Zappinodi Armando Mirabella – Dura 522 minuti la imbattibilità della porta del Frosinone. A violarla ci pensa Nicastro al ventisettesimo della ripresa che così pareggia la rete realizzata dal figurino Kragl che di destro al quattordicesimo del primo tempo aveva illuso il Frosinone.
5 + 1 i cambi del Frosinone: entrano Capitan Gori, al posto di Sammarco, i due esterni Fiamozzi e Crivello, a metà campo Kragl, Mokulu al posto di Daniel Ciofani e nel riscaldamento si aggiunge Zappino che rileva un Bardi portato via a braccia nel riscaldamento. Una vera e propria rivoluzione quella messa in campo da Mister Marino che schiera Matteo Ciofani-Terranova-Krajnc in difesa; Maiello play basso, Mirco Gori più avanti, sul centrosinistra Kragl, di punta Dionisi e Mokulu. Evidenti le conseguenze nell’economia del gioco del Frosinone che, in particolare, perde la fantasia a tutto campo di Soddimo, le due fasi assicurate dalla collaborazione e dagli automatismi in attacco della ditta Ciofani&Dionisi.
Pronti via e Frosinone subito pericoloso con Terranova che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Maiello e toccato di testa di Krajnc, a 3 metri dalla porta impegna Brignoli che si salva fortunosamente col ginocchio. Frosinone con una grande personalità che il Perugia mostra di subire particolarmente. Al quattordicesimo la pressione della squadra di Marino frutta il gol del vantaggio: ci pensa Kragl, udite udite, con un destro sul secondo palo che il colpevole Brignoli raccoglie dentro il sacco. Alla metà del primo tempo l’allenatore perugino Bucchi abbandona il 4 3 3 con cui era sceso in campo e passa anch’egli al 3 5 2 con Volta-Belmonte-Monaco dietro, gli esterni Mustacchio e Di Chiara ai lati dell’importante terzetto di centrali Dezi-Ricci-Brighi; Guberti uomo ovunque e Forte di punta. Una disposizione tattica che paga e fa riprende quota al Perugia che guadagna campo. Buona la sicurezza di Zappino tra i pali; il cocktail di ininfluenza e nervososismo di Mokulu ha rischiato di essere pericolosissimo soprattutto al minuto 42 quando decide di rifilare una gomitata a Belmonte. Una domanda serpeggia: quanto deve essere scomodo essere la terza punta del Frosinone? Lo scorso anno Samuele Longo, che Stellone faceva ogni tanto entrare per raddrizzare le partite, era un fantasma: quest’anno al Girona, secondo in classifica nella B Spagnola, ha realizzato 9 dei 42 goal; il Cocco che abbiamo “ammirato” all’inizio dell’anno in maglia gialloazzura adesso è un fattore a Cesena.

 

Secondo tempo con un tourbillon tattico da parte di Bucchi che cambia forma alla sua squadra costantemente per cercare di raddrizzare la partita. Al minuto 11 Mokulu conclude, in modo incomprensibile, con un molle appoggio al centro un grande contropiede inventato dalla coppia Dionisi-Gori: una soluzione entusiasmante che Marino premia mandandolo in panchina, al suo posto Daniel Ciofani. Al minuto 13 ammonizione per Matteo Ciofani che verrà graziato qualche minuto dopo dall’arbitro Abisso. Al 14.mo episodio da moviola con sugli sviluppi di un calcio di punizione vede Monaco sfruttare un tocco di Volta insaccando alle spalle di Zappino. L’arbitro annulla per fuorigioco. Soffre tanto Crivello le folate di Mustacchio. Forse sarebbe potuto toccare a Mazzotta e Soddimo (subentrerà al minuto 28 a Kragl), ma forse le condizioni Krajnc lo hanno impedito. Nel turbinio messo in scena da Bucchi decisiva l’entrata al diciottesimo di Terrani un trequartista pescato a Lucca che si presenta subito con un tiro da fuori neutralizzato dal migliore in campo Zappino. Al venticinquesimo il Perugia pareggia con una ginocchiata sottomisura di Nicastro, già eroe cittadino per aver realizzato di tacco il goal decisivo nel derby contro le fère ternane. Prende coraggio il Perugia particolarmente pericoloso soprattutto su palla inattiva. Soddimo, però, prende per mano la squadra con fantasia e sostanza e fa reggere botta ai canarini. Si finisce col Frosinone in pressing nella metà campo avversaria. E si finisce con alcune certezze: gli ultras (350 anche a Perugia), Fiamozzi, Kragl, Zappino, l’importanza di Mazzotta, il peso di Ciofani&Dionisi, la necessità di due palleggiatori in mezzo al campo e la classifica più corta.

 
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