Presidente della Repubblica: dai mali di oggi pensando al futuro

di Donato Galeone*
papaFrancesco Mattarella 350 minMartedì 3 febbraio il Presidente Sergio Mattarella in Parlamento e domenica sera, a distanza di tre giorni, Papa Francesco – attraverso la TV intervistato da Fabio Fazio – hanno voluto lanciare due messaggi, con parole autorevoli e incisive in sedi e nei ruoli distinti e luoghi diversi.

Il discorso del rieletto Presidente della Repubblica Mattarella e l’intervista di Papa Francesco sono e saranno – non solo a mio avviso – impegnativi inviti a riflettere, ragionevolmente, per modellare, con volontà personali e comportamenti preferibilmente comunitari, una società rinnovata del XXI secolo nel segno della solidarietà umana e territoriale.

Con la parola “dignità” più volte ripetuta dal Presidente Mattarella e la parola “costruire” sottolineata anche da Papa Francesco si intende indicare ai “decisori politici istituzionali” la massima condivisione “nell’uso produttivo delle risorse verso la crescita e lo sviluppo” – equamente da redistribuire con il lavoro – utilizzando strumenti e mezzi di inclusione sociale capaci di garantire e ricostruire quelle sottolineate oltre “dieci dignità” indicate da Mattarella e applaudite nel Parlamento italiano tanto in “sicurezza della salute quanto di lavoro dignitoso” contrattato e partecipato e di Papa Francesco con il prefigurare una priorità di futuro del mondo “con l’uomo al centro delle economie e delle scelte”.

Dall’inizio del suo discorso agli “elettori parlamentari e ai delegati regionali” – applaudito 55 volte – il rieletto Presidente Mattarella ha voluto salutare gli italiani e in particolare “quelli più in sofferenza” – sottolineando – che “attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti, riassicurazione, sostegno e risposte concrete al loro disagio”.

Non è mancato il responsabile e puntuale richiamo su il “prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni nei giorni travagliati della scorsa settimana” che, superata, si è conclusa “consapevolmente” nello stesso Parlamento.

Ed è stata proprio “questa consapevolezza” – ha dichiarato Mattarella – “la ragione del mio SI che sarà al centro del mio impegno di Presidente della nostra Repubblica, nello assolvimento di questo nuovo mandato”.

Partire – ha detto Mattarella – dalle urgenze “sanitaria, economica e sociale” superando ogni ritardo e incertezze con il combattere sia “la lotta contro il virus” – che non è conclusa – e sia con il rilevare che “la ripresa di ogni attività è anche legata alla diffusione dei ‘vaccini’ che aiutano a proteggere noi stessi e gli altri”.

Tutti siamo chiamati – ha sottolineato Mattarella – a “questo impegno che si unisce a quello della ripresa, per la costruzione del nostro futuro”.

Mi permetto rilevare e penso che questo secondo settennato mattarelliano del neo Presidente della Repubblica non sarà come normale funzione soltanto “notarile” di formale rispetto e di dovuto richiamo attuativo della nostra Costituzione, ma si prefigura e potrà riconoscersi in una programmata propositiva ripartenza di vigile ripresa che – lo sottolinea Mattarella – “per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di progettualità, di innovazione, di investimenti nel capitale sociale, di vero e proprio salto di efficienza del sistema Paese”.

Così come – alla domanda di Fabio Fazio sul come Papa Francesco prefigura il “futuro del mondo”- il prete gesuita italo argentino, dal 2013 Papa e Vescovo di Roma, risponde e ripete di prefigurare il futuro del mondo con la “priorità dell’uomo al centro delle economie e delle scelte” e, con rammarico aggiunge, di avere condiviso con molti Capi di Stato queste scelte ideali che, però, si scontrano con “i condizionamenti politici, sociali, anche della politica mondiale che fermano le buone intenzioni”.

Sappiamo che sono “autorevoli indicazioni e buone intenzioni” lanciate tanto quelle di Mattarella che di Papa Francesco ma sono, anche, visioni e riferimenti non occasionali ma di qualificata portata politica e sociale entro cui tutti dobbiamo concorrere per essere inclusivi: “forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, amministrazioni pubbliche e libere professioni, città e zone interne, comunità marine e montane, imprese e sindacati, giovani e anziani”.

Penso sia doverosa riflessione orientativa di ogni rappresentanza politica e sociale – nelle loro autonomie dimensionali istituzionali e associative locali e regionali – il portare nelle comunità locali sia il messaggio di Mattarella al Parlamento di giovedì 3 febbraio che l’intervista storica alla TV di Fabio Fazio con Papa Francesco, domenica 6 febbraio 2022.

Sono – a mio avviso – due messaggi che entrambi tendono a mirare oltre i livelli della rappresentanza nazionale ed europea nell’impegnare tutti e da oggi verso la ricostruzione della “nostra Italia territoriale del dopo emergenza ai livelli locale e regionale”.

Anche nella Regione e Provincia i “corpi intermedi” sono e possono essere determinanti riconoscendo loro che – storicamente attraverso la progressiva conquista di diritti civili politici e sociali – hanno contribuito nel dare vita alle forme più evolute della “Democrazia, degli Stati e delle Società” assicurando crescita dei redditi con il lavoro, l’erogazione dei servizi collettivi e le prestazioni sociali nell’ambito delle economie di una società democratica entro cui si dialoga nei “consorzi ed enti di scopo nello sviluppo territoriale” mediante confronti tra i partiti, i movimenti, le parti sociali del mondo del lavoro con le “imprese e sindacati”.

Essenziale ed esemplare, quindi, oltre che determinante potrà configurarsi il ruolo del neo “Consorzio Unico di Sviluppo del Lazio” nel favorire la “ripresa e il recupero produttivo con il lavoro” delle aree agro industriali e servizi da mare e terra, partendo da Gaeta, Fiumicino e Civitavecchia, verso i territori interni – crono programmando in tempi certi con Regione Lazio – una rapida ripartenza economica e del lavoro nelle province laziali, coinvolgendo i territori del basso Lazio – già area incentivata dalla ex Cassa per il Mezzogiorno – da anni a forte declino economico sociale, con numerose imprese che arrancano nelle crisi aziendali e con attività imprenditoriali, anche cessate, da recuperare, riqualificare, ristrutturare e valorizzare

.

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Roma, 8 febbraio 2022

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 



Clicky

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.