CRONACHE&COMMENTI
Il governo si avvia a provvedimenti più restrittivi per i non vaccinati
di Aldo Pirone
La quarta ondata della pandemia del Covid 19 sta invadendo l’Europa, l’Italia fra tutti i paesi del continente è quella messa meglio, per ora, ma il governo si avvia a provvedimenti più restrittivi per i non vaccinati e a intensificare le vaccinazioni di richiamo per l’87% dei già vaccinati con una dose e l’84,56 con due. Gli ambienti economici e industriali, a cominciare dal Presidente della Confindustria Bonomi, reclamano sempre più provvedimenti restrittivi riguardo ai non vaccinati a cominciare dall’obbligatorietà del vaccino.
Come si ricorderà gli stessi ambienti economici subirono di malavoglia, come tutti del resto, i lockdown quando non c’erano i vaccini. Qualcuno di quella cerchia dentro di sé pensava che pur di non chiudere troppo le attività economiche fosse meglio mettere nel conto come inevitabili migliaia di morti. Qualcun altro questo pensierino nazista se lo lasciò scappare di bocca apertamente, come accadde nel dicembre scorso a Domenico Guzzini presidente della Confindustria di Macerata: “Le persone sono stanche di questa situazione (lockdown ndr) e vorrebbero venirne fuori, se qualcuno morirà pazienza”; per questo si dimise. Oggi, sempre in nome dell’economia über alles e dopo l’arrivo dei vaccini, quella cerchia è più che mai protesa alla rigorosità dei provvedimenti restrittivi: green pass, eventuali super green pass intesi a proteggere la ripresa economica da nuovi lockdown.
Nella prima fase le malmostosità di tanti imprenditori, soprattutto nell’ambito del commercio minuto, del turismo e della ristorazione, furono raccolte dalla destra di Salvini e Meloni, da Renzi e da alcuni esponenti di FI. L’attacco ai Dpcm sanitari del governo Conte, all’obbligatorietà della mascherina, alla proroga dell’emergenza sanitaria ecc. costituirono il pane dell’agitazione quotidiana di una destra retrograda, antiscientifica che faceva l’occhiolino ai no virus. Ricordiamo le sceneggiate pietose di Salvini che rifiutava di mettersi la mascherina al Senato, non se la metteva negli assembramenti, chiedeva, insieme alla Meloni e Renzi, di riaprire tutto e subito, la revoca dello stato di emergenza ecc..
Arrivati i vaccini e il successo della campagna di vaccinazione, la musica è cambiata. Una parte della Lega, a cominciare dai suoi governatori del nord, per non dire di FI, è schierata per il rigore e dà voce così al vasto mondo economico, di cui si diceva, che ha orrore, giustamente, di tornare a chiudere le proprie attività. Un’altra parte, invece, è propensa a non cambiare strada e a inseguire la Meloni e Fd’I che continuano imperterriti a demonizzare i provvedimenti restrittivi comunque configurati pur di dare sponda irresponsabilmente agli scimuniti vocianti del no vax, no green pass, no virus ecc.. Ovviamente in nome della propria libertà a scapito di quella di tutti gli altri. E questo pur di raccattare qualche voto in più, magari a scapito del vicino leghista.
Le motivazioni che spingono certa destra e gli ambienti economici, compresa la Confindustria di Bonomi, a schierarsi per il rigore sono, se si vuole, eticamente discutibili – non è in cima ai loro pensieri e alla loro cultura il valore della vita umana in sé e per sé – ma l’importante è che si manifesti questa differenziazione nella quale sinistra e progressisti dovrebbero infilarsi mettendo a nudo, da una parte, le contraddizioni di Salvini e, dall’altra, la perseverante pochezza politica della Meloni.
Al tempo stesso sarebbe più che opportuno trattenere i governatori leghisti e lo stesso Bonomi dall’andare per le spicce, com’è loro costume su ogni altra questione, con le restrizioni per i no vax. Di costoro bisogna continuare a non fare di ogni erba un fascio per non schiacciare su una minoranza di minus habens milioni di persone che hanno semplicemente paura o fobia del vaccino. L’obbligatorietà generalizzata della vaccinazione, e relativi controlli, non appare praticabile e assai discutibile per i lavoratori cui deve rimanere il green pass. Sarebbe molto più utile se Bonomi, Fedriga, Fontana, Zaia, Cirio, e compagnia cantando facessero sentire le loro voci contro gli scimuniti del “no tutto” e chi gli tiene politicamente bordone.
Anche se sono fra i loro sodali o amici politici.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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