epifisi-ipofisi

epifisi-ipofisiDr. Anotonio Colasanti – Gli antichi anatomici le distinsero ognuna con 3 nomi a designare qualità specifiche della ghiandola stessa:
Una si chiama epifisi-pineale-kunarium, l’altra ipofisi-pituitaria-kularium.
Il primo nome, “epifisi”, dal greco: epi-fusus- vuol dire la natura di sopra, diversamente “ipofisi” da ipo-fusis indica la natura di sotto.
Alla prima definizione sono riservate alte funzioni di ordine psichico, mentre alla seconda sono legate funzioni vegetative e infatti è questa la ghiandola che presiede alla morfologia del nostro corpo determinando, con la sua ipo o iper funzione il nanismo o gigantismo, il deposito abnorme di grasso o lo sviluppo delle estremità o sporgenze.
Il secondo nome viene dal latino pinea che è il frutto del pino che fabbrica resine per attaccare una cosa all’altra. Cosi sembrerebbe nascosta nel nome una funzione di mastice dalla radice sanscrita “mad” da cui anche mammella che secerne, ad utero gravido, un succo gommoso: il latte.
Il secondo nome della ipofisi e pituitaria o sentina cerebri – la cloaca del cervello – raccoglie la pituita, cioè, le secrezioni del cervello che fuoriescono specialmente dalla bocca con la saliva mediante l’atto di spituitare o sputare atto che puo fare soltanto l’uomo perchè gli animali non sputano, ma lasciano cadere la bava.
I terzi nomi kularium e kularium – la “moira” (dea del destino) che taglia il filo e la “moira” che lo fila – sono queste ghiandole endo-cerebrali che formano il simbolismo delle due “moire” che presso i latini diventarono le “parche” (tre dee che presiedevano alle nascite, poi se ne assimilate alle Moire greche, doivennero le divinità romaane che presiedevano al destino dell’uomo dalla nascita alla morte) misteriose contro cui lo stesso Zeus nulla poteva.
Una e simboleggiata col fuso ipofisi da cui si dipana il filo che le da l’altra che tiene il gomitolo epifisi.
Uno spirito critico moderno dirà che questa è una bella ed ingegnosa favoletta e che la scienza vera si debba svolgere soltanto sul piano fisico anche se l’allegoria del gomitolo tenuto dalla moira sia una realta fisica come si vede nello sviluppo embriogenetico della ghiandola pineale, che si presenta formata appunto da tanti canalini avvolti in se stessi a forma di gomitolo.
La pineale* ossia l’utero cerebrale ed il pulvinar** il guanciale per posare la testa. Tutto è idealmente decritto per l’atto supremo del concepimento.
“Qui è il fiore nell’uomo, sarà il seme nella donna sarà il frutto…..dell’albero della vita

*L’idea che la ghiandola pineale sia l’organo di interfaccia in cui lo spirito dell’uomo ha accesso all’anima verso il corpo umano, arriva ancora prima di Cartesio. Per primo ne parlò Erofilo, un medico greco, trecento anni prima di Cristo. Erofilo sezionava cadaveri e documentava ciò che osservava. Le sue specialità erano il sistema riproduttivo e il cervello. Prima di Erofilo si credeva che la sede della coscienza umana fosse il cuore.

**Con il termine pulvinar, in anatomia, si intende la parte posteriore del talamo ottico, connessa con la corteccia del lobo parietale.

Il termine deriva dal latino pulvinar, cioè: guanciale. È infatti il nucleo posteriore, sporgente del talamo. La denominazione deriva dal fatto che si pone a mo’ di cuscino sul talamo.

Di Antonio Colasanti

Dottor Antonio Colasanti, medico-farmacista specializzato in fitoterapia, omeopatia, consulente della rivista: “Piu Sani Piu Belli”.   Per chi volesse approfondire argomenti trattati può prendere contatto con il dottor Colasanti ai seguenti recapiti: Email: dottorcolasanti@unoetre.it Tel. 347102038

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