25 aprile 2020: un video di Elisa Tiberia e un ricordo di Luigi Mastrogiacomo

Circolo Guido Rossa – Aspettando il 25 Aprile ricordiamo il nostro concittadino Luigi Matrogiacomo, trucidato dai nazisti alle Fosse Ardeatine il 24 Marzo del 1944.
Quattro anni dopo, nel 1948 la Città di Ceccano dedicò al suo ricordo la targa nella piazza del Municipio, che recita “Gloria eterna al Concittadino Martire della Libertà”
e ancora, nel 1979 l’intitolazione di Scuola in suo onore.
La storia che segue è estratta dal Libro “Il dolore della Memoria” di Lucia Fabi e Angelino Loffredi:
Il 24 marzo 1944 Luigi Mastrogiacomo, nativo di Ceccano e dipendente del Ministero delle finanze, veniva trucidato dai nazisti alle Fosse Ardeatine. E’ la rappresaglia scattata contro 335 patrioti, ebrei e inermi cittadini, in seguito all’attentato effettuato il giorno precedente dai partigiani romani a via Rasella, in cui trovarono la morte 33 soldati del Rgt di polizia tedesco Bozen.
La famiglia di Mastrogiacomo per molti anni ha sempre dichiarato che, nell’eccidio, il proprio congiunto sia stato coinvolto per caso, ma tale ipotesi la rimettiamo in discussione sia se consideriamo che il questore Caruso, nel fare l’elenco dei cinquanta da uccidere, lo inserisce al 32° posto dal punto di vista della pericolosità, sia se leggiamo il rapporto di Pietro Koch al generale Maeltzer comandante della piazza di Roma avente come oggetto: “ Scoperta una radio clandestina, in collegamento con la V armata Clark ( recupero radio, cifrati,, valori, marconista, informatore)” poiché si evince il ruolo di Mastrogiacomo nell’attività di informatore sulle operazioni degli alleati. Il tenente Pietro Kock, noto cacciatore e torturatore di partigiani, entrando nello specifico scriveva: «Si fece poi un appostamento all’ufficiale di PS che si sapeva avrebbe dovuto trasportare l’apparecchio radio. Egli giungeva sul posto in motocicletta e, mentre si trovava a prendere contatto con la persona che aveva l’apparecchio in consegna, veniva dopo il drammatico colloquio fermato un certo Mastrogiacomo Luigi custode del barcone del Ministero delle finanze».
Massimiliano Griner nel libro “La banda Kock” scrive «Sarà infatti Bonocore a tradire Giglio, avvertendo Koch che avrebbe potuto catturarlo non appena avesse ritirato la radiotrasmittente, appunto localizzata in quei giorni nel barcone del Dopolavoro del Ministero della Finanze, ancorato nelle vicinanze di Ponte Risorgimento. Cosa che avverrà puntualmente il mattino successivo, quando verranno arrestati sia Giglio con il suo attendente Giovanni Scottu, sia Luigi Mastrogiacomo, custode del barcone, e saranno sequestrati sia l’apparecchio radiotrasmittente, di costruzione americana ( Indianapolis) sia il cifrario usato nelle trasmissioni clandestine».
L’ufficiale al quale fa riferimento Kock è il tenente ausiliario P.S. Maurizio Giglio che manteneva i contatti radio con il “Regno del sud”. Sia Giglio che Mastrogiacomo vengono arrestati il 17 marzo. Il tenente Giglio fu sottoposto a tortura, in sei interrogatori consecutivi, dagli uomini della banda Kock che cercavano Peter Tompkins, capo dei servizi segreti americani in Italia. Giglio quando venne consegnato ai tedeschi per essere ucciso alle Fosse Ardeatine, non era nelle condizioni di reggersi in piedi.
A ricordo del sacrificio di Luigi Mastrogiacomo, l’amministrazione comunale di Ceccano, il 24 marzo 1948, appose un targa su Piazza Municipio. Il 24 aprile 1979 a suo nome veniva intitolata la scuola elementare. I ciociari trucidati alle Ardeatine furono: Giovanni Ballina e Ambrogio Pettorini di Ferentino, quest’ultimo appartenente alla formazione partigiana di Supino , Celestino Frasca di Veroli, Raffaele Milano e Domenico Iaforti di Sora, Antonio Roazzi, di Serrone, Domenico Ricci di Paliano, partigiano nel quartiere Centocelle di Roma, Ilario Canacci e Gastone de Nicolò, nati a Roma ma vissuti ad Alatri. […]
Il video di Elisa Tiberia
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