shockeconomy 460

shockeconomy 460Il Codacons ha calcolato che ogni famiglia pagherebbe oltre 8.000 euro se la “fiera” delle promesse elettorali diventasse realtà. Un calcolo, certamente, andava fatto. Dall’abolizione del canone Rai e delle tasse universitarie, fino all’abolizione della Legge Fornero e all’introduzione della Flat Tax: non sembrano costi del tutto sostenibili.

Il calcolo del conto da pagare fatto da Codacons ha analizzato gli effetti concreti delle proposte di M5S, Forza Italia, Lega e PD qualora dovessero trasformarsi in realtà. Quanto costerebbe attuare le promesse elettorali?

Si dice “Un conto salato per le famiglie, che si troverebbero a dover sborsare esattamente 8.236 euro ciascuna”.

C’è da chiedersi quanto in realtà andrebbero a vantaggio dei cittadini le promesse in vista delle elezioni politiche 2018? «Era il 19 dicembre 2017 quando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invitava i partiti in campagna elettorale a presentarsi agli elettori con proposte comprensibili e realistiche. I partiti politici che parteciperanno alle elezioni politiche 2018 pare abbiano afferrato soltanto il primo concetto: presentarsi con proposte comprensibili e, per farlo, hanno deciso di colpire dritto allo stomaco, per non dire al portafogli.»

Sicuramente alcune proposte ci fanno interrogare. Quanto costerebbe l’abolizione della Legge Fornero della coalizione di centro-destra o l’introduzione del reddito di cittadinanza del M5S o l’ipotesi di estendere il bonus di 80 euro anche alle partite Iva e a tutte le famiglie con figli? Il Codacons ha analizzato le promesse una per una.

«Partiamo dalle misure per il contrasto alla povertà, ovvero dal reddito di cittadinanza del M5S e dal reddito di dignità di Forza Italia. In tutto servirebbero ben 15 miliardi di euro per attuare la promessa dei pentastellati e ben 29 miliardi di euro per la promessa di Berlusconi, cifre che spalmate sulle famiglie italiane costerebbero 1.208 euro cadauna».

«Per la tanto sbandierata abolizione della Legge Fornero servirebbero 3.333 euro a famiglia. E ancora, restando in ambito previdenziale, l’innalzamento delle pensioni minime a 1.000 euro costerebbe 1.250 euro a famiglia».

«Passando sul fronte fiscale arriviamo alla tanto chiacchierata Flat Tax, l’imposta secca ad aliquota unica per tutti che andrebbe a sostituire l’attuale sistema dell’Irpef per aliquote e scaglioni: ogni famiglia dovrebbe farsi carico di 1.666 euro».

«Il Codacons poi cita alcune delle promesse che apparentemente sembrano introdurre vantaggi immediati per i cittadini ma che nella pratica “sottrarrebbero risorse indispensabili ai conti pubblici con effetti per le tasche degli utenti”. Si tratta dell’abolizione delle tasse universitarie, che costerebbero circa 79 euro a famiglia, dell’abolizione del canone Rai, pari a 75 euro a famiglia e di ulteriori 125 euro a famiglia per l’abolizione del bollo sulla prima auto».

Domande si affacciano alla mente, così spontaneamednte: ma sono tutte proposte che hanno la stessa urgenza? Poi, sono proposte che debbono riguardare tutti, ma proprio tutti e la progressiovità che è postulata nella nostra costituzione perchè sparisce e perchè sparisce E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. nell’articolo 3 della costituzione? Queso solo se si vuole guardare alla realtà dell povertà aumentata a dismisura e alla limitazione dei diritti che in questi anni è avvenuta, senza citare altri disagi e drammi.

Certo «A meno di un mese dalle elezioni politiche 2018 a guardare i programmi dei diversi gruppi parlamentari uno dei dati evidenti è che nella maggior parte dei casi si tratta di proposte lontane dalla realtà.»

Si dice anche «Non bisogna dimenticare che l’Italia è, e continua ad essere, alle prese con un debito pubblico fuori misura e che, prima dell’estate, il Governo che vincerà le elezioni sarà chiamato a varare una nuova misura correttiva pari a circa 4 miliardi di euro nel rispetto dei vincoli comunitari di contenimento del debito. A questa somma si aggiungono, inoltre, ben 10 miliardi di euro da reperire nella prossima Legge di Bilancio per una nuova sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, il “fardello” che l’Italia porta sulle spalle dal lontano 2012 e che minaccia un nuovo aumento delle aliquote Iva dal 2019.»

Sicuramente ci sono provvedimenti che non si potranno adottare, ma nemmeno si può pensare che il terrorismo dei conti (una vera “Shock economy” come la definisce Naomi Klein) continui a far pagare sempre gli stessi e blocchi ogni ricerca di superare le terribili diseguaglianze che ci sono in questo Paese e le conseguenti mostruose ingiustizie.

Se è vero che inconti sono così disastrati (?) è ora che paghi qualche altro.

fonte: Anna Maria D’Andrea da money.it del 9 febbraio 2018

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