Cap. 3° Condizioni di lavoro drammatiche e di massimo sfruttamento
di Ermisio Mazzocchi – Nel primo capitolo sono state esaminate le cause dell’emigrazione e nel secondo il flusso migratorio verso le Americhe, in particolare negli USA.
In questo terzo e ultimo capitolo vengono esaminate le condizioni di lavoro degli emigrati, che sono drammatiche e di massimo sfruttamento.
A conclusione di questa narrazione possiamo dire che l’emigrazione nel Circondario di Frosinone è stata di notevole entità. Tra il 1900 e il 1915 emigrarono circa 54.000 cittadini su una popolazione costante di circa 200.000 abitanti, in prevalenza se non esclusivamente contadini, in larga maggioranza analfabeti, oppressi da sistemi feudali che rasentavano lo schiavismo.
La maggioranza di questa “categoria”, era composta da coloni mezzadri. Nel 1901 erano 22.319, a cui, se si aggiungono lavoratori di terra in proprio, enfiteuti, bovari, giornalieri di campagna, si arriva a circa 85.000 contadini. Con atre tipologie di lavoro (fattori, guardie campestri, ortolani, boscaioli, taglialegna) gli agricoltori, sempre al 1901, arrivano a essere circa il 45% della popolazione.
La scarsa possibilità di ricavare un guadagno soddisfacente e avere condizioni di vita migliori indussero molti contadini a emigrare, preferendo alla miseria e allo sfruttamento il rischio di una vita in un altro Paese.
L’emigrato é una forza-lavoro a buon mercato nella necessità urgente di lavorare a qualsiasi condizione salariale e lavorativa, purché dimentichi la sua atavica miseria di contadino.
I mestieri esercitati quale quello degli spazzini – su 5.000 spazzini di New York, un terzo sono tisici – e alcuni in fabbrica (la fabbricazione dei sigari, dei fiori, delle conserve alimentari) sono i più deleteri per la salute.
Il salario è bassissimo per cui le donne, bambine e bambini sono costretti a lavorare moltissime ore per incrementare il compenso. Non è raro che siano occupati dalle otto del mattino fino alle dieci di sera in certe stagioni dell’anno. Molte di queste condizioni sono vietate dalla legge che prescrive regolamenti di igiene, limita il lavoro delle donne e dei fanciulli e lo sottopone a sorveglianze speciali.
Una massa di gente straniera, agglomerata in una confusione indescrivibile, che cambia continuamente, rinforzata da nuove correnti emigratorie, consente di imporre e applicare condizioni di massimo sfruttamento senza tenere conto delle disposizioni di legge. Una condizione che indica il sacrifico di adattamento dell’emigrato che costituisce una immensa riserva di mano d’opera da sottoporsi a qualsiasi condizione di lavoro.
Un paese in piena evoluzione economica, dove la legge del profitto si scontra violentemente con i diritti dei lavoratori e dove é forte I’esigenza di comprimere i costi di lavoro, giunge inevitabilmente a determinare quelle forme di sfruttamento che sono la causa principale di tante malattie professionali. Questa constatazione è la più estrema, ma rimane il fatto che l’esigenza del lavoro è estesa anche a donne e fanciulli.
La necessità di ricorrere al lavoro delle donne e dei fanciulli è la conseguenza dell’alto costo della vita. Un operaio che guadagna da dollari 1,25 a 2,00 al giorno può mantenere se stesso e anche la famiglia in Italia, ma se tiene la famiglia negli USA la situazione economica diventa molto difficile. Nel caso in cui sia ammalato o temporaneamente disoccupato, cosa che succede spesso, in inverno e in tempi di crisi, il lavoro della donna e dei bambini diventa una necessità.
Oltre alle malsane abitazioni e ai lavori antigienici, altre cause di malattia (in prevalenza tubercolosi) sono l’alimentazione insufficiente e pessima e l’intensità del lavoro. La concentrazione di lavoratori nelle grandi città, a cui non corrisponde un adeguato sviluppo urbanistico, fa sì che si sia costretti ad accettare da affittuari poco scrupolosi alloggi miseri e in pessime condizioni. Il proprietario di case è tentato di trarre dalla sua proprietà, senza alcun riguardo il maggiore canone di affitto possibile.
Le difficoltà aumentano se l’emigrato ha con sé la famiglia. La maggioranza emigra da sola, mentre i gruppi familiari presentano una loro consistenza.
Solo nel 1901 emigrano 4.977 gruppi familiari.
Un altro dato indicativo é la consistenza dell’emigrazione femminile. Balza con evidenza la forte presenza femminile nella categoria degli agricoltori, che è quella più soggetta all’emigrazione. Il vero fine dell’emigrato è quello di inviare in Italia i propri risparmi per costruirsi una casa o comprarsi un pezzo di terra. Le entrate che lo Stato italiano riceve da questi risparmi sono abbastanza sostanziosi.
Analizzando i dati complessivi del 1907, abbiamo per le rimesse una prevalenza degli USA e sono meno consistenti quelle di altri paesi europei.
Le rimesse dall’Europa hanno un totale di importo di L. 2.898.326,80, mentre dall’America di L. 4.671.544,70.
La sola Germania, a esempio, sempre nel 1907, ha un numero di 15.884 vaglia postali, superiore addirittura a quello dagli Stati Uniti che è di 15.237. Ma l’importo è di L. 987.043,70 dalla Germania e di L. 2.665.490,55 dagli Stati Uniti.
Il che significa che, considerando anche il diverso valore del cambio monetario, della proporzione, del numero degli emigrati nei due paesi – nel 1907 in Germania emigrano 3.463 unità pari al 18,36% sul totale di emigrati che è di 19.073 unità, mentre per gli USA abbiamo 15.461 unità pari allo 81,06% – l’emigrato, pur trovandosi a condurre una vita difficile, riusce a inviare una cospicua somma di denaro.
In considerazione dell’aumento dei flussi emigratori si ha un incremento delle rimesse, ma con un netto vantaggio per gli USA.
Nel 1913 abbiamo dai paesi europei rimesse per un totale di importo di L.5.075.085,89; mentre dagli USA è di L. 15.317.301,21. In particolare gli USA hanno un numero di vaglia postali di 32.463, pari a un importo di L. 14.095.691,70, mentre la Francia ha 23.243 vaglia postali per un importo di L. 1.221.299,32.
Sono dati che chiariscono la posizione dell’emigrato all’interno del paese ospitante e la sua funzione verso il paese di origine.
Le fonti di Statistica non forniscono dati che possano rivelare nel particolare l’ammontare del denaro inviato nel Circondario di Frosinone. L’emigrato del Circondario, come è per la gran parte di tutti gli emigrati, invia i suoi risparmi nella prospettiva di potere migliorare le condizioni di vita dei suoi familiari rimasti nel paese di origine e per avere nel proprio paese, una volta ritornato, maggiori e sicuri vantaggi.
La richiesta di forza lavoro più consistente viene dagli USA per la loro oggettiva condizione di sviluppo, ma non meno forte è la richiesta di altri paesi che trovano in Italia, soprattutto nell’Italia del Mezzogiorno, una riserva inesauribile di manodopera.

4 settembre 2020 Ermisio Mazzocchi
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