Verso il 1dicembre

dibattito_verso_assemblea_1°_dicembre17di Francesco Notarcola – La provincia di Frosinone e il Capoluogo sono stretti in una morsa di degrado progressivo e di disagio.
La disoccupazione e la povertà in progressivo aumento, l’insopportabile costo dei servizi primari ( acqua – gas –telefono-elettricità, scuola e asilo) e la precaria organizzazione sanitaria gettano nell’inquietudine e nella preoccupazione l’intera popolazione, sottoposta ai grandi rischi dell’ inquinamento dell’atmosfera, dell’acqua e del terreno.

L’urgenza di un cambiamento e del superamento di questo quadro drammatico è fortemente sentita da tutte le famiglie. A fronte di un impegno notevole dell’associazionismo in una continua azione di denuncia e di proposta si riscontra il disimpegno e l’incapacità delle Istituzioni (Consiglio provinciale-Consigli comunali- Camera del Commercio- ASI-Cosilam -ASL).

Le associazioni del Capoluogo si sono sempre adoperate affinchè il Consiglio comunale della Città ed il suo sindaco diventassero punto di riferimento di tutti i comuni della provincia e di tutte le istituzioni, alfine di affrontare e superare le tematiche enunciate, forti di un laboratorio dove il confronto e la creatività tra intelligenze, esperienze e culture diverse portassero a esprimere una capacità progettuale di rilancio e di crescita.

Il Consiglio comunale di Frosinone dovrà affrontare, a breve, alcune importanti discussioni : 1) La decisione del TAR di Latina sulla cacciata di Acea Ato 5 Spa; 2) La precaria organizzazione sanitaria ospedaliera e territoriale; 3) L’inquinamento della Valle del Sacco e dell’atmosfera; 4) La salvaguardia delle terme romane e dell’intero, ricco, patrimonio archeologico.

In caso di sentenza sfavorevole, occorre ripartire dalla Convenzione di affidamento del servizio idrico e dal documento della Commissione d’inchiesta del Consiglio comunale, votato all’unanimità, che chiedeva la rescissione del contratto con l’attuale gestore, illustrando ampiamente le motivazioni. Dato l’alto numero di cittadini che hanno un contenzioso aperto con la gestione del servizio idrico sarebbe assai opportuno e gradito il decidere di mettere a disposizione di queste persone l’ufficio legale del Comune per un’assistenza gratuita e continua.

Il sindaco di Frosinone è, per legge, il Presidente della Conferenza locale della sanità e non può non tener conto che: a) i Pronto Soccorso sono bolge infernali per mancanza di posti letto, per carenza di personale, per sovraffollamento, per difficoltà di organizzazione e incapacità ad usufruire di tutte le potenzialità a disposizione; b) l’intera zona nord è senza assistenza e centomila persone gravitano su Frosinone; c) che i tempi di attesa per visite specialistiche, esami diagnostici, interventi chirurgici superano ogni limite; che molte persone hanno rinunciato a curarsi. L’elaborazione e l’adozione di una proposta progettuale, partecipata e condivisa, per la costruzione di una sanità moderna ed efficiente non è più rinviabile.

Per il risanamento dell’aria le associazioni hanno avanzato, al Comune di Frosinone, serie proposte di risanamento. E’ noto anche che l’impegno dei Comuni è stato carente assai. Progettare e decidere insieme per abbassare il rischio di esposizione alle polveri sottili è determinante per la difesa della salute e per la valorizzazione del territorio. Parallelamente a questo impegno va avviato il recupero della Valle del Sacco e dei territori avvelenati ( Ceprano-Cassino), come premessa per una ripresa dello sviluppo economico d occupazionale.

Il Consiglio comunale dovrà tornare ad affrontare il difficile nodo delle terme romane. Una discussione ampia ed approfondita è necessaria per fornire a ciascun consigliere un’ informazione precisa e dettagliata, per una valutazione cosciente e consapevole dell’intera questione. Questa ha ancora molti lati non chiari. Le associazioni hanno fatto molto dal 2011 ad oggi. Salvare le terme significa fare gli interessi della Città, valorizzare la sua storia e la sua cultura. Ogni strada va battuta e ogni possibilità va sfruttata per salvare l’ area adiacente alla Villa comunale, anche se si deve chiedere, ai proprietari dell’area, di rinunciare alla costruzione del mostro di cemento.
Aprire un nuovo corso nella gestione della Città può rinnovare la politica, far crescere la democrazia, restituire fiducia nelle istituzioni, costruire un futuro a questa nostra terra ed alla sua popolazione.

 
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Di Francesco Notarcola

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