liberieuguali 460 min

liberieuguali 460 minIl Coordinamento dei Candidati, Per la Lista “Liberi e Uguali”, risponde a UNOeTRE.it che ha chiesto una valutazione, ai segretari di partito o ai coordinatori delle liste, su questa campagna elettorale 2018 che esprimerà il nuovo Parlamento Nazionale ed il nuovo Consiglio Regionale.

Come valuta che sarà lo scenario dopo il 4 marzo?

A causa di una legge elettorale indegna riteniamo che dopo il 4 marzo ci sarà una situazione politica estremamente confusa. Gli elettori, però, possono stare tranquilli: non tradiremo mai la loro fiducia e non saremo mai al governo con la destra.  L’obiettivo che ci poniamo nel futuro è chiaro: ridare finalmente una casa alla sinistra in Italia, un partito che non confonda il riformismo con il neo-liberismo. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia e capaci di tradurla nel mondo odierno. Questa è la sfida che vogliamo vincere, rafforzandoci e creando finalmente un nuovo e forte partito, radicato ed organizzato sul territorio.

Quali sono le criticità di questo territorio da affrontare nell’immediato dopo voto?

Lavoro, ambiente e sanità.

La politica deve tornare ad indicare una direzione di sviluppo e di programmazione. L’assenza è evidente quando si osservano i capannoni industriali dismessi, leggiamo i dati sulla disoccupazione giovanile e quando gli operai dopo anni di lavoro vengono lasciati a casa dall’oggi al domani. LeU ritiene sia il momento di ragionare in maniera complessiva. E’ tempo di un grande piano di riconversione ecologica con l’obiettivo della bonifica dei grandi siti inquinati e della messa in sicurezza del territorio. Pensiamo allo sviluppo di “Officine Culturali” e ad una seria formazione per gli operai che hanno perso il lavoro. Su questa base si può pensare di sviluppare un’azione di marketing territoriale oltre che la creazione di aziende agricole di nuova generazione. L’azione sull’ambiente è ovviamente il primo passo per una prevenzione sanitaria efficace. A tal proposito, chiediamo a gran voce un registro dei tumori.

Immigrazione? Sicurezza e accoglienza sono due realtà antitetiche?

Crediamo nell’accoglienza e ci interroghiamo sulle cause profonde del fenomeno migratorio. Non possiamo omettere le responsabilità del mondo occidentale in terre colonizzate e poi sfruttate fino a ridurle alla povertà e alla impossibilità di vita. Abbiamo colpe riguardo lo sfruttamento delle risorse energetiche, sui cambiamenti climatici, nella creazione di conflitti e nella vendita delle armi. Il fenomeno migratorio non dipende, quindi, da velleità individuali ma da processi storici, economici, sociali, che ci chiamano in causa direttamente. Chiudere le frontiere, respingere, recingere, sono atti politici ingiustificabili. Accoglienza e sicurezza non sono in contraddizione se pensiamo a risolvere il disagio socio economico che di fatto produce la “paura” del migrante come potenziale “ladro di lavoro”, utile ad alimentare la “guerra dei penultimi contro gli ultimi”. Se vogliamo combattere l’odio dobbiamo sconfiggere le diseguaglianze.

Ambiente malato (Valle del Sacco, ma non solo), paesaggio e biodiversità sono problemi reali da affrontare subito? La salute dei cittadini, la salubrità dell’aria e turismo sono la ricompensa?

Bonificare, riconvertire, riqualificare aree che hanno ospitato attività industriali altamente inquinanti. Non è una chimera, si può fare. In Europa hanno risanato i corsi d’acqua, trasformando in verde pubblico le aree industriali abbandonate, migliorando i servizi e facendo nascere piccole imprese. Abbiamo il dovere di farlo anche qui, avviando un percorso partecipato che coinvolga il mondo della politica e dell’economia, i sindacati e le associazioni ambientaliste. Non è visionario pensare ad un Parco fluviale che connetta i Centri storici e il paesaggio anche con un’infrastruttura ciclabile. C’è bisogno di un green new deal capace di dare occupazione e salubrità. Dobbiamo avviare un processo virtuoso che punti sulla qualità della vita, sulla valorizzazione paesaggistica partendo dalle nostre montagne.

