SettimanaSociale 326x245 ridimensionato minDonato Galeone*48ª settimana sociale dei cattolici italiani umanesimo nuovo del lavoro

Non a caso è stato ricordato – in questa ultima settimana di ottobre 2017 – che nel 1970 si svolse la settimana sociale dei cattolici italiani centrata su altra tipologia del “LAVORO” e dopo circa mezzo secolo il percorso verso la “48^ Settimana Sociale” ha ricostrutito un diverso volto del lavoratore quale persona umana: un “volto degno con il lavoro” così come più volte ribadito dall’Arcivescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro, Presidente Organizzatore del Comiatto Tecnico Scientifico della Settimana Sociale. Incontro nazionale sociale che è stato vissuto tra le persone e la società italiana “per mettere insieme la fase critica della denuncia con quella responsabile della proposta” come ha evidenziato e sottolienato, nel suo intervento, il neo Presidente della CEI, Cardinale Gualtiero Bassetti.

E’ la critica “questione sociale del lavoro” che dalla Rerum Novarum del 1891 alla Enciclica Centesimus annus sì completa con le proposte conclusive della 48^ settimana sociale dei cattolici italiani mediante elementi interessanti che contribuiscono a favorire la progettazione di “una nuova economia delle risorse” superando le visioni puramente economicistiche dello sviluppo globale e locale che coducono a vicoli ciechi constatando “che la crescita dell’economia non è sufficiente, qualora le sostanze non siano allocate con equità e, innazitutto, assenza di lavoro per tanti “ dice Papa Francesco.

In questa cornice per un “lavoro degno, libero, creativo, partecipativo e solidale” abbiamo letto gli interventi introduttivi di saluto dell’Arcivescovo di Taranto Santoro e del Cardinale Basseti, Presidente della CEI – peraltro – presentati come sintesi conclusive di impegnati e aperti percorsi diocesani di confronto orientato verso le proposte dei cattolici della 48^ settimana sociale di Cagliari già fissata a fine ottobre 2017.

Una nuova “questione sociale” nel nostro Paese e nel mondo di fronte sia al rapporto tra “l’uomo e il lavoro” oltre che la relazione tra l’uomo e le macchine pur tecnologicamente innovative – ha sottilneato il Cardinale Bassetti richiamandosi a Papa Francesco – e sia all’aumento di “nuove disuguaglianze sociali” che non sono fatalità e neppure sono “ineluttabili” perchè sono dinamiche – ha voluto sottoneare il cardinale – che dipendono dall’uomo nella “drammatica separazione tra etica ed economia” a partire dal presupposto che gli affari sono affari e negli affari l’etica non deve entrare.

Parole forti e chiare oltre che vere e prevalenti, in un mondo del lavoro entro cui troppo spesso – ha aggiunto il Presidente della CEI, Cardinale Bassetti – “viene messo al centro il profitto, dimenticando la persona rendendola, di fatto, schiava invece di liberla in sicurezza e autonomia”.

Queste parole conducono, consapevolemente, a considerare che “se il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro” l’affrontare la questione sociale del lavoro ancheLavoro 02 2 627x376 min h260 min nel terzo millennio dovremmo, innanzitutto, constatare che l’affermazione considerata non è affatto scontata perchè, di fatto, il lavoro si rileva in conflitto sia con le grandi ideologie sociali di ieri e sia con la prepotenza liberistica di oggi appare, ragionevole e prioritario, partire “dalla persona che lavora o cerca lavoro o ha perso il lavoro o crea proprio lavoro”.

Tra queste persone si possono assumere molteplici dimensioni e significati del lavoro: esperienza, valore, bene collettivo, testimonianze, in quanto sia ieri e ancora di più oggi – universalmente – è sulla persona che vanno considerate e rilevate tutte le sue valenze individuali e comunitarie, perchè si constata da tempo, ormai, che tra lavoro che non c’è o è troppo per altri o per chi lo perde, si stanno “consumando esperienze di vita umana e realizzando preoccupanti fratture” negli uomini, nelle donne, nei giovani scolarizzati e non scolarizzati, tra residenti nel frusimate e nel Lazio, sia al nord che al sud italiano ed europeo.

Io vedo e penso che sono stati questi i “reali mondi vitali” che hanno avviato il percorso verso la 48^ settimana sociale dei cattolici italiani sintetizzati nei tre punti richiamati da tutti:
– identificazione del lavoro (luogo) dove la persona umana può esprimere le sue capacità;
uno sviluppo (auspicio) e una politica coraggiosa che faccia dell’imperativo del bene comune la sua norma di indirizzo.

Sul terzo punto di “imperativo del bene comune” significa riprendersi cura della popolazione a partire dai poveri e dai giovani con provvedimenti concreti e non solo a parole – aveva detto il neo Presidente della CEI Bassetti – perchè le “parole se le porta via il vento, i provvedimenti concreti sono invece un tentativo realistico per il futuro dell’Italia e dellìEuropa” e, richiamando l’incontro della CISL il 28 giugno scorso con Papa Francesco – che aveva auspicato una proposta di “patto sociale per il lavoro” – il Cardinale Bassetti ha aggiunto che il piano “abbia a salvaguardia la dignità umana e al tempo stesso sappia creare occupazione e sviluppo con investimenti mirati verso un grande progetto nazionalee e non solo con delle misure emergenziali”.

Sulla necessità di difendere il lavoro attraverso la occupazione non precaria o a nero – ha sottolineato il Presidente della CEI Cardinale Gualtiero Bassetti – la “Chiesa non è un’agenzia lavoro e né ufficio di collocamento publico o privato ma ha profondamente a cuore il lavoro perchè lo vede come luogo in cui si manifesta la collaborazione tra Dio e l’uomo nello sviluppo della creazione” mentre – considerando i “problemi economici quali assi portanti della società” – l’Arcivecovo di Taranto Mons.Filippo Santoro, nel chiudere la 48^ settimana sociale, ha evidenziato che servono – oggi – nuove leaders di cattolici in politica e, nel contempo, il “mondo cattolico deve allargarsi fino al coinvolgimento di persone di buona volontà anche se provengono da esperienze culturali differenti”.

Azione unitaria – chiara e propositiva – verso un “umanesimo nuovo del lavoro” mediante una “profonda conversione culturale” in ambiti che sono con il lavoro, la famiglia, la scuola, la salute, l’ambiente ed i migranti, entro cui, consolidare la rilevanza pubblica dei cattolici, senza mai dimenticare le scelte preferenziali verso i più deboli ed i poveri, ha concluso Mons. Santoro, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico ed operativo della 48^ settimana dei cattolici italiani.

Il “realismo” nei territori – quindi – è e sarà la parola d’ordine del “dopo settimana sociale” mediante uno “strumento di coordinamento attivo” capace di incidere sulla politica per una rinnovata presenza dei cattolici nella società italiana.

(*) ex Segretario Provinciale di Frosinone e regionale della CISL Lazio

Roma, 31 ottobre 2017

 
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