Dr. Antonio Colasanti – Si iniziò a discutere di acidi grassi a lunga catena, “Omega 3”, a partire dagli anni 80 quando si ipotizzo che la dieta degli eschimesi ricca di pesce fosse responsabile della minima presenza di malattie cardiovascolari in quelle popolazioni.
A seguire sono stati condotti numerosissimi studi su questi acidi grassi in molti campi ottenendo riscontri interessanti.
In uno studio in doppio cieco contro placebo (doppio cieco: studio clinico in cui né lo sperimentatore né i soggetti inclusi sono a conoscenza dei trattamenti assegnati. I trattamenti sono indistinguibili) si è evidenziato che la somministrazione di EPA-DHA ha aumentato la concentrazione sierica dell’irisina, molecola ad azione simil-ormonale. L’aumento della concentrazione di questa molecola ha permesso di ottenere una diminuzione della concentrazione di colesterolo LDL -il cattivo- dei livelli di glucosio dei livelli di insulina ed una diminuzione della proteina c-reattiva che è indice di stati infiammatori.
E’ stato ipotizzato che alcuni distrurbi neurodegenerativi-halzaimer e parkinson- siano correlati a un quadro di infiammazione generalizzato oltre alla familiarità con disturbi cardiovascolari e diabete.
Alla luce di queste considerazioni è stato ipotizzato che una somministrazione preventiva di “Omega 3” possa essere utile per sostenere le corrette funzioni cerebrali e combattere il naturale decadimento delle funzioni cognitive.
Gli acidi grassi polinsaturi possono agire come antiossidanti riducendo il numero di radicali liberi e stabilizzando l’integrita delle membrane cellulari.
Altri studi hanno valutato la somministrazione di acidi grassi in gravidanza o allattamento quando si completa lo sviluppo del cervello e della retina del neonato ricchi in DHA che è indispensabile per le loro funzioni.
I bambini possono avere disturbi dell’apprendimento ed in alcune condizioni legate allo sviluppo neurologico può verificarsi una carenza di nutrienti tra cui gli acidi grassi polinsaturi fondamentali per lo sviluppo del bambino.
La mancanza di questi elementi può portare a iperattività. deficit di attenzione, difficolta di relazione, disturbi della sfera emotiva e problemi di apprendimento ad esempio nella scrittura o nella lettura.
Diversi studi condotti su bambini affetti da questi disturbi dimostrano come l’integrazione di questi acidi grassi possa aiutare il bambino nelle attivita quotidiane e in quelle scolastiche.
Campi d’azione:
Gli acidi grassi contribuiscono al mantenimento della normale funzione cerebrale e della capacita visiva;
contribuiscono alla normale funzione cardiaca;
supporto per la pressione distolica e sistolica;
riduzione degli stati infiammatori;
supporto in gravidanza.
Gli acidi grassi saturi si trovano principalmente nei grassi animali e negli olii vegetali come quelli d ì’oliva e quindi devono essere introdotti con la dieta.
La loro integrazione risulta quindi benefica per svariate patologie e per numerose malattie infiammatorie.