Maurizio Landini, celebra i cento anni della costituzione della Camera del Lavoro di Cassino

bandiere cgil 350 260Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, viene nella provincia di Frosinone a celebrare i cento anni della costituzione della Camera del Lavoro di Cassino. Certamente la sua presenza non si limiterà solo a ricordare ma a motivare ed indirizzare le lotte dei lavoratori del Comprensorio verso la conquista di obbiettivi giusti e solidali, sempre più necessari.

Sono passati 100 anni da quando in quella mattina del 25 luglio 1920 l’avvocato Bernardo Nardone e l’on. Antonio Spagnoli, ambedue socialisti, tennero nella Piazza del Tribunale, un comizio di fronte a tanti cittadini per costituire il più importante centro di lotta della zona al quale aderirono immediatamente le leghe dei muratori, scalpellini, dei reduci di guerra e dei tipografi. In tale occasione, venne eletto segretario il sarto Alessandro Assante, il quale qualche mese dopo diverrà sindaco del comune di Sant’Apollinare.

Nel corso del 1919 e 1920 il Partito socialista in Ciociaria è impegnato ad organizzare lotte contro l’aumento dei prezzi e l’imboscamento dei prodotti, per i nuovi patti agrari, per l’occupazione di terre incolte, a difesa dei ferrovieri e dei cartai e contemporaneamente per costituire Leghe di contadini, Camere del lavoro, Cooperative di consumo e sezioni di partito.
Durante questi anni si ottengono importanti conquiste nella regolamentazione dei nuovi contratti agrari e industriali e nell’autunno 1920 anche grandi risultati nelle elezioni amministrative. Il Partito socialista infatti, in occasione delle elezione dei Consigli provinciali di Roma e di Terra di Lavoro (Caserta), è il primo partito sia nel Circondario di Frosinone che in quello di Sora. Alle elezioni comunali nel Circondario di Frosinone i socialisti conquistano 14 su 43 comuni, 11 su 40 in quello di Sora, 5 in quello di Gaeta.

Accanto a tanti risultati positivi è necessario seguire anche la reazione che si va determinando.
Come era accaduto ad Anagni e Ferentino dove alcuni proprietari spararono sulla folla, simile delitto avviene a Cassino. Il 15 luglio 1920, infatti, Gioacchino Evangelista, fondatore della Lega dei contadini di Cassino viene trovato ucciso nei pressi della casa del padrone delle terre su cui lavorava. Negli stessi giorni, sempre a Cassino, viene aggredito e ferito il segretario della Federterra, Luigi Selmi. Arresti, minacce e provocazioni colpiscono i dirigenti contadini di tutta la zona, come avviene ad Aquino dove vengono arrestati il presidente, il vicepresidente della Lega e altri sei contadini che avevano guidato la protesta di oltre 400 coloni contro l’agrario Testa che si rifiutava di dividere il grano secondo i nuovi patti. Certo ancora non possiamo scrivere di fascismo ma la violenza che cova verso i socialisti, prima espressa dai proprietari e dagli esponenti del Partito nazionalista ora, come in una staffetta, il testimone sta per essere consegnato ai fascisti.

Nel mese di settembre 1920 con il movimento delle occupazioni delle fabbriche nei centri industriali del nord Italia si raggiunge il punto più alto e più acuto dello conflitto di classe. Il suo esito deludente rappresenta l’avvio del declino della forza del Movimento, logorato sia dalle divisioni interne ed esterne fra i partiti della sinistra che dall’attacco concentrico portato dai fascisti e dai corpi dello Stato (Carabinieri, Polizia, Magistratura).

La prima organizzazione fascista in Ciociaria viene costituita a Fiuggi il 20 settembre 1920. A Cassino il Fascio di Combattimento viene costituito il 1° marzo 1921. La Squadra di azione viene titolata a Enrico Toti, eroe della Grande Guerra, mentre il comandante della stessa viene indicato in Alberto Pegazzani. E’ composta da 55 squadristi che compiono fino all’ottobre 1922 sei spedizioni punitive. Riportiamo inoltre che, in quella che diverrà nel 1927 la Provincia di Frosinone, le organizzazioni fasciste presenti nel territorio sono limitate, solo 27 composte da 637 squadristi.

E’ vero che la storia non si ripresenta mai alla stessa maniera ma guardare al passato per cogliere sottovalutazioni ed errori compiuti ci sembra il migliore antidoto per evitare che si ripetano.
Prima di terminare vogliamo ricordare due importanti questioni al centro delle scelte politiche negli anni 1921-1922: la volontà degli industriali e degli agrari di non limitarsi a colpire solamente il Movimento dei Lavoratori e la propria rappresentanza politica ma di mettere in discussione la natura dello Stato liberale e quindi della stessa democrazia. Nei giorni della Marcia su Roma, 28 ottobre 1922, esistevano il Partito Socialista Unitario guidato da Giacomo Matteotti e Filippo Turati, il Partito Socialista, segretario Giacinto Serrati e il Partito Comunista d’Italia, segretario Amadeo Bordiga; partiti, purtroppo, permanentemente impegnati in dure ed autolesionistiche polemiche, incapaci di analizzare la situazione reale e di cogliere il fenomeno e la pericolosità del fascismo. Solo Antonio Gramsci, dalla primavera del 1921 attraverso i suoi scritti solitari su “L’Ordine Nuovo” è in grado di cogliere il ruolo degli apparati statali e delle più importanti forze economiche le quali, attraverso ingenti finanziamenti e messa a disposizione di mezzi, favoriscono la svolta autoritaria.

Lucia Fabi, Angelino Loffredi
Ceccano 22 luglio 2020

 

 

 

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