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Una distrazione di massa

tav stazione ferroviaria h260 mindi Mario Costa – Per qualche parlamentare delle parti di Frosinone è stata una “passerella elettorale”, per altri di stanza a Cassino addirittura “una distrazione di massa”. Ma nessuna sorpresa per questo. Quel che sorprende, oltre alla superficiale sottovalutazione del risultato, impensabile sino a poco tempo fa, è che, con i tanti problemi che purtroppo ci sono, a cominciare, per fare un esempio, dalla persistente crisi della Fca in prolungata cassa integrazione, assieme all’indotto, con tutto quel che comporta, si continui ancora a parlare, sui social come sui giornali, della cerimonia inaugurale di domenica scorsa per le due fermate al giorno del Frecciarossa, nel capoluogo e nella città martire.

Curioso che a parlarne siano soprattutto quelli che non hanno risposto “presente” all’appello in quell’appuntamento. Gli assenti, dunque. Però, come capita, mentre l’assenza di alcuni di loro è stata notata e registrata (con disappunto o con piacere, non sappiamo), dell’assenza di altri, pure criticamente loquaci, non se n’è accorto nessuno.

Come nessuno s’è accorto dell’assenza di chi scrive, che, quale addetto stampa del Comune, peraltro avrebbe dovuto esserci. Invece, immune alla “distrazione di massa”, egli non si è lasciato distrarre ed è rimasto felicemente, pur se peccaminosamente, concentrato sulla luculliana grigliata a base di agnello e salsicce ancora in corso, a quell’ora del tardo pomeriggio, in una località amena del nostro bel territorio, in buona ed allegra compagnia parentale. Delle fasi della cerimonia e dei relativi discorsi, egli però si è comunque diligentemente “nutrito” a distanza. Un peccato di gola? Il buon Dio, nella sua infinita bontà, capirà e saprà perdonare!

Ritornando all’inaugurazione e alla orgogliosa rivendicazione della propria assenza da parte di alcuni, c’è forse bisogno di ripetere a taluni “assenteisti” che la presenza a certi appuntamenti è un obbligo, un dovere per chi riveste un ruolo pubblico, sia esso di governo che di opposizione. E di ripetere pure loro che il disertare è quasi sempre sbagliato. Comunque, liberi di disertare. E pure di criticare quelli che non disertano. Ci mancherebbe altro! Non fa bene alla loro salute, però, se, disertando, “soffrono” se la stessa cosa non la fanno i colleghi, sia essi di maggioranza che di minoranza. Indipendentemente dal motivo della non diserzione: o perché ligi al dovere di cui sopra, o perché, vanitosi, amano farsi riprendere dalle telecamere, mostrarsi o per qualsiasi altra cosa ancora.

Come pure non fa bene alla loro salute, anzi nuoce gravemente, un’altra “sofferenza” da cui potrebbero essere colpiti se incapaci di immunizzarsi. Ci riferiamo a quella che potrebbe essere procurata loro dalla presenza immancabile di quei soliti “presenzialisti” senza titolo, i quali non dovrebbero starci in mezzo a quei tanti “papaveri alti alti” venuti per l’occasione, e invece ci stanno, orgogliosamente impettiti con il vestito buono della festa, e felici, alla faccia di quelli che soffrono.

A fronte di questa strana specie di fauna umana, a futura memoria ci permettiamo di dare un consiglio ai tanti “sofferenti” di domenica: si sforzino di capire, e convincersi, che con questi “presenzialisti professionisti”, occupanti abusivi di spazi cerimoniali, non c’è nulla da fare. Staranno sempre lì, a sgomitare per farsi notare, a guadagnare le prime file, a mostrare beatamente se stessi. Si lascino consolare, i “sofferenti”, dal fatto che in quei momenti, costoro si amano e – beati loro! – godono. E’ una patologia, dalla quale crediamo sia difficile guarire. Bisogna farsene una ragione. Impossibile tenerli lontani dal luogo dell’ “assembramento”, a meno che non li si leghi a dovere da qualche parte. E’ l’unico rimedio per tenerli alla larga dalle varie inaugurazioni.

Quanto invece ai lamentosi “assenteisti” criticoni a prescindere, ci resta difficile per loro trovarne uno (di rimedio) lecito, a che, smettendola essi di piagnucolare, osservino un doveroso ed opportuno silenzio. Per la loro e l’altrui tranquillità.

p.s. Avremmo voluto occuparci, seriamente, della grande opportunità offertaci dalle fermate dell’Alta velocità, della necessità di esorcizzare in proposito le previsioni malauguranti degli immancabili sconsiderati “tirapiedi” portatori di “seccia”, del potenziamento della vecchia linea, della localizzazione della nuova stazione di là da venire (se verrà), ma la “passerella elettorale” e la “distrazione di massa” ci hanno fatto deragliare. Sarà per la prossima volta.

 

 

 

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Di Mario Costa

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