Sanità: si può dire che va rapidamente verso la privatizzazione? Come garantire il diritto a una sanità pubblica, gratuita ed efficiente? Come abbattere le liste di attesa?

Dove c’era uno dei migliori sistemi di sanità migliori al mondo oggi ci sono milioni di persone che rinunciano alle cure. Si è spinto pesantemente verso la sanità privata. Siamo per l’assunzione di 40 mila precari, per un piano di investimenti pubblici in 5 anni, per l’innovazione tecnologica e l’edilizia. Dobbiamo riallineare progressivamente la spesa sanitaria pubblica italiana alla media dei paesi dell’Europa occidentale. Massima priorità all’abolizione dei superticket e a un’attenzione specifica alla promozione del diritto alla salute delle donne.

Lavoro: tanto precariato, tanta disoccupazione pochi diritti: condivide? Come intervenire?

I Governi che si sono succeduti hanno promosso la flessibilità, che è diventata sempre più precarietà, riducendo tutele e dei diritti. Bisognerebbe intervenire per ribaltare questo paradigma, ripensando il mercato del lavoro e le politiche di sviluppo dei nostri territori.

Dobbiamo combattere la precarietà che ha immobilizzato intere generazioni, a partire dalla reintroduzione dell’articolo 18, dalla scelta chiara e netta di un salario minimo orario e dalla limitazione dei contratti ultraleggeri. Chiediamo l’attivazione di un Reddito Minimo come atto di civiltà e dignità. Serve un contratto unico per tutti i lavoratori basato sulla professionalizzazione affiancato da politiche attive di riqualificazione e formazione continua.

Grande malessere nella scuola. Insegnanti e famiglie sembrano non costruire più insieme, anzi… Come e quanto le riforme attuate negli ultimi anni hanno cambiato in peggio o in meglio il mondo della scuola?

Vogliamo un’istruzione garantita per tutti, gratuita, democratica, laica e non accettiamo quella “classista” emersa dai Rav (rapporto di autovalutazione) di questi giorni. Quella è una scuola escludente, in contraddizione con il dettato costituzionale ( art 3 e art 34). LeU vuole una Scuola della Conoscenza che educhi e formi i futuri cittadini al libero pensiero, alla capacità critica, alla autonomia. Rigettiamo al contempo la visione della scuola come azienda sul territorio e la competizione tra istituti nella quale si vendono pacchetti “formativi”. La cronaca ci mostra una scuola squalificata in un incessante degradare delle figure dei docenti (subalterni al preside manager) divenuti oggetto di offese e di atti violenti. Famiglia e Scuola debbono concorrere allo scopo condiviso di educare i più giovani e prepararli alla comprensione del mondo. E’ possibile ricomporre questo legame costruendo una scuola partecipata, consapevole di un ruolo sociale di primo piano nella costruzione del futuro di questa Repubblica.

I Candidati di Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati e al Senato

Candidato al collegio uninominale Frosinone per la Camera: Marco Maddaslena

Candidata al collegio uninominale Sora-Cassino-Pontecorvo: Sandra Penge

Candidati al lisitno proporzionale della Camera:

  • Alfredo D’aAttorre
  • Daniela Mastracci
  • Gianmarco Capogna
  • Fabiana Fabrizi

Candidati al listino proprozionale del Senato

  • Pietro Grasso
  • Loredana De Petris
  • Piero Martino
  • Anna Capogna

Candidato al collegio uninominale per il Senato: Danilo Salvucci

Di Il Coordinamento dei Candidati

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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