STORIE DEL FRUSINATE
Nel 1911, il Comune di Isola del Liri nello stabile adibì le scuole elementari del centro
di Romeo Fraioli
La Cartiere Courrier di Isola del Liri fu fondata nel 1832 da Giuseppe Courrier, nato a Voiron in Francia e sceso in Italia, insieme ad altri francesi agli inizi dell’Ottocento, proprio per favorire lo sviluppo dell’allora nascente industria meridionale. A Giuseppe, morto nel 1860, successe il figlio Dionisio riuscendo la fabbrica nel 1861 a raggiungere una produzione giornaliera di 2.000 kg di carta di vario tipo. Nel 1873 la fabbrica dava lavoro a 126 operai che lavoravano 12 ore al giorno e percepivano un salario medio di cent. 0,40 – lire 1,00. Aveva un fabbricato valutato 170.000 lire, una macchina continua da carta, bruciava 7.000 quintali di legna e utilizzava stracci, prodotti chimici ed altre materie. Nel 1874 la fabbrica cessò la produzione colpita dalla crisi che in quegli anni aveva portato alla chiusura di diverse industrie cartarie del Mezzogiorno. Ripresa l’attività alcuni anni dopo, la cartiera arrivò ad occupare 85 operai nel 1889. Alla morte di Dionisio Courrier, avvenuta nel 1889, subentrò nella direzione della fabbrica il figlio Eugenio, che però si dimostrò incapace di continuare l’opera intrapresa dal nonno e perfezionata dal padre.
Nell’aprile del 1902, in seguito al licenziamento di otto operai da parte della direzione della cartiera di Isola del Liri, tutte le maestranze entrarono in sciopero insieme ad altre 200 della cartiera di San Domenico, appartenente agli stessi fratelli Courrier. La commissione degli operai che si incontrò con la direzione delle cartiere avanzò precise richieste circa la riduzione dell’orario di lavoro e l’aumento di salario. Per la promessa fatta da Eugenio Courrier, proprietario degli stabilimenti, di accettare le richieste degli operai, la vertenza sembrò apparentemente conclusa. Gli accordi che prevedevano il rientro nei due stabilimenti degli operai licenziati non furono però rispettati dal Courrier, e ancora una volta fu inevitabile il ricorso allo sciopero ad oltranza. Il suo atteggiamento intransigente, incoraggiato anche dagli altri industriali, lo portò a rifiutare qualsiasi tipo di trattativa con le commissioni operaie. La compattezza dello sciopero costrinse Eugenio Courrier a dimissionare tutto il personale scioperante. Si arrivò alla chiusura della controversia e alla cessazione dello sciopero soltanto il 23 aprile, anche grazie all’opera conciliatrice delle autorità, interessate non poco ad una pacifica soluzione senza il minimo turbamento per l’ordine pubblico.
La produzione delle cartiere “Courrier” però si protrasse ancora per circa un anno. Nel giugno 1903 un telegramma del sottoprefetto di Sora comunicava al Prefetto di Caserta la chiusura di una importante cartiera in Isola del Liri: «Stamane Eugenio Courrier in seguito dichiarazione suo fallimento ha chiuso le due cartiere in Isola e San Domenico. Nessun incidente. Rimangono senza lavoro 300 operai. Fallimento è stato dichiarato tribunale dietro istanza creditore Boimond per una cambiale scaduta lire dodicimila. Sperasi che dichiarazione fallimento sia revocato, avendo avuto per motivo dissidio fra le due ditte che prima erano socie di una fabbrica pistolegno».
Ancora più preciso era il comandante della Divisione dei Reali Carabinieri di Caserta che a sua volta, con diverse note di cui la prima del 12 giugno 1903, informava il Prefetto della provincia che: «L’industriale Eugenio Courrier, proprietario della cartiera di San Domenico e di altra situata in Isola del Liri Superiore, ha dichiarato fallimento perché gli è stata protestata una cambiale di lire 12.000 dal possidente di colà Boimond Emilio, e dicesi pure che ciò abbiano fatto altri creditori residenti altrove. Gli operai rimasti senza lavoro sono circa 300 i quali ieri mattina si portarono a Sora alla spicciolata, ed una commissione di 6 di essi si presentò a quel sottoprefetto onde interponga i suoi uffici in modo che i creditori si accomodino al più presto coll’industriale Courrier, ottenendo così che le due cartiere vengano subito riaperte. Dopo di ciò, sempre alla spicciolata si ritirarono alle proprie case».
