Antonella Necci intervista il prof. Franco Cardini – Come avevo annunciato al termine del mio articolo sulla conclusione dell’anno innocenziano, avvenuta sabato 21 Gennaio, nella Sala della Ragione ad Anagni, il Prof. Cardini mi aveva promesso un’intervista.
Prima di tutto vorrei soffermarmi a ricordare che il Prof. Cardini è uno storico famoso che attualmente è professore ordinario presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane (Sum) e fa parte del Consiglio scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino. Inoltre, è Direttore di Ricerca nell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University.
Il campo di studi principale di Cardini è quello della storia delle Crociate, affrontato con studi su scritti cristiani e arabo-islamici. Cardini ritiene che le crociate non siano state uno scontro di civiltà o guerra di religione, ma un “pellegrinaggio armato” volto a mettere la Terra Santa sotto il controllo politico di singoli potentati cristiani. Tutto questo senza che vi fosse la percezione, da una parte come dall’altra, dell’esistenza di due schieramenti nettamente distinti in funzione delle divisioni religiose: cristiani e musulmani si sono combattuti ma si sono anche alleati a seconda delle convenienze contingenti.
Sulla base di tale, breve premessa, risulterà più chiaro comprendere le posizioni del Professore di fronte a domande riguardanti la “divisione” tra Occidente e Oriente.
Qui di seguito, quindi, riporto la breve intervista che in parte riassume quanto lo stesso Professore aveva affrontato quella sera della conferenza. Risulterà forse un po’ sintetica, ma mi sono ripromessa di intervistarlo ancora. Se non altro perché su alcuni punti avrei voluto aprire una piccola discussione.
1. Prof. Cardini, cosa ne pensa del discorso d’insediamento del 45esimo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump? Pare che uno dei suoi primi propositi, oltre all’abolizione dell’obamacare, sia quello di sconfiggere definitivamente l’IS e bloccare il flusso dei foreign fighters.
Il discorso di Trump ha teso a dimostrare come il presidente intenda mantenere le sue promesse ai suoi elettori. C’era da aspettarselo. Vedremo in che senso manterrà le sue promesse.
2. Professore, quali sono, secondo lei, i punti deboli della nostra cultura occidentale, rispetto al resto del cosidetto terzo mondo in rivolta? siamo a rischio implosione?
Il punto debole dell’Occidente è la sua forza, l’individualismo, primato dell’economia, volontà di potenza. L’esito della sua storia è stato una spaventosa concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e un fenomeno di asservimento della politica alla finanza. Se l’Occidente non è disposto a procedere a una ridistribuzione generale della ricchezza nel mondo e a una restituzione di dignità alla politica nel senso migliore del termine, vale a dire a una restaurazione del principio del bene comune su scala planetaria, lo scontro o l’implosione saranno inevitabili.
3. Su quali valori cristiani si basa la sua ricerca della verità nel mondo contemporaneo? Perché Papa Francesco guarda con occhio attento l’evolversi della presidenza Trump?
Il cristianesimo è ricerca della giustizia e primato della misericordia. Trump vuol ristabilire il primato mondiale degli Stati Uniti, con il suo motto America First. Questa contrapposizione è insanabile.
4. Occidente e oriente troveranno mai punti in comune da condividere senza più inneggiare a guerre sante? Ed è davvero la religione ciò che maggiormente ci separa?
Oriente e Occidente sono astrazioni. Non ci sono guerre di religione, per quanto possano esserci istanze religiose che si mischiano alle tensioni di oggi. La lotta che si combatte nel mondo è da un lato quella per la conservazione e l’accrescimento del potere, dall’altro quella per la ricerca di un minimo di giustizia e di vivibilità per tutti.
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