Verso il 1dicembre

Verso il 1dicembreMercoledì 22 novembre 2017 alle ore 17,30 presso la Saletta Centro delle Arti in Via Matteotti 2 si è svolta l’ «Assemblea popolareNoi di qua sotto” siamo stanchi di essere calpestati da un’èlite politica annoiata. Per noi di qua sotto, tutela della salute, accesso pubblico all’acqua, valorizzazione dei beni archeologici, devono essere assicurati con l’integrale applicazione della Costituzione. Sono invitati: Cittadini, Associazioni, Movimenti politici e sindacali …. comprese le èlite interessate.»

L’incontro è stato indetto nel quadro delle iniziative promosse dal sito d’informazione UNOeTRE. It e dal quotidiano “L’Inchiesta”, nella condivisione di un percorso che si snoda in tutta la Provincia di Frosinone con gli appuntamenti di Sora (18 novembre), Cassino (24 novembre), Anagni (25 novembre) finalizzati all’individuazioni delle criticità e delle necessità impellenti nel territorio. Le conclusioni di questo dibattito verranno proposte ad un’assemblea plenaria, che si terrà il prossimo primo dicembre presso il salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone, a cui è stata invitata, anche, l’avvocata Anna Falcone, promotrice assieme allo storico dell’arte Tomaso Montanari, del movimento “Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Eguaglianza”.
L’assemblea di ieri, coordinata da Ivano Alteri, redattore di UNOeTRE.it, ha ascoltato 3 relazioni che hanno visto impegnati, Severio Lutrario sui temi dei beni comuni e l’uso delle risorse idriche, Francesco Notarcola sulle criticità della sanità qui in provincia e nel Lazio e Luca Oropallo che ha illustrato il lavoro di ricerca e sensibilizzazione per la tutela dei beni archeologici presenti nel territorio del capoluogo.

Dalle questioni della rescissione del contratto con Acea all’attuazione della legge 4 del 2015 che delinea nuovi bacini idrografici con “l’obiettivo imprescindibile di favorire le condizioni per la definizione e lo sviluppo di un governo pubblico e partecipativo dell’intero ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale”, si è giunti ad una interessante illustrazione assistita dalla presentazioni di slide, del lungo lavoro e non senza risultati, per iniziare a tutelare le testimonianze archeologiche della città. L’intervento di Francesco Notarcolaha avuto una particolarità, insieme ai danni che la progressiva privatizzazione della sanità sta portando, privando i più deboli delle cure necessarie, ha voluto mettere il dito nella piaga delle piaghe. «Perché non si riesce a costruire la necessaria unità di intenti e di iniziative né nei movimenti né nell’individuazione di un nuovo soggetto politico che assicuri la doverosa rappresentanza politica ai diritti feriti sul lavoro ed in economia e ai disagi dei più deboli?»

Nell’introduzione di Ivano Alteri, con intelligente sincerità, era stata indicata una diversificazione che si sarebbe presentata durante l’incontro: chi avrebbe proseguito verso l’appuntamento del 1° dicembre nel tentativo di trovare nuove risposte alla possibilità di rappresentanza politica unitaria e chi invece si sarebbe fermato solo all’enunciazione delle necessità, insopprimibili, della protesta e dei movimenti.

L’attuazione dei diritti costituzionali, il rinnovamento di questa società ingiusta e penalizzante per chi lavora e per i più deboli hanno bisogno di proteste, movimenti, ma anche di una forza che sappia sostenere le loro ragioni nelle Istituzioni, chiaramente alternativa a tutti i partiti che in salse diverse promuovono e affermano politiche neoliberiste, mortificanti la partecipazione democratica e i diritti di uguaglianza.

Queste due gambe sono indispensabili per muoversi ed avanzare. Se mancano, tutto resta com’è e ci si condanna al suicidio. Il confronto è assicurato, nel rispetto di tutto le posizioni. Speriamo che vada avanti e porti risultati.

Un pensierino che arriva assistendo all’incontro:

«Il 55% degli aventi diritto al voto in Italia, non vota. Il 45% che vota, determina per tutti gli altri, non solo. Domanda: Basta solo il 40% di quel 45% per gestire tutto grazie ad una legge scellerata? Sapete quanto è quel famoso 40% ? E’ appena il 18% dell’intero corpo elettorale?

Non può continuare così. Chi vuole cambiare non è rappresentato.»

Frosinone 22 novembre 2017

 
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