Terza storia ripresa e pubblicata dal Circolo PD di Ceccano sulla Resistenza. E’ estratta dal libro “Il Dolore della Memoria” di Lucia Fabi e Angelino Loffredi, all’interno una pagina del “Diario di guerra” di don Quirino Angeloni riportata nel libro “Guerra e Resistenza in Ciociaria” di Giacinto Minnocci.
Per il 25 Aprile ricordiamo il dramma dell’ occupazione tedesca nel territorio di Ceccano e la fucilazione di Polisena a Castel Sindici
La storia che segue è estratta dal libro “Il dolore della memoria” di Lucia Fabi e Angelino Loffredi
all’interno una pagina del “Diario di guerra” di don Quirino Angeloni riportata nel libro “Guerra e Resistenza in Ciociaria” di Giacinto Minnocci.
L’11 febbraio Badoglio aveva trasferito la sede del governo da Brindisi a Salerno. La situazione positiva riguarda il passaggio della giurisdizione in tutte le provincie meridionali, esclusa Napoli, dalla Commissione alleata di controllo, al Regno del sud. Il Re Vittorio Emanuele III annuncia così l’avvenimento: «A decorrere dalle ore 0.00 del giorno 11 febbraio 1944, l’esercizio di tutti i poteri dello Stato, viene riassunto dal Governo Italiano nei seguenti territori sin qui sottoposti all’Amministrazione Militare Alleata». In questo modo il Re sancisce la riassunzione dei poteri da parte del Governo italiano sui territori non occupati dai tedeschi. Va comunque evidenziato che l’amministrazione alleata seguitava a battere moneta attraverso quelle che venivano chiamate AM LIRE e che di fatto trasferirono, a carico dell’Italia, le spese dell’occupazione militare.
Nella città di Ceccano l’occupazione tedesca si estende nelle località Le Cocce, La Badia, La Spina, Via Marano, Campo Sportivo. Tale presenza è ossessiva e capillare anche al centro dell’abitato dove occupano anche Castel Sindici e la trattoria Tanzini, posta nelle vicinanze. La cucina di quest’ultima è organizzata dai tedeschi ma vede operativi gli stessi proprietari. A mezzogiorno un camion arriva a
prelevare il rancio che viene consumato nel Castello Sindici. L’attività nel Castello si presenta ‘vivace’: feste, balli, rapporti con ragazze compiacenti ma viene anche ricordato per un triste fatto di crudeltà e di sangue.
Lo apprendiamo da una notizia riportata, in data 26 febbraio 1944, da don Quirino Angeloni, sacerdote di Castro dei Volsci nel suo “Diario di guerra” «Giovedì 25 febbraio, ore 9. Mentre si recava a potare le viti del suo terreno sito in territorio di Pofi, portando con sé gli attrezzi di lavoro, viene catturato lungo la linea ferroviaria Polisena Giu
lio fu Carlo, sorpreso a tagliare per atto di sabotaggio contro l’oppressore tedesco i fili telefonici. Condotto a Ceccano, dopo breve e sommario processo, lo obbligano a scavarsi una fossa nelle adiacenze del Castello e dopo essere stato seviziato e fucilato, viene sepolto».
Polisena è di Castro dei Volsci e il luogo di sevizie e morte non è il Castello dei Conti ma proprio Castel Sindici, dove è istallato il comando tedesco. […]