di Antonella Necci – Raccontare senza mantenere gli aspetti crudi della realtà non è possibile. Almeno non lo è più. Nessuno crederebbe più a quel ” …. e vissero felici e contenti ” che fa parte della componente illusoria delle favole. Quali illusioni ci ha lasciato la società attuale? Nessuna.
Dunque, l’unica, palliativa forma di illusione sarà, per me, raccontare qualcosa di vero come se narrassi una favola. Solo non a lieto fine. Come accade nella realtà, perché nella fantasia chiunque si può permettere il lusso di concludere i propri film mentali come meglio crede.
Senza tanti dettagli, vi voglio narrare la storia di un grande amore rimasto tale, di forti passioni fatti solo di sguardi intensi, di violente liti per divergenze di idee e per qualche suoerflua zizzania posta in atto da chi sa leggere l’amore, ma lo nega per egoismo e avidità.
Questa storia troppo bella da non meritare lo svilimento di inutili nomi, ambientazioni,particolari fisici, ha come tratto di unione l’oliva Itrana bianca e la sua coltivazione, che tutti sanno, si snoda nell’area limitrofa a Gaeta e si estende soprattutto nella zona di Sonnino.
Coltivare un’oliva così pregiata può essere un obbligo per chi è nato da quelle parti, o una passione, per chi, da quelle parti ha deciso di viverci solo per stare vicino alle proprie piante e vederle produrre al meglio.
Chi fa simili scelte merita rispetto. Rappresenta uno stimolo in più per gli abitanti del luogo. Chi cerca di spostare il baricentro degli interessi personali lontano dalla grande città ha una marcia in più, ha doti che, in alcuni luoghi di questa regione, vengono davvero valorizzati e non bloccati da invidie e gelosie.
A distanza di due anni, e solo per un caso fortuito, mi sono resa conto, dopo un mezzo pomeriggio perso a sentire le chiacchiere a vuoto degli anagnini, e tutte le loro rivendicazioni a voler essere la “costola di Adamo” della metropoli,che esistono persone che non hanno il mito della grande città corrotta. Queste persone reagiscono con forza, con “cattiveria” se qualcuno lede i loro diritti.
E “odiano” con forza chi si adegua e tollera le sottili forme di corruzione.
Queste persone “decise”, non amano adagiarsi sugli allori, ma sono sempre alla ricerca di uno stimolo,di qualcosa che permetta loro di crescere e di arricchirsi.Ecco perchè quando mancano, mancano in modo così forte.
Perchè lasciano un segno.
Un segno o un graffio che crea una ferita profonda, poco importa. La profondità è figlia dell’intensità, e anche di ciò che è stato donato attraverso la loro presenza.
Ritrovare il baricentro della propria esistenza è, per certi individui, più determinante che perdere tempo tra gli uomini.
Ad un individuo, in modo specifico, la mia testa si è volta ieii sera, mentre cercavo di assemblare le vorticose chiacchiere che avevo udito nel pomeriggio ad Anagni, e trattanti la presunta o anche non presunta diversità tra i figli di Anagni collocati nel centro storico e zone limitrofe, e i figliastri siti nelle vallate adiacenti.
Un problema comune in tutti i paesini del frusinate e io oserei dire, in tutti quei paesi del mondo dove il razzismo e la ristrettezza di idee hanno la meglio.
Al mondo ci sarà sempre il dissidio tra “figli e figliastri”, tra Nord e Sud, tra periferia e centro, tra chi si credere di essere e chi cerca di assomigliare a chi si crede di essere.
Ma solo pochi individui avranno il coraggio di non-essere tutto questo, e lotteranno per rendere visibile la propria individualità quel tanto che basta da far percepire la loro sottile,ma consistente presenza.
Pochi, appunto. E pochi sapranno stare vicino a loro, perchè presi, tutti, dal vortice senza senso, delle parole, più che da ciò che si prova davvero quando si incontrano le persone che ci cambiano la vita.
Ecco. Io devo ringraziare il mio grande e litigioso amore, perché mi ha aperto gli occhi e ha continuato a farlo anche quando è andato via. Anche quando ha preferito il mondo bucolico ed isolato, ma vero, di quella pregiata oliva itrana bianca.
Nudo e puro e senza compromessi.
Anche se a me non sembrava così. Almeno non fino a ieri sera.