CRONACHE&COMMENTI

Tanti cadaveri per terra e gli avvoltoi iniziano a volteggiare

di Aldo Pirone
GuerraNetanyahu Hamas Corriere del Ticino min243 morti palestinesi e 12 israeliani. Questa è la proporzionalità dei dieci giorni di conflitto fra palestinesi e Israele. La cifra parla da sola e dice quanta ignominia, mistificazione e fellonia ci siano state nei cosiddetti difensori dello “Stato ebraico” in Italia, in Europa e in America che questa “proporzionalità” hanno ipocritamente e flebilmente chiesto a Netanyahu. Ieri, finalmente, è arrivata la tregua; che sembra reggere in attesa del prossimo massacro. Le grida di vittoria del premier israeliano, da una parte, come quelle di Hamas dall’altra, sanno di danza macabra sui poveri morti palestinesi.

La temporanea interruzione del conflitto endemico è arrivata dopo che Netanyahu ha rafforzato le sue chances di rimanere al potere e di non essere scalzato da primo ministro di Israele, dopo che il Presidente di Israele Rivlin ha affidato l’incarico di formare un nuovo governo al rivale Lipid. Perché è per questo che “Bibi” ha fatto la strage “sproporzionata” aiutato in ciò, come al solito, dai razzi di Hamas che, mentre tiene sotto il suo ferreo controllo la striscia di Gaza, mira ad accreditarsi sempre più come rappresentante dei palestinesi contro l’esaurita e screditata Anp (Autorità nazionale palestinese) di Abu Mazen insediata in Cisgiordania. Senza contare che tutti, Israele e formazioni palestinesi (Al Fatah, Hamas, Hezbollah ecc.), hanno i loro appoggi internazionali dentro e fuori il Medio Oriente.

Purtroppo, quando ci sono tanti cadaveri per terra, gli avvoltoi iniziano a volteggiare. Fra questi Erdogan. Il semi autocrate turco ha aggiunto in questi giorni il suo repellente contributo alla lunga serie di strumentalizzazioni e tradimenti dei “fratelli” arabi e islamici nei confronti dei palestinesi. Una storia vergognosa che ha accompagnato fin dall’inizio la loro tragedia e che non è tra le ultime cause della loro debolezza politica. Anche il “sultano” turco ha un’elezione da vincere nel 2023 e non ne è sicuro, nonostante la chiusura dei giornali di opposizione, l’incarcerazione massiccia di suoi esponenti e militanti, di avvocati e magistrati e il tentativo di mettere la mordacchia agli studenti delle libere Università e di ricacciare le donne nell’harem musulmano. Tenta di farsi paladino dei palestinesi e campione della parte integralista dell’Umma musulmana, chiama massacratori gli israeliani e i loro sostenitori in Occidente dimenticandosi di essere lui stesso un massacratore da lunghi anni del popolo curdo musulmano ma laico e di tanti suoi connazionali.

Il classico bue che dice cornuto all’asino.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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Di Aldo Pirone

Aldo Pirone. Vive a Roma

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