Una seconda nota dello stesso comandante inviata al Prefetto di Caserta il 19 giugno 1903 informava che: «Il 16 andante, circa 200 operai delle cartiere di Courrier Eugenio, chiuse pel noto fallimento, si recarono a gruppi in Sora ed una commissione dei medesimi si presentò prima al creditore Boimond Emilio e poi al locale sig. sottoprefetto, pregandoli perché facciano di tutto onde la riapertura dei due opifici avvenga presto, perché continuando tale stato di cose non saprebbero come fornire alimento alle loro famiglie. La pregata autorità fece presente alla commissione che il 24 di questo mese si riuniranno i creditori del Courrier avanti al Tribunale di Cassino per accordargli la moratoria ed una volta concessa questa, come si spera nei giorni 25 o 26 andante le cartiere anzidette saranno riaperte al lavoro. Gli operai tutti, alla spicciolata e pacificamente, fecero ritorno alle rispettive case senza che si verificasse il benché minimo incidente. L’Arma continua a vigilare assiduamente ed al riguardo ho rivolto opportune raccomandazioni».
Una terza nota del 22 giugno 1903 informava che: «I 300 operai delle cartiere Courrier si mantengono calmi avendo il sig. sottoprefetto di Sora ottenuto che un fondo di lire 1200, residuo di una sottoscrizione fatta a favore degli operai rimasti ustionati nella cartiera Questa, incendiatasi lo scorso anno, sia distribuito agli attuali disoccupati. Si è aperta anche una sottoscrizione fra gli industriali per venire in soccorso di detti operai e si spera pure qualche cosa dal governo, a cui si è rivolto l’onorevole Grossi per un sussidio».
Una quarta nota del 28 giugno 1903 informava il Prefetto che: «Il 24 andante ebbe luogo presso il tribunale di Cassino la riunione dei creditori del fallito Courrier Eugenio. I medesimi accordarono a costui la moratoria con 80 voti favorevoli e 3 contrari, ma non prima di martedì prossimo verrà emessa analoga sentenza. Finora negli operai disoccupati regna la calma e si spera che il sig. Courrier riapra gli stabilimenti Mercoledì prossimo».
Il 9 luglio 1903 era il Sottoprefetto di Sora che comunicava al Prefetto di Caserta che: «L’industriale Courrier Eugenio, avendo ottenuto la moratoria con sentenza del tribunale di Cassino, ieri ha riaperto al lavoro la cartiera della frazione San Domenico (Sora) solamente però per il reparto carta da parati, adibendovi 29 operai. Si spera che fra qualche giorno saranno riammessi al lavoro i rimanenti disoccupati. Finora regna la calma, né si prevede che l’ordine pubblico venga turbato dagli operai stessi».
Sta nei fatti che nel 1911, l’allora Amministrazione comunale di Isola del Liri prese in affitto dalla Società Bancaria Ticinese, creditrice dei Courrier, lo stabile per adibirvi le scuole elementari del centro.
Sull’argomento si veda: Archivio di Stato di Frosinone, Prefettura Gabinetto, b. 21, fasc. 200, Fallimento della Cartiera Courrier di Isola del Liri 1903; Archivio di Stato di Frosinone, Sottoprefettura di Sora, b. 535, Agitazione operaia in Carnello, Isola del Liri e San Domenico, 1902; Aldo Di Biasio, La questione meridionale in Terra di Lavoro: 1800-1900, Napoli 1976; Stefano Manlio Mancini, Un esempio di unità tipologica fabbrica-villa nell’industria cartaria meridionale: la fabbrica Courrier ad Isola del Liri nel XIX secolo in Trasformazioni industriali nella Media Valle del Liri in età contemporanea. Atti del ciclo di conferenze tenute in Sora, I.T.C. “C. Baronio” Novembre 1984 – Aprile 1985.
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