Provincia Fr 350

Provincia Fr 350di Ivano Alteri – Abbiamo letto con crescente incredulità le dichiarazioni di Sara Battisti e Francesco De Angelis, entrambi esponenti di spicco del Pd ciociaro, a proposito delle pseudo elezioni provinciali, in cui i partiti si sono azzuffati fra di loro, senza la partecipazione del popolo, per spartirsi un potere che non gli ha dato il popolo. Sembra abbia vinto il Pd. Ma mettiamo in fila gli argomenti.

Quel potere, è stato sottratto al popolo dalla legge-Delrio, che ha tolto il diritto di voto, mentre gli si faceva credere che essa serviva ad eliminare le province (per risparmiare!): le province non sono state eliminate, il diritto di voto sì. Il Pd ha voluto e approvato quella legge, e non ci risultano battaglie particolari all’interno del Pd ciociaro, per impedire che si compisse quest’affronto ai cittadini.

Non molte settimane fa, inoltre, quella stessa impostazione politica autoreferenziale, secondo cui i cittadini devono stare distanti dalle cose della politica, è stata sonoramente bocciata al referendum costituzionale, dal settanta per cento degli italiani. Anche in quel caso, mentre si faceva credere al popolo (tra l’altro) che si eliminava il Senato (per risparmiare!), in realtà si eliminava il diritto dei cittadini di votare i senatori.

Cosa c’è da festeggiare?

Leggere, perciò, di una “straordinaria affermazione del Partito Democratico che si basa su un riconoscimento dei temi qualificanti del governo provinciale e degli interventi sul territorio adottati con prontezza ed efficacia dall’Assessore Buschini e dalla Regione Lazio”, come afferma Sara Battisti; o di “un grande risultato del Pd, chi si illudeva di superarci è stato smentito: la freccia del sorpasso si è rotta. Importanti i risultati di Socialisti e Area popolare: sono state premiate le forze al Governo del Paese”, come fa Francesco De Angelis, ci lascia un tantino attoniti.

Cosa c’è da festeggiare? Di quali “temi qualificanti del governo provinciale” si parla? Di quali interventi “adottati con prontezza ed efficacia dall’Assessore Buschini e dalla Regione Lazio”? Per cosa sarebbero state “premiate le forze al Governo del Paese”? Non si tratta della questione ambientale in Ciociaria, immaginiamo; non della questione Acea e della gestione pubblica dell’acqua; non della questione rifiuti; non degli ospedali e della sanità; non della disoccupazione e della precarietà; non della scuola; non del feroce disagio sociale di migliaia di famiglie ciociare… Ma allora, cosa festeggiano? Di cosa stanno parlando? Come giustamente sottolineava Tiziano Ziroli, di Vertenza Frusinate, ogni volta che vota il popolo sono sonoramente sconfitti; vincono soltanto quando il popolo è messo da parte. Eppur festeggiano!…

La distanza, tra quelle dichiarazioni e le normali persone si è fatta siderale. Tanto che sembra non sia più soltanto una distanza politica, ormai, ma finanche antropologica. Non vorremmo, però, gratificare qualcuno, con queste nostre considerazioni; non vorremmo far pensare che quella distanza significhi superiorità, maggiore capacità di discernere le cose della politica, della naturale distanza di un’élite illuminata, insomma. No. Ci pare, invece, di essere di fronte a comportamenti politicamente anaffettivi, sentimentalmente stitici: da quei discorsi non si percepisce alcuna empatia con coloro che si dovrebbero rappresentare e di cui si pretende di gestire le vite. Si vede e si sente lontano chilometri che nei confronti dei cittadini in difficoltà non si nutre assolutamente alcun sentimento. In quei ragionamenti c’è soltanto calcolo, tattica, egocentrismo e smania: per carriera, soldi e potere; e nessuna adesione ideale, compassione, vicinanza morale, comprensione per coloro che dovrebbero essere, invece, costantemente al centro di ogni pensiero della politica. Insomma, in quei discorsi c’è ben poco di umanamente apprezzabile.

Ma quando la politica si riduce a mero raziocinio, senza passione e giudizio morale, diventa inesorabilmente un mostro, come la storia si è incaricata di dimostrarci fino allo sfinimento. E chi volesse conservare, invece, quella sensibilità che madre natura gli ha dato in dono, dovrebbe affrettarsi a lasciare senza troppe titubanze un ambiente tanto degradato, per cercarne un altro più accogliente e salubre, dove la politica si possa scrivere con la “P” maiuscola.

Frosinone 12 gennaio 2017

 
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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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