Mancano totalmente informazioni sulla ripresa delle attività
La scuola è stata la prima a chiudere per il Covid 19 e probabilmente sarà l’ultima a riaprire. Questione, quella della didattica scolastica, relegata in coda alla lista delle priorità.
Non c’è, ad oggi, alcuna informazione precisa relativa ai tempi, alle condizioni e alle modalità in cui si intende riprendere l’attività. Insegnanti, studenti e genitori, vivono alla giornata, facendo salti mortali, con tutti i limiti enormi della didattica a distanza, per cercare di ridurre i danni formativi conseguenti all’emergenza sanitaria. Una situazione che può reggere il colpo per qualche mese, ma che è impensabile protrarre oltre.
Lo dico da madre preoccupata, che si sta facendo carico, come tanti genitori, senza competenze specifiche, con tempi limitati e con grande difficoltà, dell’istruzione dei propri figli in ausilio alla didattica a distanza. Ma lo dico, anche, da persona che ha preso un impegno politico e civico, e che sente la responsabilità di palesare un problema serio e fondamentale per il futuro dei nostri ragazzi. Tutti i principali stati europei stanno programmando una riapertura graduale delle scuole già da maggio, consapevoli dell’importanza formativa, educativa e sociale. In Italia si temporeggia, si ragiona su una “possibile” apertura a settembre, sull’eventualità di alternanza tra didattica ordinaria e a distanza, senza ancora una pianificazione. Questo non è ammissibile. Si ha paura ad affrontare la situazione disastrosa che l’emergenza sanitaria ha palesato. Una fragilità estrema del nostro sistema scolastico, legata, principalmente ad alcuni fattori:
– Instabilità, dovuta alle continue riforme, una ogni anno.
– Sovraffollamento delle aule
– Scarsa sicurezza degli edifici, non solo in termini di edilizia, ma anche da un punto di vista igienico sanitario. Perdite di acqua, bagni impraticabili, umidità, mancanza dei presidi igienici, dai detergenti alla carta igienica.
Un disastro, una precarietà da sempre condannata, e da sempre sottovalutata dalle istituzioni. Come riaprire in queste condizioni? Come prevenire un altissimo rischio biologico? Così, piuttosto che stanziare risorse adeguate e pianificare in questi mesi fino a settembre interventi strutturali e igienici che possano consentire una riapertura in sicurezza, si preferisce non parlarne, rimandare il problema, e ripiegare sul proseguimento della didattica a distanza, che ha manifestato tutti i suoi enormi limiti e che non può sostituire la “normale” didattica. La mia è “una” voce, ma so che esprime una preoccupazione comune. Mi auguro che si prenda coscienza del grande problema e che si programmi l’azione, per il bene di tutti, studenti, insegnanti, famiglie, per il futuro. Non possiamo accettare che ci si adagi su soluzioni provvisorie e dannose.
Emanuela Piroli
Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell’emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE
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