di Fiorenza Taricone – Penso sempre più convintamente che questa società da tempo operi costantemente una rimozione dal dolore, privato e pubblico. In quest’ultimo caso, è la storia a pagarne le conseguenze, perché pone interrogativi scomodi e fa ricordare ciò che bello, attraente, disimpegnativo, vincente, spesso non è stato. Gli esempi sono tanti, ma mi riferisco in particolare a un ricordo che non è poi così lontano e per giunta appartiene ad una catena infinita di eventi che portano lo stesso nome: la guerra; ancora più precisamente, per la Ciociaria, il cosiddetto “episodio delle marocchinate”. Già il termine con cui viene solitamente definito, appunto episodio, non è del tutto rispettoso della storia. Il corpo delle donne è stato solitamente, per millenni, bottino di guerra, e anche uno strumento bellico. Quando non c’era altro per le truppe mercenarie, il compenso finiva per essere la razzia autorizzata di cibo e di corpi, quelli femminili appunto. Episodico quindi non è mai stato, ma certamente ha assunto connotati diversi a seconda delle guerre; la guerra poteva essere espressione di puro nazionalismo, o di difesa da un attacco ingiusto, o una rivoluzione sociale, ma l’epilogo da una delle due parti è stato sempre lo stesso. Per le donne, la punizione era una, invariata, strumento per estorcere confessioni, variazione nelle modalità degl’interrogatori, strumento di misoginia pura, quindi passatempo fine a se stesso, oppure arma per disintegrare le comunità, come nel caso degli stupri etnici nel conflitto dei Balcani; la “colpa” di essere stuprate dal nemico con un figlio come conseguenza per distruggere il tessuto della comunità.
Un film porno proprio NO
Da molti anni, e non per imporre per forza ricordi dolorosi, ripeto nei tanti incontri pubblici sul territorio, durante le lezioni all’Università, in giro per l’Italia, che il territorio del Basso Lazio ha vissuto un dramma particolare, non perché fosse un episodio, ma perché ha avuto connotati particolari; ancora più recentemente, in un convegno alla Camera dei Deputati, il 10 marzo, per ricordare sia le Costituenti Madri della Repubblica, sia i lavori della Costituzione, avevo pubblicamente deplorato l’iniziativa del regista che ha inteso fare un film porno come riedizione della Ciociara. Volutamente avevo omesso il nome del regista perché non merita neanche la pubblicità della menzione. Analogamente, sempre pubblicamente, avevo anche sottolineato la complicità dell’attrice che si sarebbe prestata; un atto contro il suo stesso genere, anche perché il mercato pornografico è talmente redditizio che un guadagno altrove non sarebbe mancato. La Senatrice del territorio Maria Spilabotte, ha raccolto l’invito per così dire, e ha organizzato per il 19 prossimo alla Provincia di Frosinone una manifestazione di cui allego la locandina.
Non far dimenticare è un compito
Torno a ripetere quello che ho detto qualche giorno fa in un aula universitaria: la storica non ha il compito del giudice, non attribuisce colpe né distribuisce giudizi, ma ha il compito morale di capire, e quello di non far dimenticare; ho sempre pensato che nel difficilissimo compito di riannodare i fili del quotidiano, le vittime di stupro da parte dei goumiers francesi volessero soprattutto dimenticare quello che anche loro consideravano una vergogna: essere state stuprate; vivere ogni giorno accanto a uomini che le guardavano non sempre con occhi benevoli, imponeva di dimenticare, forse. Ma dopo cinquant’anni di femminismo e studi di genere , questo a noi non è consentito.
Ripeto ancora che la città di Cassino avrebbe potuto candidarsi al Nobel per la pace, per il prezzo pagato dalle sue donne; le partigiane, chiunque fossero state, da quelle armate, alle staffette, alle clandestine, avevano fatto una scelta consapevole. Le donne del territorio sono state messe alle corde da quelli che credevano liberatori e invece erano, come li hanno definiti, “diavoli”, e dai tedeschi che distruggevano tutto nella ritirata. Nessun indennizzo serio, nessuna considerazione storiograficamente reale, una discussione in Parlamento chiesta dalla deputata comunista Maria Maddalena Rossi, e svolta obbligatoriamente alle 9 di sera, perché ritenuta immorale. Mi sembra abbastanza.
clicca sull’immagine a destra per ingrandirla
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie